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	<title>Filippo Minelli</title>
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	<description>Filippo Minelli's Blog</description>
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		<title>Filippo Minelli</title>
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		<title>Il giornale aziendale? Me lo faccio in casa..</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2009/04/14/il-giornale-aziendale-me-lo-faccio-in-casa/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 06:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[futuro editoria]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicazioni aziendali]]></category>

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		<description><![CDATA[In un interessantissimo articolo si parla ancora una volta della crisi della carta stampata, e del futuro incerto di questo mezzo che apparentemente non riesce a competere con internet, sia per quanto riguarda l’aspetto tecnologico che quello dei costi. C’è &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2009/04/14/il-giornale-aziendale-me-lo-faccio-in-casa/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=954&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/24/la-crisi-della-carta-stampata-in-futuro-pagheremo-5-centesimi-ad-articolo-per-poter-leggere-le-notizie-dei-giornali-online/">interessantissimo articolo</a> si parla ancora una volta della crisi della carta stampata, e del futuro incerto di questo mezzo che apparentemente non riesce a competere con internet, sia per quanto riguarda l’aspetto tecnologico che quello dei costi.<br />
<span id="more-954"></span><br />
C’è un passo di un’intervista a Vittorio Sabadin che è abbastanza significativo:</p>
<p><em>“secondo i calcoli di Philip Meyer, studioso dell’editoria americana, l’ultima sgualcita copia su carta del “New York Times” sarà acquistata nel 2043. Il problema di questa crisi è però da imputarsi ad un solo vero nemico dei giornali, quello che li sta inesorabilmente condannando a morte: la tecnologia. Il tempo a disposizione della gente è diminuito, e ognuno di noi ha ormai la possibilità di essere informato quando vuole, dove vuole e sui temi che preferisce senza dovere per forza ricorrere alla lettura di un giornale&#8221;.</em></p>
<p>L’altro aspetto, quello inerente ai costi, lo ritroviamo nelle parole di Rupert Murdoch, che riferiva così:</p>
<p><em>“La carta stampata è destinata a perdere posizioni, lasciando sempre più spazio a portali, siti e blog. Stampa ed Internet continueranno a vivere fianco a fianco ancora per molti anni, ma ormai tutto quanto dipende dalla pubblicità ed i quotidiani di carta costano solo di più: specie se raffrontati a quanto pubblicato gratuitamente dalle loro controparti digitali&#8221;.</em></p>
<p>Va da se che in questo periodo anche gli investimenti pubblicitari ne risentono, come riportato dall’ Osservatorio stampa Fcp &#8211; Federazione concessionarie di pubblicità:<em> “Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale ha registrato nel mese di gennaio 2009 un andamento in flessione rispetto allo stesso mese del 2008 (-25%)”.<br />
</em><br />
Ma come possono fare le aziende che non vogliono abbandonare il mezzo stampa?</p>
<p><a href="http://magcloud.com/">Mag Cloud</a>, un web service di HP, permette di facilitare la diffusione di un proprio magazine con un servizio autonomo, senza dover ricorrere al lavoro manuale. Con una fee di 20 cent a pagina, questo servizio si propone di arrivare a fare quello che Youtube ha fatto per i video.</p>
<p>Se si pensa alle numerose nicchie di mercato, questo servizio potrebbe rivelarsi un sistema efficiente di riduzione costi per piccole realtà aziendali. Tecnicamente, infatti, è sufficiente un upload di un file pdf per poter “mandare in stampa” le copie richieste.</p>
<p>Se, dunque, un <a href="http://www.nytimes.com/2009/03/30/technology/internet/30mag.html?_r=1&amp;ref=technology">servizio come questo</a> permette di abbattere i costi grazie al processo elettronico, sarà interessante capire se le aziende dovranno “riportare al proprio interno” alcune competenze per far si che la disintermediazione sia efficace, oltre che efficiente; mi riferisco ad esempio alle capacità grafiche per impaginare una rivista, un volantino, ecc.</p>
<p><strong>Quali conseguenze potrebbe portare tutto ciò per le agenzie di comunicazione?</strong></p>
<br /> Tagged: Filippo Minelli, futuro editoria, pubblicazioni aziendali <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/954/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=954&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>si possono davvero fare i soldi col 2.0?</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2008/06/18/si-possono-davvero-fare-i-soldi-col-20/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 10:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web marketing e 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[impresa 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[roi 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Credo di essere parte di una generazione di passaggio tra i “vecchi libri universitari sul marketing, le pratiche aziendali altrettanto vecchie (forse più dei libri?) e i nuovi strumenti di marketing, nuovi mezzi, nuovi veicoli, nuove espressioni…&#8221; In un articolo &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2008/06/18/si-possono-davvero-fare-i-soldi-col-20/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=788&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo di essere parte di una generazione di passaggio tra i <em>“vecchi libri universitari sul marketing, le pratiche aziendali altrettanto vecchie (forse più dei libri?) e i nuovi strumenti di marketing, nuovi mezzi, nuovi veicoli, nuove espressioni…&#8221;</em></p>
<p>In un <a href="http://www.forbes.com/technology/2007/11/06/facebook-ad-platform-tech-internet-cx_wt_bu_1106techfacebook.html">articolo di Forbes </a>di un anno fa si leggeva: “It&#8217;s a $15 billion question: Can Facebook make money?”<br />
<span id="more-788"></span></p>
<p>Ebbene, nonostante i dibattiti sulle tematiche del 2.0 siano lungi dal trovare una posizione definitiva, capire in che modo raccogliere tutti gli spunti e metterli su carta mi sembra un’impresa tutt’altro che scontata.</p>
<p>Partiamo dall’ecommerce: si legge* :” <em>L&#8217;e-commerce in Europa è diventato parte fondamentale dell&#8217;offerta al consumatore finale. In alcuni Paesi rappresenta il 6% delle vendite al dettaglio ed oltre il 20% per settori come il Turismo. In Italia una serie di fattori frena la crescita del settore, in particolare delle vendite di beni fisici (per la prima volta un settore e-commerce in Italia, l&#8217;alimentare, ha subito una contrazione). I beni digitali stanno crescendo comunque oltre il 50% annuo, a dimostrazione che il mercato è ricettivo. I freni sono soprattutto nella logistica e nella connettività, ma anche negli investimenti limitati da parte delle società che hanno già una presenza fisica e che tendono a vedere Internet solo come accessorio al modello di business esistente.”</em></p>
<p>Poi i blog**: <em>“…Dopo tanti elogi, tuttavia, mi sento di fare una critica, anche se può sembrare infondata: Il mondo del web sta andando in una direzione ormai chiara, quella del web 2.0 e, soprattutto, dei blog… perché Diesel non ha un blog? È un’azienda che sa trasmettere stile di vita e passione, che lavora molto nel web e sa ascoltare e capire le nuove generazioni… un blog mi sembra il passo successivo più ovvio… poi, però, da fuori non si vede nulla, come sempre.”<br />
</em><br />
Inoltre i social media e la possibilità di advertising: si parla di conversazioni tra marketers e consumatori, si parla della possibilità di condividere gusti, percezioni, aspettative, <strong>ma in pratica? </strong><br />
Sappiamo tutti che l’efficacia dei banner pubblicitari non è poi così elevata, quindi <strong>che fare?</strong></p>
<p>Ultimo ma non meno importante, la presenza sui motori di ricerca: a chi serve davvero e quanto realmente incide? Come dire alla pmi che se anche compra quelle 2 paroline chiave ma poi ha un sito non aggiornato fa solamente una brutta figura?</p>
<p>Inizio con qualche domanda:<br />
<strong>- come aiutare realmente le aziende col 2.0 ?<br />
- come trovare (e spiegare) le nuove metriche e i nuovi roi?<br />
- come trovare argomenti comuni a pmi e grandi, b2c e b2b, “target” giovane e over x…</strong></p>
<p>Link utili:</p>
<p>*Focus:e-commerce 2008 da<a href="http://www.casaleggio.it"> www.casaleggio.it</a><br />
**<a href="http://marketingarena.it/2008/03/13/diesel-leccellenza/">Stefano Guerra su marketingarena.it</a></p>
<p>Info:</p>
<p>MarketingArena è presente come &#8220;Best Start-up 2.0&#8243; al convegno <a href="http://www.web2oltre.it">Web2Oltre </a>di Milano</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/788/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/788/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/788/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/788/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/788/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/788/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/788/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/788/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/788/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=788&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>L’esperienza nell’evento</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2008/05/23/l%e2%80%99esperienza-nell%e2%80%99evento/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 12:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[event marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[linkory]]></category>
		<category><![CDATA[metriche evento]]></category>

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		<description><![CDATA[“An experience occurs when a company uses services as the stage&#8211;and goods as props&#8211;for engaging individuals in a way that creates a memorable event.” (Joseph Pine II and James Gilmore) Fino ad oggi mi sono sempre chiesto come, nella pratica, &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2008/05/23/l%e2%80%99esperienza-nell%e2%80%99evento/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=765&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“An experience occurs when a company uses services as the stage&#8211;and goods as props&#8211;for engaging individuals in a way that creates a memorable event.”</em></p>
<p>(Joseph Pine II and James Gilmore)<br />
<span id="more-765"></span><br />
Fino ad oggi mi sono sempre chiesto come, nella pratica, le aziende potessero effettivamente riuscire a perpetrare un evento nel tempo, cercando cioè di far ricordare nel tempo un evento ai propri partecipanti – non solo per indubbie finalità di brand enhancement, ma anche per ovvi scopi di roi e di “giustificazione di un investimento”.</p>
<p>In un piano di event marketing, infatti, si fa spesso riferimento a misure qualitative per misurare la soddisfazione dell’audience, i riflessi sulla brand awareness che non necessariamente sono legati al numero di partecipanti o ai campioncini gratuiti consegnati.</p>
<p>La dimensione esperienziale dell’evento, pertanto, risulta cruciale sia durante la manifestazione, sia nel post evento, in quanto il momento successivo all’evento stesso si rivela fondamentale per la diffusione e la condivisione di informazioni, emozioni, pettegolezzi ecc che innescano un meccanismo (virale nella maggior parte dei casi) utile al partecipante a sviluppare un “senso critico” dell’evento, che lo porta poi ad associare l’esperienza con la percezione del prodotto, del brand e/o dell’azienda ospitante.</p>
<p>Secondo la ricerca “Event View 2008” commissionata dall’Event marketing institute, uno dei key facts del 2008 negli Usa è proprio la “transizione da event marketing a experience marketing”, intesa come processo che porta al miglioramento del rapporto con un brand – elemento qualitativo e difficilmente misurabile.</p>
<p>Ho scoperto, grazie ad un post di <a href="http://marketingusabile.blogspot.com/2008/05/la-storia-la-memoria-il-network-delle.html#links">Maurizio Goetz</a>, la nascita di un social network che permette di condividere i ricordi legati ad un evento, pubblico o privato che sia, <a href="http://www.linkory.com/">www.linkory.com</a></p>
<p>Il claim dice: “Everyone has memories. We share them with friends and family throughout our lives. Linkory.com is the only place that makes capturing, sharing and linking memories fun!”</p>
<p>Sono d’accordo con Maurizio quando dice che si tratta di un passo avanti verso una nuova generazione di social network.</p>
<p>Pensate a come un’azienda potrebbe monitorare gli scambi di opinione su un evento appena trascorso, raccogliendo – nel bene e nel male – esperienze di vita dei partecipanti.<br />
<strong><br />
Si potrà finalmente misurare qualitativamente un evento, capendo realmente se è stato un evento “memorabile”?</strong></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/765/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/765/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/765/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/765/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/765/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/765/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/765/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/765/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/765/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/765/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/765/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/765/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/765/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/765/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/765/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/765/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=765&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Assortimento e scelta del cliente</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2008/04/28/assortimento-e-scelta-del-cliente/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2008/04/28/assortimento-e-scelta-del-cliente/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 06:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[assortimento]]></category>
		<category><![CDATA[brand management]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Immaginiamo per un attimo di essere seduti al tavolo di una pizzeria, e ricevere un menu di 100 pizze! Che differenza ci sarebbe rispetto a riceverne uno contenente 20 pizze? Ebbene, parto da questa domanda apparentemente banale per rispolverare un &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2008/04/28/assortimento-e-scelta-del-cliente/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=743&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Immaginiamo per un attimo di essere seduti al tavolo di una pizzeria, e ricevere un menu di 100 pizze! Che differenza ci sarebbe rispetto a riceverne uno contenente 20 pizze?</p>
<p>Ebbene, parto da questa domanda apparentemente banale per rispolverare un argomento forse in controtendenza con l’era della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coda_lunga">long tail</a>, e cioè la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_Pareto">curva di Pareto</a>. Essenzialmente esiste una piccola parte (in termini di numero) di elementi cui si può far risalire la maggior parte di influenza in termini di effetto.</p>
<p>Facendo riferimento alla frase iniziali, molto probabilmente esiste un piccolo numero di pizze del menu che viene acquistato (mangiato!) da molti clienti…</p>
<p>Spostando leggermente il focus su settori più significativi, non è un mistero che le SKU (stock keeping unit, cioè referenze) presenti in negozio tendono ad aumentare ma, il tempo di visita medio in negozio diminuisce.</p>
<p>Secondo una recente ricerca di Confimprese (<a href="http://www.confimprese.it/pdf/pubblicazioni/marca-retailing-moda.pdf">http://www.confimprese.it/pdf/pubblicazioni/marca-retailing-moda.pdf</a>), la curva di Pareto vale per la maggior parte delle aziende di abbigliamento e calzature. In questi scenari il 10% dell’offerta genera il 50% delle vendite, mentre il 20% di codici è pressoché invenduto. Questa è una situazione abbastanza tipica. Qual è allora la struttura dell’assortimento che determina la massimizzazione delle vendite? L’offerta tradizionale, wholesale, è caratterizzata da tre principi: un’offerta ampia, ritenuta in grado di ridurre il rischio, ma in realtà dispersiva e con un gran numero di approcci e varianti modello/colore; una profondità indifferenziata, ossia tutti i codici vengono acquistati e allocati con la stessa profondità; una bassa rotazione, con il prodotto che rimane statico nel punto vendita per quasi tutta la stagione. La prima criticità sta quindi nella fase di programmazione commerciale. Quando si passa alle vendite cosa succede? I pochi prodotti best seller si esauriscono rapidamente, mentre tutto il resto della stagione viene gestito con i tanti prodotti slow seller, che generano alte rimanenze e scarsa attrattività del punto vendita nel suo complesso.</p>
<p>Anche in altri settori, tuttavia, la questione risulta aperta, come nell’elettronica di consumo (es. tel cellulari). Ma se il numero di referenze rimane molto elevato, studi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_cognitiva">psicologia cognitiva</a> hanno dimostrato che la “confusione nella scelta d’acquisto” avviene in seguito al sovraccarico informativo derivante dall’interpretazione degli attributi delle singole referenze, e non tanto dal numero totale.<br />
In pratica, sempre in riferimento alle pizze, non tanto le 100 pizze nel menu, ma la diversa interpretazione degli attributi delle singole pizze a trarre in inganno al momento della scelta!</p>
<p>A questo punto, <strong>mi sopraggiungono alcune domande</strong></p>
<p>- Quanto conta il punto vendita e la preparazione del personale per aiutare i consumatori?<br />
- Quanto conta l’influenza di persone a noi vicine nella scelta?<br />
- Quanto conta la comunicazione dell’azienda e la scelta di spingere una referenza (o un gruppo) rispetto ad un’altra in base alle indicazioni delle analisi di vendita?<br />
- Quanto conta la presenza di un “facilitatore” nella categorizzazione degli attributi quale può essere internet?</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/743/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/743/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/743/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/743/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/743/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/743/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/743/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/743/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/743/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=743&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Quando lo scrittore capisce il mercato: il caso Coelho</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 07:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[Paulo Coelho]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’era di internet, in cui i media tradizionali stanno mano a mano perdendo di valore, anche il mercato dell’editoria sta vivendo importanti cambiamenti dovuti da un lato alla tecnologia e dall’altro dall’evoluzione dei lettori che dimostrano di avere sempre meno &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2008/04/01/quando-lo-scrittore-capisce-il-mercato-il-caso-coelho/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=722&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://filippominelli.wordpress.com/2008/04/01/quando-lo-scrittore-capisce-il-mercato-il-caso-coelho/"><img src="http://img.youtube.com/vi/INFDycyjdjc/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Nell’era di internet, in cui i media tradizionali stanno mano a mano perdendo di valore, anche il mercato dell’editoria sta vivendo importanti cambiamenti dovuti da un lato alla tecnologia e dall’altro dall’evoluzione dei lettori che dimostrano di avere sempre meno tempo e voglia per leggere, ma con sempre più interesse a “saperne di più di tutto” in maniera facile e immediata attraverso.</p>
<p>Nel caso che voglio presentare ora si nota perfettamente come le esigenze del mercato stiano imponendo un nuovo modo di interagire con gli utenti-lettori attraverso gli strumenti odierni.</p>
<p>Paulo Coelho , come si legge nel suo <a href="http://www.paulocoelho.com/">sito</a>, “È considerato uno degli autori più importanti della letteratura mondiale. Le sue opere, pubblicate in più di centocinquanta paesi e tradotte in sessantatré lingue, hanno venduto ottantacinque milioni di copie.”</p>
<p>Paulo Coelho, come leggo dal suo profilo in <a href="http://www.facebook.com/pages/Paulo-Coelho/11777366210">facebook</a>, ha tra I film preferiti  Lawrence of Arabia e Once Upon a Time in the West.</p>
<p>Paulo Coelho, come appare nella sua pagina di <a href="http://www.myspace.com/paulocoelho">myspace</a>, ha 60 anni, ed è alto 171cm, e i suoi “eroi” sono suo zio Jose e Nelson Mandela!</p>
<p>Paulo Coelho, come si legge nel suo <a href="http://paulocoelhoblog.com/">blog</a>, sta indicendo un concorso per fare un film insieme ai propri lettori. Il concorso parte dalla scelta di un personaggio del libro “La strega di portobello” e prevede la registrazione nel blog. Inoltre, prevede che si faccia un upload su youtube di un video che ritragga tutte le scene del personaggio scelto.</p>
<p>È lo stesso autore a far capire i vantaggi di tutto questo:</p>
<p>Dal mio punto di vista, benchè io ancora detenga i diritti del libro in questione per un’ eventuale cessione futura a una grande casa di produzione, sto facendo una nuova esperienza e vedendo la pluralità dei punti di vista dei miei lettori.<br />
Dal punto di vista del partecipante, esiste la possibilità, se riusciremo ad avere un contratto con un grande festival o con dei distributori, di avere una maggiore visibilità per il suo lavoro.<br />
Ed infine, ma non meno importante, staremo costruendo un po’ di storia cinematografica insieme: un film diretto dai lettori!<br />
Stiamo assistendo in questo caso ad una perfetta interpretazione del cambiamento delle regole in gioco. Questo autore si è dimostrato pronto a mettersi in gioco, offrendo pure i propri romanzi gratis , desideroso di trovare amici più che semplici lettori, condividendo passioni e spazi sul web.<br />
<strong>Un modello da seguire?</strong></p>
<p>Filippo Minelli</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/722/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/722/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/722/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=722&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Comunicare l&#8217;evento</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2008/02/27/comunicare-levento/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 10:01:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[event marketing]]></category>
		<category><![CDATA[eventi corporate]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendo spunto da un articolo letto su Html.it per parlare ancora una volta di eventi. Se, infatti, è ormai assodato che gli eventi rientrano sempre più spesso nei piani di marketing aziendali come uno tra i medium in grado di &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2008/02/27/comunicare-levento/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=671&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendo spunto da un articolo letto su <a href="http://www.html.it">Html.it</a> per parlare ancora una volta di eventi.</p>
<p>Se, infatti, è ormai assodato che gli eventi rientrano sempre più spesso nei piani di marketing aziendali come uno tra i medium in grado di portare più alti ritorni sull’investimento, forse è bene ancora una volta rimarcare l’importanza della comunicazione dell’evento.<br />
<span id="more-671"></span><br />
In particolare, la promozione dell’evento è tanto importante quanto l’oggetto dell’evento stesso, ciò che verrà comunicato durante la manifestazione.  La figura dell’event manager, quindi, è chiamata non solo a massimizzare le opportunità di marketing derivanti dall’evento, ma anche dalle attività ad esso correlate come le promozioni offline e online e la ricerca degli sponsor. Per quanto riguarda la parte online, il compito sarà quello di curare le performance dei siti di riferimento per l’evento, nonché di determinare le azioni necessarie a ottimizzare la navigazione e l’interazione con i partecipanti.</p>
<p>Il piano di comunicazione di un evento, dunque, richiede una strategia accurata. Come spiega html.it, “il piano di comunicazione non vuol promuovere l’evento in sé, ma viceversa usa l’evento stesso per promuovere il nome dell’azienda ed il relativo servizio.”</p>
<p>Più nel dettaglio, l’attività di ufficio stampa dovrebbe puntare a:</p>
<p>-	discutere nel dettaglio le caratteristiche dell’evento e gli obiettivi<br />
-	dare la massima disponibilità alle interviste o alle conferenze stampa<br />
-	non mancare agli appuntamenti con i media<br />
-	decidere preventivamente gli strumenti necessari ( dalla cancelleria agli strumenti di presentazione multimediali)</p>
<p>Nel caso di promozione online – come spiega nel dettaglio html.it – occorre fare attenzione al tempo necessario (stimato in circa 3 mesi) per diffondere la notizia “viralmente” nella rete, partendo dalla gestione dei comunicati stampa ufficiali, fino ad arrivare al “buzz” in vari blog e siti.</p>
<p>In conclusione è bene ricordare che la comunicazione dell’evento deve essere pensata come la sinergia tra diversi attori e come integrazione di strumenti offline e online.</p>
<p>Non comunicare un evento o comunicarlo male, in ritardo o non seguendo passo passo l’evolversi della situazione potrebbe irrimediabilmente vanificare l’investimento.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/671/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/671/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/671/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=671&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Come si fa ad innovare?</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2008/02/16/come-si-fa-ad-innovare/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2008/02/16/come-si-fa-ad-innovare/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 18:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia e innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[nokia only planet]]></category>
		<category><![CDATA[Schumpeter]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cos’è realmente l’innovazione? Ci interroghiamo spesso su questo argomento, di pari passo alle nuove tendenze tecnologiche che spesso partono dalle grandi aziende, ma anche alla soluzioni creative provenienti dalle piccole realtà. Schumpeter parlava di “distruzione creativa”, riferendosi alla vera &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2008/02/16/come-si-fa-ad-innovare/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=654&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che cos’è realmente l’innovazione? Ci interroghiamo spesso su questo argomento, di pari passo alle nuove tendenze tecnologiche che spesso partono dalle grandi aziende, ma anche alla soluzioni creative provenienti dalle piccole realtà.</p>
<p>Schumpeter parlava di “distruzione creativa”, riferendosi alla vera innovazione: difficile, dolorosa e che a volte richiede la rinuncia a tutto ciò che si è imparato fino a quel momento.</p>
<p>È realmente così?</p>
<p><span id="more-654"></span></p>
<p>Mi chiedo perché a volte le aziende utilizzano la creatività solamente come esercizio di stile, senza metterla realmente al servizio del consumatore. Mi chiedo perché le aziende spesso guardano solo al proprio interno, magari alla propria avanguardia tecnologica, senza pensare che gli interlocutori possono non essere sulla stessa lunghezza d’onda.</p>
<p>Durante il workshop <a href="http://onlyplanet.nokia.com/php/public/">Nokia Only Planet 2008 </a>di Helsinki a cui ho partecipato, si è parlato di creatività, design, innovazione. La lezione che ho imparato essenzialmente si basa su un fatto: per innovare bisogna osservare. Per creare, bisogna avere la consapevolezza di ciò che ci sta intorno, bisogna pensare, fallire, reagire, provare e riprovare. Occorre tempo, occorre visione locale, occorre comprensione delle diverse culture. Quanto più sei globale, tanto più devi pensare alle più piccole parti che compongono quella globalità.</p>
<p>Riporto inoltre cinque esperienze diverse, con un unico filo conduttore, con l’aiuto del magazine <a href="http://www.samsung.com/Features/BrandMagazine/magazinedigitall/2007_fall/printPDF/Digitall2007FALL.PDF">samsung DigitAll</a>:</p>
<p><strong>1.</strong> Diego Rodriguez (<a href="http://metacool.typepad.com/about.html">D.School Prof e IDEO</a>): le attuali strategie di innovazioni sono troppo spesso in un’ottica top-down. Il vero focus dell’innovazione deve quindi essere la comprensione dei bisogni delle persone, al fine di poter favorire l’interazione tra azienda e consumatori, in una parola esperienza. L’empatia è il driver fondamentale dell’innovazione. Bisogna fare e disfare, non aver paura di mettersi in gioco, arrivare all’idea giusta passando per numerosi fallimenti. Le emozioni sono la chiave del successo.</p>
<p><strong>2.</strong>David Lawrence (<a href="http://www.shimano.com/">Shimano</a>): cosa c’è di più facile che andare in bicicletta? Cadere dalla bicicletta? Focalizzarsi troppo sulla innovazione tecnologica a volte può portare a spostare la focalizzazione dal mercato all’azienda stessa. Pensare a un design innovativo non vuol sempre dire pensare al consumatore più sofisticato. Pensare ad un’innovazione tecnologica non vuol dire pensare solamente al consumatore più tecnologico. Innovazione vuol dire anche semplicità, di utilizzo, di pensiero, di prodotto.</p>
<p><strong>3.</strong> Matt Kingdon (<a href="http://www.whatifinnovation.com/default">?WhatIf!</a>): la creatività per se stessa è inutile, quasi pericolosa. Non si può pensare all’innovazione senza pensare al suo fine. Se tutti pescano nello stesso mare – dove il mare rappresenta la ricerca di mercato – tutti i pescatori ottengono le stesse informazioni. Ecco quindi che occorrono nuove idee, nuove formule per differenziarsi. Le barriere esistono, è per questo che occorre muoversi velocemente. Ma più un’idea è diversa, meno probabile è che si possa implementare con la linea di produzione esistente. Occorre quindi rivolgersi altrove. Il che si rivela per alcuni impensabile.</p>
<p><strong>4.</strong> Tim Westergren (<a href="http://www.pandora.com/">Pandora</a>): quando sei un imprenditore che tratta ogni giorno di tecnologia, tutte le persone intorno a te condividono gli stessi argomenti e riflessioni. Tuttavia vogliamo che le nostre idee e riflessioni siano apprezzate anche al di fuori. Purtroppo però non viviamo tutti in una Silicon Valley, di conseguenza dobbiamo adattarci al contesto. La tecnologia quindi deve essere al servizio di un pubblico molto vasto, che non necessariamente è interessato a ciò che sta dietro a un servizio, e che sarà sempre pronto a commentare a proposito di ciò che “non si può fare” con tale servizio, piuttosto che a riconoscerne i meriti.</p>
<p><strong>5.</strong> Chris Beard (<a href="http://cbeard.typepad.com/">Mozilla</a>): l’open source è un modo di innovare, un modo per permettere alle persone di “essere coinvolte”. Lo stimolo a innovare in questo senso è continuo, anche se la direzione può non è chiara all’inizio. La dimensione di rischio in questi casi va calcolata, perché il fine è comunque quello di dare qualcosa che possa essere utile a risolvere problemi o a soddisfare bisogni. Da un punto di vista tecnologico, non ci sono molti “pezzi liberi” rimasti. La novità, quindi, è costituita da come i vari pezzi sono assemblati, consegnati e in quanto tempo.</p>
<p><em>Mi chiedo, a questo punto, se esista per tutti la possibilità di fermarsi, osservare, pensare e provare. Mi riferisco soprattutto alle piccole realtà. E poi, le aziende che innovano sono in grado di “fare tutto al loro interno” o hanno bisogno di appoggio esterno? Infine, quanti sono disposti a rischiare per innovare?<br />
</em></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/654/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/654/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/654/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/654/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/654/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/654/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/654/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/654/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/654/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/654/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/654/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/654/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/654/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/654/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/654/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/654/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=654&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>moda e multicanalità</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 10:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda - Lusso - fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[multicanalità]]></category>
		<category><![CDATA[stile fashion]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo più volte argomentato come l’integrazione dei diversi mezzi di comunicazione porti non solo a mostrare un’immagine unitaria dell’azienda, ma anche a raggiungere il consumatore moderno avvicinandosi maggiormente a lui, cercando di coinvolgerlo personalmente. In questo senso, vorrei segnalare alcuni &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2008/01/14/moda-e-multicanalita/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=628&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bokeebao.com/wp-content/uploads/2007/03/WindowsLiveWriter/Business2.0200725_12056/b20307_1%5B6%5D.jpg"><img style="float:left;cursor:pointer;width:320px;margin:0 10px 10px 0;" src="http://www.bokeebao.com/wp-content/uploads/2007/03/WindowsLiveWriter/Business2.0200725_12056/b20307_1%5B6%5D.jpg" alt="" border="0" /></a>
<p style="background:white none repeat scroll 0 50%;text-align:justify;"><span style="color:black;">Abbiamo più volte argomentato come l’integrazione dei diversi mezzi di comunicazione porti non solo a mostrare un’immagine unitaria dell’azienda, ma anche a raggiungere il consumatore moderno avvicinandosi maggiormente a lui, cercando di coinvolgerlo personalmente. </span></p>
<div style="text-align:justify;">  </div>
<p style="background:white none repeat scroll 0 50%;text-align:justify;"><span style="color:black;">In questo senso, vorrei segnalare alcuni casi di multicanalità e tendenza al 2.0:</span></p>
<div style="text-align:justify;">  </div>
<p style="background:white none repeat scroll 0 50%;text-align:justify;"><span style="color:black;"><a href="http://www.ae.com/"><span style="color:rgb(142,142,56);">American Eagle</span></a>, qualche tempo fa, dopo aver costruito una pagina in MySpace in cui più di 46000 persone discutono su temi vari, ha introdotto un canale dedicato, chiamato<a href="http://www.ae.com/web/77e/"><span style="color:rgb(142,142,56);">77e</span></a>.</span></p>
<div style="text-align:justify;">  </div>
<p style="background:white none repeat scroll 0 50%;text-align:justify;"><span style="color:black;">L’intenzione era quella di rappresentare con un cast di teenager, il core target dell’azienda, alcune situazioni quotidiane di vita. In particolare, la prima serie è stata chiamata “It’s a Mall World” – proprio perchè si svolgeva all’interno di un centro commerciale. Ovviamente gli attori vestivano interamente con capi AE!</span></p>
<div style="text-align:justify;">  </div>
<p style="background:white none repeat scroll 0 50%;text-align:justify;">Inoltre, il legame instaurato con Mtv per alcuni advertising ha portato, secondo il CEO Kathy Savitt, un aumento del traffico al sito del 20% e un tasso di conversione in vendite del 75%. </p>
<div style="text-align:justify;">  </div>
<p style="background:white none repeat scroll 0 50%;text-align:justify;">Tuttavia la seconda serie, più sottile e meno orientata al prodotto, sembra non aver dato i risultati sperati…</p>
<div style="text-align:justify;">  </div>
<p style="background:white none repeat scroll 0 50%;text-align:justify;">Altro caso da segnalare è Wal-Mart, che entra nel web 2.0 con il gruppo in facebook chiamato <span style="color:black;">&#8220;<a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=2784351093"><span style="color:rgb(142,142,56);">Wal-Mart Roommate Style Match</span></a>&#8220;. Purtroppo però, l’iniziativa ha scatenato reazioni anche contrastanti poiché alcune persone hanno usato il gruppo per criticare le politiche aziendali!</span></p>
<div style="text-align:justify;">  </div>
<p style="background:white none repeat scroll 0 50%;text-align:justify;"><span style="color:black;">Secondo <a href="http://fashion-fox.com/">http://fashion-fox.com/</a> gli errori di Wal-Mart sono stati essenzialmente quelli di aver provato a rivolgersi a un segmento (quello dei giovanissimi) che non ha riconosciuto nel retailer un marchio “degno” della loro generazione…</span></p>
<div style="text-align:justify;">  </div>
<p style="background:white none repeat scroll 0 50%;text-align:justify;"><span style="color:black;">La sensazione è, dopo aver letto di queste esperienze americane, che da noi l’utilizzo di mezzi 2.0 sia lungi da essere una prima scelta delle aziende…che ne pensate?</span></p>
<p>Filippo Minelli</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/628/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/628/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/628/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/628/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/628/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/628/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/628/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/628/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/628/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/628/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=628&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Personal Branding</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/12/27/personal-branding/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 13:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[ Tratto da: http://personalbrandingblog.wordpress.com/<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=6&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="0" align="middle" width="1" src="http://aycu07.webshots.com/image/35046/2003690045936381703_rs.jpg" height="1" /><img border="0" width="1" src="http://aycu07.webshots.com/image/35046/2003690045936381703_rs.jpg" height="1" /><img border="0" width="1" src="http://aycu07.webshots.com/image/35046/2003690045936381703_rs.jpg" height="1" /><img border="0" width="451" src="http://aycu07.webshots.com/image/35046/2003690045936381703_rs.jpg" height="432" /></p>
<p> Tratto da: <a href="http://personalbrandingblog.wordpress.com/">http://personalbrandingblog.wordpress.com/</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/6/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/6/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/6/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=6&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Piacere a tutti = non piacere a nessuno?</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/12/18/piacere-a-tutti-non-piacere-a-nessuno/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/12/18/piacere-a-tutti-non-piacere-a-nessuno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 09:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[marketing politico]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendo spunto da un articolo di Antonio Sofi (docente di giornalismo e nuovi media all’università di Firenze) per una riflessione sulla comunicazione. L’articolo si sofferma sul marketing della politica, facendo riferimento alla nascita di nuovi partiti e dal tentativo di &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/12/18/piacere-a-tutti-non-piacere-a-nessuno/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=613&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:justify;">Prendo spunto da un articolo di Antonio Sofi (docente di giornalismo e nuovi media all’università di Firenze) per una riflessione sulla comunicazione.</div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">L’articolo si sofferma sul marketing della politica, facendo riferimento alla nascita di nuovi partiti e dal tentativo di promuovere la propria immagine ad un pubblico più ampio possibile. Il marketing politico – scrive Sofi – impazza nelle sue forme più facili e scolastiche, in cui la parola d’ordine è essere emotivamente funzionali.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ora, la comunicazione in questo senso diviene semplice, funzionale appunto, forse a discapito dell’innovatività. Come dice Oliviero Toscani, il rischio di piacere a tutti è che a conti fatti non piaccia a nessuno.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Esulando dal contesto politico, la riflessione diventa più generale: partendo da quella che è un’esigenza di rinnovamento delle forme comunicative, delle immagini e dei segni che è propria di ogni epoca, rimane da capire in quale modo si possa innovare senza perdere la propria identità. Parlando di comunicazione, si apprende dai testi e anche da alcuni casi storici come sia importante mantenere una certa coerenza nel tempo a livello di immagine – che è poi ciò che il pubblico percepisce. Il concetto di “marketing di massa” poi, che forse è proprio della politica ma sta perdendo un po’ di valore nel mondo aziendale, va necessariamente ad interessare la comunicazione e il proprio rinnovamento: se da un lato c’è la paura di innovare, da un altro si pensa che la semplicità sia alla base della trasparenza che tanto va di moda ultimamente.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="font-weight:bold;text-align:justify;">Quindi che fare?</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Rischiare una comunicazione innovativa a tutti i costi, o tornare alla semplicità rischiando di sfociare in banalità? Anche se cambiano (o aumentano) i mezzi di comunicazione, il tipo di messaggio rimane inevitabilmente indietro per mancanza di creatività?</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/613/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/613/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/613/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=613&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Store Wars</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/12/11/store-wars/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 08:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[marketing distributivo]]></category>
		<category><![CDATA[retail]]></category>
		<category><![CDATA[store loyalty]]></category>

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		<description><![CDATA[In un’epoca in cui la globalizzazione e l’internazionalizzazione impone alle aziende la focalizzazione della propria distribuzione all’estero, il punto vendita assume un ruolo di fondamentale importanza. Inoltre, le “nuove” formule come il franchising, se da un lato permettono indubbi vantaggi &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/12/11/store-wars/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=607&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">In un’epoca in cui la globalizzazione e l’internazionalizzazione impone alle aziende la focalizzazione della propria distribuzione all’estero, il punto vendita assume un ruolo di fondamentale importanza. Inoltre, le “nuove” formule come il franchising, se da un lato permettono indubbi vantaggi dal punto di vista dei costi e della facilità di gestione, dall’altro devono essere gestiti dall’azienda in maniera del tutto consapevole, attuando politiche di retail marketing innovative ed efficaci, per potersi districare tra la competizione crescente e per attrarre il consumatore.</p>
<p align="justify">Prendo spunto da un decalogo sull’eccellenza del retail scritto da Emanuele Sacerdote, per soffermarmi su alcuni punti:</p>
<p align="justify">- <strong>in primo luogo il cliente</strong>: molto spesso le decisioni ancora oggi sono prese senza tenere in considerazione i gusti del cliente: non bisogna infatti dimenticare che è proprio quest’ultimo che si relaziona con l’azienda attraverso il punto vendita (quante volte vi capita di entrare in un negozio e la commessa nemmeno vi saluta?)</p>
<p align="justify">- <strong>Il territorio</strong>: a Treviso, nella via principale, ci sono moltissimi negozi monomarca. L’importanza della localizzazione geografica è un elemento importantissimo per le aziende, che con un’attenta politica di geomarketing possono strategicamente agire sulla leva distributiva</p>
<p align="justify">- <strong>Il punto vendita</strong>: l’azienda – come scrive Sacerdote – deve manovrare le leve del retail: localizzazione, insegna, concept, offerta micromarketing (quindi merchandising), staff di vendita e servizi aggiuntivi</p>
<p align="justify">- <strong>Il posizionamento</strong>: è importante che il posizionamento di un marchio sia ben visibile agli occhi del consumatore finale anche nel punto vendita. La visibilità e l’impatto del brand devono essere coerenti con i valori che l’azienda vuole trasmettere.</p>
<p align="justify">- <strong>La store loyalty</strong>: altro punto fondamentale riguarda la capacità di attrarre i clienti e renderli fedeli. Si parla – in questo senso – di “reason to come in”, quindi promessa di vendita e attrazione per il cliente nel famoso “teatro”; inoltre esiste anche la “reason to come back”, ovvero la capacità da parte dell’azienda di consolidare una relazione atta a motivare il cliente a ritornare.</p>
<p align="justify">- <strong>Lo spazio interno</strong>: la dimensione, il layout e l’organizzazione del punto vendita sono elementi non certo trascurabili. Pensiamo all’allocazione dei prodotti sugli scaffali, oppure all’esposizione tramite “totem”, isole, corner all’interno del negozio. Pensiamo alla vetrina, oppure ai cosiddetti “shelf talkers”. Pensiamo infine al percorso che il cliente dovrebbe idealmente fare all’interno del punto vendita. Tutto ciò deve essere studiato nei minimi dettagli.</p>
<p align="justify">- <strong>L’offerta</strong>: arriviamo finalmente a parlare di prodotto. L’azienda deve decidere in merito ad ampiezza e profondità dell’assortimento, nonché alla varietà. È bene sottolineare anche che ampiezza e varietà/profondità dell’assortimento, oltre ad avere diversi obiettivi di servizio, si traducono anche in diverse conseguenze sul presso al consumo (Lugli, 2005)</p>
<p align="justify">- <strong>Il fattore umano</strong>: come più volte ribadito, nel punto vendita-teatro si devono sviluppare relazioni immateriali che portano ad una fiducia reciproca tra cliente e azienda (nella fattispecie i venditori). Il venditore diventa così una leva strategica per l’azienda.</p>
<p align="justify">- <strong>L’analisi:</strong> a questo punto occorre misurare le performance! Non si può infatti pensare di migliorare se non si introducono indicatori qualitativi e quantitativi che vanno oltre il semplice dato sui ricavi di giornata.</p>
<p align="justify">- <strong>Innovazione</strong>: come è stato detto più volte in questo blog, innovare vuol dire in molti casi sopravvivere. Anche la distribuzione, e in questo caso il punto vendita, devono rinnovarsi. È necessario quindi per l’azienda programmare la propria evoluzione per dimostrarsi pronta in ogni momento.</p>
<p align="justify">Che ne pensate?</p>
<p align="justify">Filippo Minelli</p>
<p align="justify">Fonti: estratto de: “La strategia del retail nella moda e nel lusso”, a cura di Emanuele Sacerdote</p>
<p align="justify">“Marketing distributivo”, G. Lugli, L. Pellegrini</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/607/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/607/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/607/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=607&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Una campagna “americana” per attrarre viaggiatori in Europa</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/11/27/una-campagna-%e2%80%9camericana%e2%80%9d-per-attrarre-viaggiatori-in-europa/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 07:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostar]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[turismo 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Rail Europe, che vende biglietti negli Stati Uniti per il servizio Eurostar ad alta velocità da Parigi a Londra, ha creato una nuova campagna adv con lo scopo di promuovere il turismo americano in europa, nonostante il cambio non propriamente &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/11/27/una-campagna-%e2%80%9camericana%e2%80%9d-per-attrarre-viaggiatori-in-europa/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=595&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">
<p align="justify">Rail Europe, che vende biglietti negli Stati Uniti per il servizio Eurostar ad alta velocità da Parigi a Londra, ha creato una nuova campagna adv con lo scopo di promuovere il turismo americano in europa, nonostante il cambio non propriamente favorevole degli ultimi tempi.<br />Il nuovo servizio di Eurostar, iniziato il 14 novembre, consente di arrivare da Parigi a Londra in 2 ore e 15 minuti. Per la promozione, Rail Europa ha aperto un sito,  <a href="http://www.getalittleparis.com/" target="_">www.getalittleparis.com</a>, che suggerisce come il viaggio sia talmente veloce che “you’ll be drinking wine in Paris while the lager foam from London is still on your lips.”<br />Pierre Thilhou, vice presidente della sezione marketing, afferma che il progetto mira alla soddisfazione di tutti i viaggiatori, non solo per gli americani, il cui biglietto costerà da 129 a 400 dollari!<br />Tornando al sito, invece, ci si accorge subito che lo spirito è quello di far divertire il turista, con icone animate che rimandano ai più famosi luoghi comuni di entrambe le sponde della manica, quindi la torre del big ben da una parte, il croissant dall’altra, oppure il bus rosso e il mimo francese…insomma il messaggio sembra essere quello di provare un viaggio unico che permette di mescolare due culture diverse e due paesi diversi, ma nello stesso viaggio!<br />Ma non finisce qua: alcuni filmati virali sono presenti in internet, su youtube e google video, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OgGUtPmZpHY">(vedi</a> sopra) a rappresentare la velocità del viaggio e il comfort raggiungibile.<br />Il messaggio, in conclusione, sembra essere chiaro: anche un servizio come il trasporto ferroviario si sta adeguando: l’esperienza del consumatore è fondamentale nel marketing, e lo è dunque anche nel turismo. Inoltre, il tentativo di promuovere i servizi in maniera customer oriented sembra essere un tentativo di rimanere al passo coi tempi e di cambiare la vecchia immagine che noi tutti abbiamo dei treni europei…<br /><strong>Riusciremo a breve a goderci un bel viaggio in treno anche in Italia?<br /></strong><br />Filippo Minelli</p>
<p>Fonti: the new york times</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/595/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/595/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/595/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=595&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Valutare le aziende</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/11/16/valutare-le-aziende/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 07:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[concorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione aziendale]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali sono i fattori più importanti da considerare per la valutazione di un’azienda? Scrive Marketing Intelligence: “La competitività di un&#8217;impresa nazionale che ambisce ad un ruolo di leader di settore non può più essere misurata solamente dal valore della propria &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/11/16/valutare-le-aziende/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=586&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Quali sono i fattori più importanti da considerare per la valutazione di un’azienda?</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p style="text-align:justify;">Scrive Marketing Intelligence: “<span style="font-family:Tahoma;color:#555544;">La competitività di un&#8217;impresa nazionale che ambisce ad un ruolo di leader di settore non può più essere misurata solamente dal valore della propria quota del mercato italiano: le imprese italiane dovranno, rapidamente, pianificare in termini strategici lo sviluppo dell&#8217;offerta per i mercati esteri. Le imprese sono ormai &#8220;obbligate&#8221; dalla pressione concorrenziale interna ed esterna al Paese a rinnovarsi, a rivedere la progettazione e la produzione, la ricerca e sviluppo, l&#8217;attività delle funzioni di marketing e sales.</span>”</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p style="text-align:justify;">Secondo Pambianco, società leader nella consulenza aziendale, i criteri per distinguere un’azienda di successo sono:</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p style="text-align:justify;">1. Si devono registrare <strong>alti tassi di crescita</strong> negli anni e buona redditività.<span> </span></p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p style="text-align:justify;">2. E’ necessario un <strong>Forte posizionamento del marchio</strong> nell&#8217;area in cui l’azienda opera.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p style="text-align:justify;">3. <strong>Capacità creativa e attitudine alla ricerca e sviluppo</strong> del prodotto sono prerogative imprescindibili.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p style="text-align:justify;">4. <strong>know-how produttivo</strong> nel settore<span> </span></p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p style="text-align:justify;">5.P<strong>otenzialità di crescita, </strong><span> </span>sia nel mercato attualmente servito che all’estero.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p style="text-align:justify;">6. Disponibilità di una <strong>buona rete distributiva, </strong>magari con negozi monomarca.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p style="text-align:justify;">7. <strong>Comunicazione innovativa e altamente riconoscibile, </strong>che rispecchi la volontà di accrescere l’immagine del marchio.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p style="text-align:justify;">8. <strong>Team manageriale giovane, dinamico</strong> e capace di gestire la crescita dimensionale dell&#8217;Azienda</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Alla luce della classificazione precedente, sembra quasi ci si voglia riferire solamente alle grandi realtà: come adattare allora l’analisi alle pmi italiane?</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Quali sono le caratteristiche – tra quelle elencate – prioritarie per una azienda di piccole dimensioni, che vede allargarsi il proprio giro d’affari più velocemente rispetto alla propria preparazione organizzativa? E ancora, quale ruolo giocano le nuove tecnologie a favore delle piccole (o a sfavore) per “colmare alcune lacune” di competitività?</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Filippo Minelli</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Fonti: <a href="http://www.pambianconews.com/">www.pambianconews.com</a></p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span> </span><a href="http://marketing-intelligence.blogspot.com/">http://marketing-intelligence.blogspot.com/</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/586/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/586/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/586/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/586/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/586/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/586/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/586/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/586/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/586/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/586/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=586&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Web marketing e nicchie di mercato: il caso Disaboom</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/11/05/web-marketing-e-nicchie-di-mercato-il-caso-disaboom/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/11/05/web-marketing-e-nicchie-di-mercato-il-caso-disaboom/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 08:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web marketing e 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[disaboom]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[niche marketing]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei ancora una volta parlare di un’iniziativa, nata negli Stati Uniti, che fa capire come il marketing sia in continua evoluzione per seguire i cambiamenti della società in cui viviamo, non solo in termini demografici, ma culturali e sociali. In &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/11/05/web-marketing-e-nicchie-di-mercato-il-caso-disaboom/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=575&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Vorrei ancora una volta parlare di un’iniziativa, nata negli Stati Uniti, che fa capire come il marketing sia in continua evoluzione per seguire i cambiamenti della società in cui viviamo, non solo in termini demografici, ma culturali e sociali.</div>
<div>In America 50 milioni di persone hanno una qualche forma di disabilità fisica o mentale, ma essi spendono i propri soldi così come gli altri! Tuttavia i modi efficienti per raggiungerli attraverso l’advertising sono minori: per questo motivo nasce <a href="http://disaboom.com/" target="_">Disaboom.com</a> .<br />
Disaboom nasce dalla mente di un certo J. Glen House, laureato in medicina dopo essere diventato quadriplegico in seguito ad un incidente di sci a 20 anni.</div>
<div>Il sito combina una parte dedicata al social networking in stile <a title="More articles about Facebook." href="http://topics.nytimes.com/top/news/business/companies/facebook_inc/index.html?inline=nyt-org">Facebook</a>, ma allo stesso tempo si propone di fornire importanti informazioni su aspetti medici, consigli per trovare lavoro, viaggiare, ecc. l’obiettivo del sito online dal 1 di Ottobre è quello di arrivare a un milione di visitatori unici per la fine di Febbraio e di raddoppiare questo dato alla fine del prossimo anno.<br />
La cosa importante è che l’iniziativa ha subito avuto riscontri positivi su alcuni investitori tra cui Johnson &amp; Johnson e Ford, che hanno già firmato contratti per portare le proprie offerte all’interno del network.<br />
La “portata” di questa iniziativa sembra a questo punto andare oltre il marketing di nicchia, sia per le dimensioni del segmento, sia per la risonanza che questo può avere anche nel sociale.<br />
Alla luce di quanto appena descritto, <em>quali possono essere le implicazioni future che internet permette?</em></div>
<div><strong>Maggiore voce per le “minoranze”?</strong><br />
È chiaro che iniziative di questo tipo portano sicuramente a risultati in termini di visibilità e coesione per gruppi che altrimenti rimarrebbero “invisibili”, non solo – evidentemente – alle aziende, ma anche e soprattutto alle altre persone.</div>
<div><strong>Cambiano I modelli tradizionali di creatività pubblicitaria?</strong><br />
Aziende come McDonald’s, Verizon Wireless, Sears e Honda hanno già provveduto a mostrare persone con disabilità nelle proprie pubblicità. Kohl’s usa manichini in sedia a rotelle nelle vetrine dei propri negozi.<br />
Ora, non volendo assolutamente aprire argomenti su aspetti etici o di discriminazione, <strong>sarà possibile in futuro vedere di più questi aspetti anche nelle pubblicità tradizionali, dato che stiamo parlando di cambiamenti reali che avvengono nelle nostre società? Sarà possibile fornire messaggi che aiutino in qualche modo l’integrazione e il rispetto reciproco?<br />
Troppa targetizzazione?</strong></div>
<div>Infine <span style="color:#ff0000;">una provocazione</span>: internet permette di dare voce a tutti, e permette infinite possibilità di espressione delle nicchie (o presunte tali). È possibile che a lungo andare si segmenti a tal punto l’audience che tutti apparterremo ad una determinata categoria (paradossalmente a discapito di quello che oggi è il consumatore post-moderno)?</div>
<div>Filippo Minelli<br />
Fonti: the new york times; corriere.it</div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/575/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/575/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/575/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/575/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/575/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=575&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sport &amp; web</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 08:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web marketing e 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
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		<category><![CDATA[sport e marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Nello sport, scrive Cherubini, “esiste uno stretto legame tra valore della clientela e della relazione e performance competitive ed economico-finanziarie dell’impresa. Come in un circolo virtuoso, il valore dei clienti ed il valore dell’impresa si influenzano reciprocamente. In questo contesto, &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/10/24/sport-web/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=567&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Nello sport, scrive Cherubini, “esiste uno stretto legame tra valore della clientela e della relazione e performance competitive ed economico-finanziarie dell’impresa. Come in un circolo virtuoso, il valore dei clienti ed il valore dell’impresa si influenzano reciprocamente. In questo contesto, le relazioni dell’impresa con la clientela devono essere interpretate come presupposto per la generazione di valore, piuttosto che come fine”.</p>
<p>La relazione, dunque, e la sua gestione efficace, mai come negli ultimi tempi passa (anche) per il web: a questo proposito, recentemente mi è capitato di dare un’occhiata al sito della “federazione italiana tennis” (<a href="http://www.federtennis.it/">www.federtennis.it</a> ) e di confrontarlo con quello della “federazione italiana giuoco calcio” (<a href="http://www.figc.it/">www.figc.it</a> ).<br />
Ebbene, il risultato mi ha lasciato non poco perplesso: nonostante infatti l’evidente sbilanciamento di popolarità tra i due sport, non ho potuto riscontrare un altrettanto “predominio” nella comunicazione a mezzo internet.<br />
Analizzando infatti i due siti, appare subito come la federazione tennis abbia puntato notevolmente sugli aspetti multimediali e finalizzati alla relazione con il cliente, tra cui:<br />
-         un blog<br />
-         la sezione “you tennis”, in cui inserire proprio materiale multimediale<br />
-         la possibilità di trovare circoli e maestri federali online</p>
<p>e ultimo, ma non meno importante, una struttura del sito e una facilità di navigazione che, paragonate alla “obsoleta” versione del portale calcistico, fanno capire come ci sia una certa distonia tra popolarità dello sport e capacità effettiva di relazionarsi con il proprio pubblico in maniera efficace ed efficiente.</p>
<p>È importante tuttavia ricordare, citando ancora Cherubini, che “un maggiore grado di interattività del sito comporta una sua maggiore complessità ed, in genere, una riduzione delle dimensioni del target servito, cui corrisponde, tuttavia, un ampliamento dei target serviti. Il sito complesso, cioè, ha come destinatari non soltanto i sostenitori, ma anche i media, le aziende o gli investitori”.</p>
<p>Alla luce delle precedenti considerazioni, mi sembra lecito far risaltare alcune questioni:</p>
<p>-         è possibile aumentare la fidelizzazione degli stakeholders anche in sport minori, partendo dalle singole associazioni sportive di paese o da alcune circoscrizioni territoriali?<br />
-         Internet può effettivamente spostare il baricentro della notorietà – se non quello dell’incentivo alla pratica sportiva – anche a sport “minori” partendo proprio dalla diffusione amatoriale e dall’interattività?<br />
-         Attraverso internet, possono esserci rischi dovuti alla scarsa coesione di immagine di uno sport e alla frammentazione delle attività di promozione? Oppure la presenza di un portale comune sarebbe maggiormente controproducente (come nel caso del turismo?)</p>
<p>Filippo Minelli</p></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/567/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/567/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/567/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/567/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/567/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/567/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/567/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/567/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/567/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=567&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>L’ultima pubblicità Toyota non è in tv, ma nell’Xbox!</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/10/12/l%e2%80%99ultima-pubblicita-toyota-non-e-in-tv-ma-nell%e2%80%99xbox/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 06:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[Toyota]]></category>
		<category><![CDATA[xbox]]></category>

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		<description><![CDATA[Toyota sta sperimentando la creazione di contenuti propri come video games piuttosto che contare semplicemente sulla pubblicità televisiva. Il nuovo videogame presenterà la Toyota Yaris con un gigantesco tentacolo che esce dal tetto per sparare ai nemici mentre la macchina &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/10/12/l%e2%80%99ultima-pubblicita-toyota-non-e-in-tv-ma-nell%e2%80%99xbox/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=558&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Toyota sta sperimentando la creazione di contenuti propri come video games piuttosto che contare semplicemente sulla pubblicità televisiva.</p>
<p align="justify">Il nuovo videogame presenterà la Toyota Yaris con un gigantesco tentacolo che esce dal tetto per sparare ai nemici mentre la macchina corre attraverso un tunnel futuristico. Il gioco, sarà disponibile solamente per i possessori di Xbox americani e canadesi. Sarà, inoltre, il primo gioco per Xbox creato da un advertiser e distribuito su Xbox live.</p>
<p align="justify">“Le persone possono fare tantissime cose per evitare le pubblicità”, dice Kim McCullough, corporate manager per la marketing communication di Toyota. “Per questo dobbiamo muoverci oltre l’advertising tradizionale per fare cose che siano realmente coinvolgenti per la gente”.</p>
<p align="justify">Per questo Toyota, quando ha introdotto nel mercato Yaris nel 2006, ha focalizzato la propria campagna di advertising sui consumatori giovani. Tuttavia Yaris non è il primo brand ad essere pubblicizzato attraverso dei video games. Due anni fa, infatti, Volvo ha creato un gioco per Xbox che enfatizzava la guida sicura.</p>
<p align="justify">Sembra dunque che la tendenza per i pubblicitari sia quella di comprare spazi per il product placement nei video giochi piuttosto che quella di crearne di propri. Negli stati uniti, gli advertiser spenderanno 502 milioni di dollari in video game ad quest’anno, secondo eMarketer.</p>
<p align="justify">Il problema, in questo caso, è sicuramente quello dato dalla competizione con gli altri giochi XBox! A questo proposito, la competizione tra gli advergame sembra agguerrita, come dimostra il gioco Burger King’s Sneak King, venduto in 3,5 milioni di esemplari. E a detta dell’azienda, secondo i dati di utilizzo del gioco, il tempo di esposizione al brand equivale circa 1,4 miliardi di pubblicità da 30 secondi! “L’interazione con i personaggi del gioco è realmente più interessante che stare solamente seduti a guardare una pubblicità” dice Russ Klein, presidente del marketing globale per Burger King.</p>
<p align="justify">A questo punto alcune domande sorgono spontanee:</p>
<p align="justify">§ Come fare a promuovere l’advergame e superare la concorrenza con gli altri giochi più famosi?</p>
<p align="justify">§ Come garantire una certa qualità del prodotto-gioco se questo viene sviluppato da un pubblicitario piuttosto che da uno sviluppatore di videogame?</p>
<p align="justify">Filippo Minelli</p>
<p align="justify">Fonti: The new York Times, <a href="http://www.toyota.com/vehicles/minisite/yaris/game/index.html?s_van=http://www.toyota.com/yarisvsyaris&amp;ref=http://www.google.it/search%3fhl=it&amp;q=toyota+yaris+xbox&amp;meta">http://www.toyota.com/vehicles/minisite/yaris/game/index.html?s_van=http://www.toyota.com/yarisvsyaris&amp;ref=http://www.google.it/search%3fhl=it&amp;q=toyota+yaris+xbox&amp;meta</a>=</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/558/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/558/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/558/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/558/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/558/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/558/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/558/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/558/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/558/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=558&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il CRM e l&#8217;agenzia di viaggi</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/10/10/il-crm-e-lagenzia-di-viaggi/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/10/10/il-crm-e-lagenzia-di-viaggi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 08:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[CRM]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il turismo può essere considerato un’unica area di business, nel senso che un prodotto non può essere osservato o manipolato attraverso l’esperienza diretta pre-acquisto. È altresì vero che il consumatore deve fare affidamento puramente su un’esperienza indiretta o virtuale. Proprio &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/10/10/il-crm-e-lagenzia-di-viaggi/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=556&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il turismo può essere considerato un’unica area di business, nel senso che un prodotto non può essere osservato o manipolato attraverso l’esperienza diretta pre-acquisto. È altresì vero che il consumatore deve fare affidamento puramente su un’esperienza indiretta o virtuale. Proprio per questo motivo, l’aspetto legato alla presentazione delle destinazioni di viaggio costituisce da sempre un importante fattore di successo nel turismo.<br />
Le agenzie di viaggi tradizionali si sono dimostrate abbastanza propositive nei propri tentativi di creare cataloghi illustrati che forniscano ai consumatori un significativo numero di informazioni vivacizzate con illustrazioni, consigli utili, mappe ecc.</p>
<p>Qualche giorno fa ho ricevuto una lettera dall’agenzia di viaggi con la quale avevo prenotato la vacanza questa estate. In questa lettera, oltre a un catalogo con alcune delle proposte più allettanti per l’inverno e per l’estate prossima, c’era anche una lettera in cui mi venivano spiegate le ragioni per cui avrei dovuto scegliere di prenotare ora:</p>
<p>- La possibilità di risparmiare prenotando in anticipo<br />
- La possibilità di avere gratis il viaggio di un bambino<br />
- La possibilità di annullare fino al giorno stesso con l’assicurazione contro mancata partenza<br />
- La possibilità di pagare a rate dopo 30 giorni dal rientro dal viaggio</p>
<p>Sembra quindi, alla luce delle caratteristiche evidenziate, che l’agenzia abbia puntato prevalentemente sui vantaggi in termini di risparmio – o comunque in termini di prezzo.<br />
Ora, ben consapevole che il fenomeno internet e il consolidamento di questo strumento in materia di online booking si sta dimostrando un acerrimo nemico delle agenzie, sarebbe possibile ipotizzabile una strategia diversa, o migliore?</p>
<p>Se pensiamo infatti ai vantaggi che un’agenzia può dare ai propri clienti, sicuramente troviamo:<br />
- L’esperienza e la competenza delle persone<br />
- L’interazione personale<br />
- La possibilità di soddisfare meglio acquisti di impulso<br />
- La sicurezza e la fiducia<br />
- La possibilità di ottenere sconti (legati alla customer loyalty)</p>
<p>Tuttavia sappiamo che internet è apprezzato per:<br />
- Possiblità di prenotazione da casa o qualunque altro posto, con la famiglia<br />
- Risposta immediata sulle richieste relative al viaggio<br />
- Multitasking – possibilità di domande multiple, ricerche multiple</p>
<p>Alla luce delle precedenti considerazioni, sarebbe ipotizzabile che un’agenzia di viaggi possa fornire dei contenuti ai propri clienti – magari nel proprio sito e previa registrazione – così da costituire una solida banca dati e aumentare l’interazione con il cliente? Certamente l’integrazione online-offline rimarrebbe, e nel web si andrebbe a rafforzare la propria immagine e a colmare un vuoto che a lungo termine potrebbe risultare a mio avviso letale.</p>
<p>Filippo Minelli</p>
<p>credits immagine: <a href="http://www.gonetwork.it/shop/images/CRM%5B1%5D.gif">http://www.gonetwork.it/shop/images/CRM%5B1%5D.gif</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/556/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/556/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/556/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=556&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Caro, vecchio volantino&#8230;</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/09/20/caro-vecchio-volantino/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/09/20/caro-vecchio-volantino/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 08:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
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		<category><![CDATA[brochure]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[flyer]]></category>
		<category><![CDATA[volantino]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo nell’epoca della tecnologia, di internet, e dei nuovi strumenti di comunicazione. O forse no? Ecco il “vecchio che avanza”, ovvero il volantino (flyer o dépliant a seconda di come lo si voglia chiamare), che costituisce ancora uno strumento efficace &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/09/20/caro-vecchio-volantino/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=536&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Siamo nell’epoca della tecnologia, di internet, e dei nuovi strumenti di comunicazione. O forse no?<br />
Ecco il “vecchio che avanza”, ovvero il volantino (flyer o dépliant a seconda di come lo si voglia chiamare), che costituisce ancora uno strumento efficace ed efficiente.<br />
Storicamente parlando, il volantino ha un passato molto lungo, è servito per veicolare messaggi di ogni tipo, dalla politica alla propaganda sociale, fino alle forme commerciali. Negli ultimi tempi, si può dire che sia tornato alla ribalta, come dimostrato da una recente ricerca di Altavia Italia e Lorien Consulting – che afferma che per il 64,3% degli italiani il volantino è un mezzo efficace.</p>
<p>Cerchiamo di capirne di più:</p>
<p>innanzitutto il flyer , come afferma anche Francesco Marino in un articolo per toptrade, “è uno strumento onnipresente geograficamente, esistono versioni nazionali, regionali locali; è sempre più frequente la quantità di fogli consegnata nelle caselle della posta è aumentata con una rapidità impressionante; è multicanale perchè ha modificato vari aspetti del mercato. Sicuramente ha modificato l&#8217;atteggiamento dei clienti e le modalità di acquisto. I clienti sanno che in ogni momento dell&#8217;anno possono rivolgersi a questa o a quell&#8217;insegna per avere le offerte migliori, al costo o anche sottocosto. Questo ha portato ad un crescente &#8220;infedeltà&#8221; dei clienti, trasformando (almeno in parte) il rapporto di fiducia con il punto vendita in un rapporto opportunistico, dal matrimonio insomma la rapporto occasionale.”</p>
<p>Ma siamo davvero schiavi del volantino?</p>
<p>Forse si. Si perché la guerra dei prezzi, dell’offerta, ci porta a volte a cercare qualcosa di immediato ma al tempo stesso conveniente, che salti agli occhi, e non importa se non si va più ogni giorno nello stesso negozio!</p>
<p>Vediamo qualche caratteristica:</p>
<p>in primo luogo, come riportato su Largo Consumo n.4/2007, il costo annuo di tutte le campagne promozionali di un volantino è pari a quello di tre campagne televisive. inoltre non comporta costi di affissione. La durata media di una campagna è la stessa di quella necessaria per il lancio di un prodotto in tv…ma con costi nettamente inferiori.<br />
Di contro, evidentemente i problemi legati all’ambiente, al rischio “spam”, allo stile grafico a volte non soddisfacente.</p>
<p>Secondo la già citata ricerca Lorien Consulting il volantino dovrebbe:</p>
<p>-comunicare qualità<br />
-avere un formato facilmente consultabile<br />
-informare in maniera trasparente<br />
-presentare in maniera adeguata i prodotti<br />
-comunicare chiaramente il prezzo<br />
-ispirare fiducia</p>
<p>Sembra quindi che il volantino rappresenti ancora un ottimo strumento promozionale e comunicativo, che deve spingere all’acquisto di impulso o in ogni caso carpire l’attenzione dei lettori spingendoli a recarsi nel punto vendita.<br />
Rimane, a mio avviso, fuori discussione il fatto che debba essere assolutamente integrato in una più ampia campagna di comunicazione.<br />
Filippo Minelli</p>
<p>Fonti:</p>
<p><a href="http://www.toptrade.it/01NET/HP/0,1254,37_ART_39297,00.html?lw=37;2">http://www.toptrade.it/01NET/HP/0,1254,37_ART_39297,00.html?lw=37;2</a></p>
<p>Largo Consumo</p>
<p>Segnalo anche un video interessante sull’influenza dei volantini: <a href="http://arts.guardian.co.uk/video/page/0,,2153194,00.html">http://arts.guardian.co.uk/video/page/0,,2153194,00.html</a></p>
<p>E una ricerca sull’impatto del volantino sulle dinamiche d’acquisto:<br />
<a href="http://www.mymarketing.net/upl/d@y/cst/agora/articoli/1387_1_200605191904.pdf">http://www.mymarketing.net/upl/d@y/cst/agora/articoli/1387_1_200605191904.pdf</a></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/536/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/536/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/536/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/536/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/536/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/536/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/536/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/536/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/536/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/536/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/536/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/536/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/536/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/536/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/536/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/536/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=536&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Come ho promosso il mio video su Zooppa</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/09/10/come-ho-promosso-il-mio-video-su-zooppa/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/09/10/come-ho-promosso-il-mio-video-su-zooppa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 06:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web marketing e 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[zooppa]]></category>

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		<description><![CDATA[Come forse qualcuno di voi saprà, recentemente ho avuto modo di partecipare a uno dei contest promossi da Zooppa. Ebbene, pur non avendo ottenuto risultati eclatanti con il mio video, ne ho ricavato – oltre che un gran divertimento nel &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/09/10/come-ho-promosso-il-mio-video-su-zooppa/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=527&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/09/10/come-ho-promosso-il-mio-video-su-zooppa/"><img src="http://img.youtube.com/vi/o00rNK1OXfU/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Come forse qualcuno di voi saprà, recentemente ho avuto modo di partecipare a uno dei contest promossi da <a href="http://www.zooppa.com,/">Zooppa</a>. Ebbene, pur non avendo ottenuto risultati eclatanti con il mio video, ne ho ricavato – oltre che un gran divertimento nel girarlo – una lezione in termini di funzionamento del web che vorrei condividere con voi.</p>
<p>L’aspetto che vorrei trattare in questo post, infatti, riguarda la promozione di un video (o di un  altro contenuto) online. Di seguito proverò a riassumere gli strumenti da me utilizzati, le criticità e i problemi riscontrati.</p>
<p>I risultati della mia promozione del video sono stati: 550 voti (che vanno da 1 a 5) in 11 giorni. piazzamento finale: 20esimo. (il primo posto si conquistava con circa 1300 voti).</p>
<p>Strumenti utilizzati:</p>
<p><strong>Passaparola personale</strong>: intorno al 60% dei voti ricevuti<br />
<strong>Community zooppa</strong>: circa il 30% dei voti ricevuti grazie anche al commento lasciato sul video degli altri.<br />
<strong>Spam mail ai miei contatti</strong>: tasso di risposta: circa 10%. Voti/risposte: 100%<br />
<strong>Yahoo answers</strong>: 8 domande (topic vario, tutte con link al video). 29 risposte totali. Voti effettivi N/A. 2 segnalazioni per spam/domanda irregolare.<br />
<strong>Forum animali</strong>: 4 domande, 20 risposte, voti N/A<br />
<strong>Forum Hattrick</strong>: 2 domande, 3 risposte, 0 voti.<br />
<strong>Newsgroup libero e Virgilio</strong>: 4 domande, 2 risposte, 0 voti<br />
<strong>Blog ma</strong>: un post con link al video per 3 giorni. 1 commento. Voti: N/A<br />
<strong>Oknotizie</strong>: segnalazione articolo di marketingarena: 5 voti sulla notizia, 1 commento.<br />
<strong>Messaggio personale sul mio profilo di Skype</strong>: 23 contatti di cui 9 già contattati personalmente. Voti effettivi: N/A</p>
<p>Possibilità non sfruttate:</p>
<p>La <strong>creazione di un blog ad hoc</strong> che promuovesse il sito: problemi di tempo!<br />
<strong>Wiki e altri strumenti 2.0</strong>: scarsità dei contenuti da promuovere (1 solo video) e mancanza di tempo per promuoverlo<br />
<strong>altri forum/newsgroup</strong>: mancanza di tempo e scarsità di contenuti da promuovere</p>
<p>Problemi riscontrati:</p>
<p>nel lungo periodo, scarsa controllabilità e affidabilità delle piattaforme di social networking e user generated content, sia a livello di contenuti (discutibilità di alcuni video che si sono piazzati bene in classifica) che a livello di sicurezza (ad esempio creazione account falsi), dovuta anche – a mio avviso – dalla possibilità di vincere premi in denaro.</p>
<p><strong>quale lezione di marketing è possibile ricavare da tutto ciò?</strong></p>
<p><strong>pianificare il pianificabile</strong>: sembra una frase banalissima, e invece è necessario – anche per campagne di marketing virale online, pianificare gli strumenti e le vie percorribili inizialmente, nonché l’investimento iniziale in termini di risorse e tempi. Appare chiaro che – data la vastità della rete – non si può controllare tutto, ma soprattutto nelle fasi iniziali della campagna sarebbe opportuno partire con un piano già formalizzato.</p>
<p><strong>il tempo:</strong> come per ogni altra attività di marketing, anche per l’online e per il virale il tempo gioca un ruolo di primaria importanza: è evidente che la diffusione e la promozione richiedono un certo tempo, ma devono altresì essere sostenuti a pieno ritmo soprattutto una volta passata la soglia “della novità e della curiosità iniziale”. È possibile infatti ipotizzare una soglia dopo la quale l’idea virus perde di importanza e di significato, e richiede necessariamente alcuni attività di supporto per non andare a costituire solamente un costo per chi la promuove.</p>
<p><strong>esistono delle  ”barriere alla viralità”,</strong> ad esempio la percezione dello spam, oppure l’assenza di dialogo nei forum, e ancora la mancanza di valore di scambio nell’attività di promozione che rendono difficili le fasi iniziali della campagna. Bisogna quindi necessariamente pensare a qualche promozione o incentivo iniziale per fidelizzare una massa critica in grado di costituire la base sia della diffusione virale, che di un piccolo ritorno. Pensiamo infatti – nel mio caso – alla registrazione obbligatoria per il voto sul sito: questa, se non vista come opportunità da sfruttare, costituisce motivo di “scoraggiamento” e di non partecipazione.</p>
<p><strong>fornire contenuti:</strong> al di là di tutto, credo che il mio video non fosse il migliore in assoluto, e quindi è importante capire che dietro una promozione di successo ci sono dei contenuti di successo, è il cosiddetto problema della “promessa vuota di marketing”.</p>
<p><strong>predisporre adeguati strumenti di controllo:</strong> è necessario capire, sia durante che al termine della promozione, quali risultati si sono raggiunti e come. Nel mio caso – ma anche in molti altri, risulta difficile capire chi e come abbia aderito alla promozione, poiché si utilizzano strumenti “open” che non permettono un controllo totale da parte dell’utente delle statistiche di accesso e utilizzo. (ad esempio non posso essere certo del tasso di voto da parte di chi ha visto l’annuncio sul forum) o comunque ciò richiede un attività ad hoc e costante.</p>
<p>Alla luce delle mie considerazioni, mi piacerebbe sapere il vostro punto di vista sull’argomento e la possibilità di offrire soluzioni alternative…</p>
<p>Filippo Minelli</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/527/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/527/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/527/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/527/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/527/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/527/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/527/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/527/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/527/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/527/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=527&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Il brand calciatore</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/08/27/il-brand-calciatore/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Aug 2007 08:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Brand equity]]></category>
		<category><![CDATA[calciatore]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo una ricerca promossa da Meta Comunicazione del Luglio 2007, per calcolare il vero valore di un testimonial del calcio esiste un quoziente di fedeltà: Quanto più e&#8217; alto il quoziente, tanto più aumenta la richiesta del calciatore, da parte &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/08/27/il-brand-calciatore/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=517&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-family:Arial;font-weight:normal;">Secondo una ricerca promossa da Meta Comunicazione del Luglio 2007, per calcolare il vero valore di un testimonial del calcio esiste un quoziente di fedeltà</span></strong><span style="font-family:Arial;">: Quanto più e&#8217; alto il quoziente, tanto più aumenta la richiesta del calciatore, da parte degli sponsor. &#8220;Per essere apprezzato &#8211; secondo quanto emerge dallo studio &#8211; il calciatore deve trasmettere valori (63%), fidelizzare il proprio pubblico (54% ) e trasmettere al prodotto e al brand che pubblicizza un&#8217;immagine positiva (49%). Il quoziente di fedeltà e&#8217;, dunque, determinato da un equilibrio tra vita professionale e vita privata . Ecco allora che i calciatori che oggi valgono di più per le grandi aziende sono quelli che sono riusciti a dare un&#8217;immagine di grande attaccamento alla propria squadra (minimo di cinque anni) e che nella vita privata si comportano in modo spontaneo (fondamentale per il 58% degli esperti), semplice (51%) e coerente (48%). Importanti i grandi risultati (45%), ma ancora di più la capacità di esprimere valori positivi (47%). Tra i grandi campioni italiani del calcio ad ottenere i quozienti di fedeltà più alti ci sono Totti, Del Piero (entrambi 9,7), Maldini (9,5) e Gattuso (8,9). &#8220;L&#8217;abbinamento calciatori e veline &#8211; spiega il presidente di Meta Comunicazione &#8211; vita sregolata e all&#8217;insegna degli eccessi non vale più. Perchè un personaggio valga veramente per un&#8217;azienda i canoni di valutazione non si limitano più alla notorietà, ma comprendono i valori che e&#8217; in grado di esprimere e trasmettere al prodotto che pubblicizza. Ecco perchè abbiamo elaborato il quoziente di fedeltà, uno strumento che incrociando elementi che comprendono la vita sportiva e quella privata, e&#8217; in grado di stabilire il valore in termini di immagine di un calciatore&#8221;.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Come è possibile, però, agire sul brand calciatore isolandolo dal brand della squadra di calcio di appartenenza? Parliamo ad esempio di internet: oggi quasi tutti i calciatori hanno un sito internet, ma è possibile per un calciatore aumentare la propria brand awareness agendo ad esempio sulla qualità dei contenuti? Se Ronaldinho – come dice la BBDO – è il calciatore maggiormente valutato commercialmente (47 milioni di euro), sarà anche il primo nella lista tra i siti dei calciatori visitati? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Soprattutto per alcuni calciatori, che “sbocciano” solo in alcuni momenti della carriera, lo sviluppo del brand legato a loro stessi può essere una delle chiavi del loro successo. <span style="font-style:italic;">Tralasciando gli eventuali business personali da imprenditore, è possibile pensare a un sito internet esclusivamente “vetrina” [dato anche il tipo di pubblico a cui si rivolge] o in futuro si potrà pensare a una gestione più accurata e ricca di questo strumento personale?</span> Sembra, se andiamo a visitare i singoli siti, che lo sviluppo di questo strumento sia direttamente proporzionale<br />
alla notorietà raggiunta, e non uno strumento parallelo per la crescita del marchio personale…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Filippo Minelli per marketingarena<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Credits per l&#8217;immagine: sestaluna.com</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><a href="http://www.paolomaldini.org/"></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;">Links:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><a href="http://www.alessandrodelpiero.com/ADP/doAction/site/ShowSite?siname=ADP">http://www.alessandrodelpiero.com/ADP/doAction/site/ShowSite?siname=ADP</a> [l’unico con una bella sezione “your ale” dedicata allo sviluppo di user generated content ]</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><a href="http://www.ronaldinhogaucho.com/">http://www.ronaldinhogaucho.com/</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><a href="http://www.francescototti.com/">http://www.francescototti.com/</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Arial;"><a href="http://www.paolomaldini.org/">http://www.paolomaldini.org/</a></span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/517/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/517/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/517/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=517&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>PRM: oltre il CRM</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/08/08/prm-oltre-il-crm/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/08/08/prm-oltre-il-crm/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 06:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[CRM]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[partner relationship management]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://marketingarena.it/?p=504</guid>
		<description><![CDATA[Le decisioni riguardanti il trade marketing, e in particolare il rapporto con i partner commerciali, è una delle tematiche di rilievo per le aziende, al pari della gestione dei clienti. In particolare, nel trade marketing mix, una delle componenti fondamentali &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/08/08/prm-oltre-il-crm/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=504&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Le decisioni riguardanti il trade marketing, e in particolare il rapporto con i partner commerciali, è una delle tematiche di rilievo per le aziende, al pari della gestione dei clienti.<br />
In particolare, nel trade marketing mix, una delle componenti fondamentali riguarda la possibilità di gestire in maniera proficua le relazioni tra azienda e distributore, ottimizzando il flusso informativo e condividendo alcuni dati utili all’azione cooperativa e automatizzata. La collaborazione – scrive Tiziano Vescovi – richiede uno scambio informativo intenso e accurato relativamente ai diversi aspetti delle transazioni, alle condizioni di servizio al cliente, alla possibilità di ricavare notizie utili sui clienti finali da tradurre in miglioramenti dell’offerta.<br />
Le tecnologie informatiche, in questo senso, hanno innalzato la flessibilità, abbattendo i costi di scambio informativo e favorendo la crescita e l’integrazione dei sistemi informativi nel marketing.</div>
<div></div>
<div>La Partner relationship management (PRM) è una strategia di business per il miglioramento della comunicazione tra le aziende e i loro partner di canale. Grazie all’aiuto di alcune applicazioni software web-based si possono personalizzare i flussi informativi e amministrare i diversi compiti avvalendosi di applicazioni in real-time.</div>
<div></div>
<div>La gestione delle relazioni con clienti e partner, sebbene simile, secondo Axel Schultze può essere paragonata alla differenza che c’è tra un autobus e un aereo: entrambi sono progettati per portare i passeggeri da una parte all’altra. Tuttavia l’autobus è progettato per viaggiare su terra, l’aereo in aria. Mettere le ali all’autobus non lo farà volare!<br />
Questo per dire che il CRM è fondamentalmente utilizzato per gestire in maniera personalizzata il processo di vendita, con finalità di raccolta informativa lungo il ciclo di vita del cliente. Il PRM, invece, è progettato per gestire un complesso ecosistema di partner di un’organizzazione. È un modello one-to-many, perché prevede di agire lungo tutta la catena del valore.</div>
<div></div>
<div>Riassumendo quindi le differenze:</div>
<div></div>
<div>CRM:<br />
-una via &#8211;&gt; massimo ritorno dall’utilizzatore finale<br />
-orientato al profitto e al ritorno<br />
-costruisce la retention del consumatore</div>
<div></div>
<div>PRM:<br />
-due o più vie &#8211;&gt; massimizza la retention sui partner<br />
-orientata ai benefici per entrambi i partner<br />
-costruisce fiducia</div>
<div></div>
<div>Secondo la JISC (Coventry University), ci sono 6 regole d’oro per una partnership:</div>
<div>1. entrambi i partner devono raggiungere benefici/vantaggi dalla collaborazione. Essi devono essere chiari e definiti<br />
2. una cooperazione strategica deve essere raggiunta in un contratto. Devono quindi essere definiti degli standard<br />
3. bisogna sempre puntare al leader di mercato come partner potenziale.<br />
4. bisogna agire velocemente, le alleanze strategiche si devono sviluppare subito<br />
5. la cooperazione deve essere valutata costantemente<br />
6. lo sviluppo di una partnership richiede una certa forma di individualità nel definire i benefit e le procedure</div>
<div><em>Alla luce di queste considerazione, quali strumenti ritenete maggiormente utili alla PRM? È possibile vedere nell’integrazione tra strumenti tradizionali e reti una strada efficace ed efficiente?</em></div>
<div></div>
<div>Filippo Minelli</div>
<p>Per l&#8217;immagine: rosh.net</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/504/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/504/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/504/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=504&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Corporate &amp; Product branding</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/08/04/corporate-product-branding/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Aug 2007 07:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[corporate branding]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[product branding]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando parliamo di brand, non possiamo non soffermarci sulla loro importanza, legata alla capacità di distinguere un prodotto e un’azienda e di farsi portatore di attributi e benefici che vanno poi a formare la percezione dell’immagine che i consumatori hanno. &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/08/04/corporate-product-branding/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=502&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando parliamo di brand, non possiamo non soffermarci sulla loro importanza, legata alla capacità di distinguere un prodotto e un’azienda e di farsi portatore di attributi e benefici che vanno poi a formare la percezione dell’immagine che i consumatori hanno.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">In questo post vorrei distinguere tra brand di prodotto e brand corporate, cercando di capire come e perché le aziende dovrebbero distinguerli. Il corporate branding è stato definito da Van Riel (2001, p. 12) come “un processo di pianificazione e implementazione sistematica della creazione e del mantenimento di una reputazione favorevole dell’azienda con i propri elementi costitutivi, mandando segnali agli stakeholders usando un brand aziendale”.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Sicuramente i brand corporate possiedono i seguenti attributi:</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-indent:-18pt;text-align:justify;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family:&quot;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span><!--[endif]-->hanno una funzione e un management più ampio rispetto ai brand di prodotto</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:36pt;text-indent:-18pt;text-align:justify;"><!--[if !supportLists]--><span>-<span style="font-family:&quot;font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span><!--[endif]-->hanno una molteplicità di stakeholder piuttosto che un orientamento al cliente</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ora, esempi quali Vodafone, McDonalds, ecc dimostrano la “nitidezza” del brand corporate. Tuttavia, esempi come Procter&amp;Gamble e Unilever, sono forse riconoscibili in maniera minore se paragonati con le marche dei propri prodotti.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">La riflessione che vorrei proporre, quindi, riguarda essenzialmente la possibile scelta delle aziende di privilegiare la dimensione corporate o quella di prodotto, che poi si deve riflettere sulle scelte di comunicazione aziendale. Ad esempio, durante uno stage che ho effettuato qualche tempo fa presso una Pmi, mi è stato chiesto perché io enfatizzassi il ruolo della comunicazione corporate per un futuro piano di marketing, piuttosto che puntare tutto sui prodotti. La mia risposta, forse banale ma efficace è stata: “Perché non vi conosce nessuno!”.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Il problema, a questo punto, volendo ampliare leggermente gli orizzonti, riguarda anche la scelta dell’allocazione del budget di comunicazione. Soprattutto per le pmi, il problema della valutazione (in primis) dell’immagine e poi della scelta di che comunicazione principale è a mio avviso abbastanza strategico.</p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-style:italic;">Allora è possibile stabilire un criterio uniforme per valutare correttamente le percentuali di corporate branding e di product branding? E inoltre, è possibile distinguere i mezzi di comunicazione più adatti per l’una e per l’altra? Volendo fare un esempio, quanti eventi aziendali dovrebbero essere corporate sul totale? In quanti l’azienda dovrebbe apparire con il marchio di prodotto piuttosto che con il marchio corporate?oppure, ha senso un blog corporate o meglio un mini-sito per un prodotto?</span></p>
<div style="text-align:justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Filippo Minelli</p>
<p>Per l&#8217;immagine: dialmediagroup.com<span style="font-family:arial,sans-serif;font-size:-1px;"><span style="color:#008000;"><br />
</span></span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/502/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/502/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/502/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=502&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Marketing e Multicanalità</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/07/18/marketing-e-multicanalita/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/07/18/marketing-e-multicanalita/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2007 19:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[multicanalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Apprendo oggi dell’iniziativa lanciata dalla School of Management del Politecnico di Milano, Nielsen, Nielsen//NetRatings e Connexia, dal titolo “Osservatorio Multicanalità 2007”(http://www.multicanalita.it/) Questa iniziativa – come segnalato nel sito &#8211; si rivolge quindi a tutti i professionisti del marketing e della &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/07/18/marketing-e-multicanalita/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=487&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gx.nl/upload/71780_832_1143211136325-multichannel.jpg"><img style="float:left;width:320px;cursor:hand;margin:0 10px 10px 0;" alt="" src="http://www.gx.nl/upload/71780_832_1143211136325-multichannel.jpg" border="0" /></a>
<div align="justify">Apprendo oggi dell’iniziativa lanciata dalla School of Management del Politecnico di Milano, Nielsen, Nielsen//NetRatings e Connexia, dal titolo “Osservatorio Multicanalità 2007”<br />(<a href="http://www.multicanalita.it/">http://www.multicanalita.it/</a>)</p>
<p>Questa iniziativa – come segnalato nel sito &#8211; si rivolge quindi a tutti i professionisti del marketing e della comunicazione e in modo particolare alle aziende che operano nel settore del largo consumo proponendosi di rispondere alla domanda &#8220;la multicanalità paga allo scaffale?&#8221;. Una domanda semplice che però ancora non ha avuto risposta e che, nell&#8217;epoca in cui viviamo, dovrebbe essere alla base della definizione delle nostre strategie di business.</p>
<p>Ora, pur non rientrando ancora nella categoria dei professionisti, vorrei dare anche io il mio contributo e mi piacerebbe stimolare qualche commento tra i lettori su questo argomento.</p>
<p>Già nel 2001, una ricerca della Boston Consulting Group dal titolo ”the multichannel consumer”, tracciava alcune prospettive sull’integrazione dei canali online e offline, analizzando la correlazione tra gli acquisti offline e le influenze online e viceversa, enfatizzando il ruolo chiave di internet nella ricerca delle informazioni.</p>
<p>Teltzrow et al.hanno invece analizzato la percezione del consumatore della multicanalità, arrivando a formulare le seguenti ipotesi:<br />La fiducia del consumatore verso l’acquisto in internet è correlata positivamente alla dimensione percepita del punto vendita fisico<br />La fiducia del consumatore verso l’acquisto in internet è correlata positivamente alla reputazione del punto vendita fisico<br />La fiducia del consumatore in un e-shop di un retailer multicanale è positivamente correlata alla privacy percepita dell’ e-shop<br />La fiducia del consumatore in un e-shop di un retailer multicanale è negativamente influenzata dal rischio percepito in uno dei negozi</p>
<p>Anche Francesco Ricotta, in una ricerca dal titolo “I processi di consumo in una prospettiva multi-canale”, arriva a porsi alcune domande sul comportamento del consumatore, quali:</p>
<p>1. Quali sono le determinanti di scelta di un canale, sia on line che off line?<br />2. Esistono segmenti ben identificati di clienti per ciascun canale?<br />3. Qual è l’effetto della multicanalità sulla fedeltà alla marca ed al punto di vendita?</p>
<p>Alla luce di questi importanti contributi, è possibile affermare che il concetto di multicanalità nel marketing deve essere inserito in un più ampio concetto di consumer-based marketing, in cui la segmentazione e le analisi sulle singole categorie di (potenziali) consumatori sono le basi per la comprensione dei canali che conferiscano maggiore valore percepito e, inoltre, quale sia il mix di canali adeguati all’offerta delle aziende.<br />Inoltre, il concetto di fedeltà al canale e la famigliarità con le tecnologie sembrano essere altri fattori chiave su cui basare questo tipo di analisi. In particolare, il concetto di “sincronismo dei canali”, consente di capire se e come i canali sono usati per proporre una stessa offerta al consumatore. Da qui, la profilazione delle singole categorie di consumatori – in base al loro potenziale valore – deve essere alla base delle scelte di ottimizzazione dei canali, che devono essere coordinati per veicolare un messaggio adatto all’aumento dell’immagine di marca.<br />L’ottimizzazione del contatto con il consumatore, quindi, passa necessariamente per la multicanalità.</p>
<p>Voi che ne pensate? Ci sono esempi in cui la multicanalità si può rivelare scarsamente efficace ed efficiente (magari con problemi di cannibalizzazione)?</div>
<div align="justify">Filippo Minelli</p>
<p>Link ai paper consultati:</p></div>
<p>
<div align="justify"></div>
<p>
<div align="justify"><a href="http://mckinsey.com/practices/retail/knowledge/articles/Multichannelmarketing.pdf">“Multichannel Marketing – Mckinsey” </a></div>
<p>
<div align="justify"><a href="http://www.bcg.com/publications/files/MultichannelConsumer_summary.pdf">“The multichannel consumer – BCG” </a></div>
<p>
<div align="justify"><a href="http://www.csulb.edu/web/journals/jecr/issues/20071/paper2.pdf">“Multichannel consumer perception – Teltzrow et al.” </a></div>
<p>
<div align="justify"><a href="http://www.experianmarketingsolutions.com/downloads/retail_wp.pdf">“Meeting multichannel consumer demands – Experian” </a></div>
<p>
<div align="justify"><a href="http://www.escp-eap.net/conferences/marketing/2007_cp/Materiali/Paper/It/Ricotta.pdf">“I processi di consumo in una prospettiva multicanale – F. Ricotta” </a></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/487/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/487/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/487/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=487&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Sempre più Lidl</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/07/09/sempre-piu-lidl/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 06:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[every day low price]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[Lidl]]></category>

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		<description><![CDATA[È da un po’ di tempo che nel discount della mia zona (Lidl) mia mamma racconta di incontrare uomini in cerca dell’utensile da lavoro in offerta, facendo la coda fuori dal negozio alle 8:30 del mattino. Sempre mia mamma mi &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/07/09/sempre-piu-lidl/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=477&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È da un po’ di tempo che nel discount della mia zona (Lidl) mia mamma racconta di incontrare uomini in cerca dell’utensile da lavoro in offerta, facendo la coda fuori dal negozio alle 8:30 del mattino. Sempre mia mamma mi racconta di trovare, in quel discount, alcune categorie di persone che prima non c’erano, e che francamente non si sarebbe aspettata di vedere.</p>
<div>
<p>Lidl – si legge anche su wikipedia &#8211;  è specializzato in alimentazione, bevande, articoli per l&#8217;igiene e altri articoli per la casa. Inoltre fa offerte di durata limitata, tipicamente di circa tre giorni, in altri prodotti più cari come elettrodomestici, computer o attrezzi. Lidl è anche solita vendere prodotti a marchio proprio, e spesso esiste una sola marca per tipologia di prodotto. Questo permette a Lidl di mantenere il prezzo più basso possibile, che è l&#8217;obiettivo principale della catena. In ogni caso, le analisi indipendenti delle organizzazioni dei consumatori hanno riscontrato che i prodotti di Lidl solitamente non sono peggiori di quelli di altre marche malgrado il prezzo più basso.</p></div>
<div>L&#8217;obiettivo di Lidl è offrire prodotti di media qualità a prezzi ridotti. Per questo la catena mira a risparmiare su vari elementi, compreso i locali dei supermercati, che non sono particolarmente decorati e non hanno stand particolarmente attraenti.<br />
Ora, proprio da questo elemento vorrei partire con una riflessione: <span style="color:#ff0000;">non c’è il rischio, data la politica di offerte di recente introdotta, che possa nascere qualche malumore o distonia tra il “nuovo tipo di pubblico” e la scarsa capacità di questo tipo di discount di far fronte a un flusso notevole di persone?</span><br />
Mi spiego meglio: le offerte, che spesso sono tematiche e si rivolgono per forza di cose a categorie di persone diverse, non necessariamente le stesse che si vedevano prima e che erano gioco forza abituate a quel tipo di ambiente, portano ondate di persone – magari uomini – che devono poi fare la coda alla cassa (una o massimo due per mancanza di personale) e che non trovano in nessun modo assistenza e/o una gestione degli spazi e delle code adeguata. La politica del prezzo competitivo anche per le nuove offerte (che ricordo sono costituite anche da articoli “professionali”- quindi adatti ad essere acquistati da uomini e/o persone che potrebbero non essere famigliari con quel formato distributivo) può prevalere a lungo andare sulla totale inadeguatezza delle strutture e la scarsa presenza di personale?</div>
<div>FilippoPs. Ora si possono trovare perfino i viaggi al lidl!<br />
www.lidl.it</div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/477/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/477/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/477/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=477&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Editoria made in Italy: tenmagazine Mondadori</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/06/30/editoria-made-in-italy-tenmagazine-mondadori/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2007 08:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web marketing e 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[ten magazine]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La rivoluzione digitale ha lo stesso effetto storico della rivoluzione di Gutenberg”. Queste le parole di Hubert Burda, uno dei più importanti imprenditori dell&#8217;editoria. Se pensiamo al mondo dell’editoria, non possiamo infatti esimerci dal pensare come ci siano intere generazioni &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/06/30/editoria-made-in-italy-tenmagazine-mondadori/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=468&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em>&#8220;La rivoluzione digitale ha lo stesso effetto storico della rivoluzione di Gutenberg”.</em> Queste le parole di Hubert Burda, uno dei più importanti imprenditori dell&#8217;editoria.</p>
<p>Se pensiamo al mondo dell’editoria, non possiamo infatti esimerci dal pensare come ci siano intere generazioni che hanno smesso di leggere i giornali cartacei, preferendo di gran lunga la rete. Alcune testate e magazine in genere, hanno cercato di estendere la propria relazione con il target e con i propri lettori abituali, creando sezioni speciali o approfondimenti online, al fine di raggiungere in maniera diversa e complementare le community.</p>
<p>Analizzando la rete, dunque, si capisce come all’insieme di “luoghi dell’agire” (chat, giochi di ruolo, piattaforme e-commerce) e “luoghi del conoscere”( biblioteche digitali, giornali online, manuali, brochure, cataloghi, corsi online, tv ecc), si aggiungono anche modelli ibridi come blog, wiki e altri, in cui l’utente è mittente e destinatario dell’informazione.</p>
<p>A questo proposito, Mondadori propone una novità nel panorama editoriale: un portale editoriale in ottica 2.0, con uno spiccato orientamento partecipativo e multimediale, in cui è possibile trovare contenuti digitalizzati, multimediali, ipertestuali e interattivi (caratteristiche imprescindibili di questo tipo di prodotti editoriali)<br />
<a href="http://www.tenmagazine.it/">www.tenmagazine.it</a>, in particolare, è una piattaforma multicanale, che integra web e mobile, con la possibilità di accesso tramite web e wap ai contenuti. Il target è essenzialmente un pubblico giovane, con predisposizione al divertimento. La formula, infatti, prevede di poter mandare e condividere dei video, partecipare ad alcuni contest e inoltre leggere alcune notizie, classificate secondo il gradimento degli utenti. Esiste infine la possibilità di aprire un blog con la piattaforma wordpress che andrà poi a far parte dell’apposita sezione.</p>
<p>Alla luce di queste considerazioni, è possibile formulare una domanda: è possibile formare community online che abbiano accesso a notizie e contenuti “di marca”? in altre parole, è possibile mantenere la fidelizzazione ad un magazine, anche se non cartaceo, cambiando il modo di fruizione o ci saranno sempre più informazioni libere e di fruizione “estemporanea”? (il 18enne andrà a leggere repubblica.it o andrà a caso su google?)</p>
<p>Filippo Minelli</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.tenmagazine.it/">www.tenmagazine.it</a><br />
<a href="http://www.spotandweb.it/">www.spotandweb.it</a><br />
<a href="http://www.repubblica.it/">www.repubblica.it</a></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/468/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/468/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/468/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=468&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Event crisis management: il caso heineken jammin festival 07</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/06/22/event-crisis-management-il-caso-heineken-jammin-festival-07/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 06:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[crisis management]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[Heineken Jammin Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[“Heineken Jammin&#8217; Festival è l&#8217;evento più altisonante e più visibile, anche perché fatto per un pubblico più massificato. Il ritorno, più che in termini economici, è in termini d&#8217;immagine. È difficile per noi svincolare da quelli che sono i ritorni &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/06/22/event-crisis-management-il-caso-heineken-jammin-festival-07/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=461&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em>“Heineken Jammin&#8217; Festival è l&#8217;evento più altisonante e più visibile, anche perché fatto per un pubblico più massificato. Il ritorno, più che in termini economici, è in termini d&#8217;immagine. È difficile per noi svincolare da quelli che sono i ritorni sulla marca. Perché la marca è attiva sulla pubblicità, con eventi, con nuovi packaging, con tantissime iniziative contemporaneamente, che hanno un impatto (ci auspichiamo) positivo sull&#8217;immagine. Misuriamo, inoltre, l&#8217;impatto emotivo di chi viene al festival, che evolve in base alle risposte di gradimento del pubblico che viene a trovarci. Dicendo di gradire o meno alcuni elementi ci aiuta a ritarare le edizioni successive. C&#8217;è un dialogo aperto e un filo diretto con chi partecipa al festival. L&#8217;aspetto interessante è riscontrare che le risposte sono distribuite su quelle variabili che noi giudichiamo riferirsi all&#8217;esperienza. Come la musica, che il 30% cita come primo motivo di gradimento del festival, l&#8217;organizzazione che prende un 30%, l&#8217;atmosfera con un 25%, e la gente con un 21%. Siamo, inoltre, contenti che un bel 20% presente al festival non sia lì per la prima volta. Per noi è il risultato sperato ed è il mondo che vogliamo andare a costruire”.</em> Marco Alberizzi Direttore Marketing Heineken Italia<br />
3 ottobre 2005.Tratto da Adv</div>
<div></div>
<div>Questo interessante estratto ci aiuta a capire quali variabili entrino in gioco nella gestione di un evento di questa portata, e le componenti chiave del ritorno della manifestazione.</p>
<p>Escludendo in questa sede ogni possibile strascico polemico con quanto successo, vorrei ipotizzare, oltre a quelle citate in precedenza, anche altre variabili non di poco conto che costituiscono gli stakeholder dell’evento, e che date le circostanze a cui abbiamo assistito, devono essere tenute in considerazione:</p>
<p><strong>- La comunità locale:</strong> quali possono essere le ricadute sia a livello di immagine della città che a livello di organizzazione locale?</div>
<div>.<br />
<strong>- Gli organizzatori:</strong> quali ripercussioni può avere “Milano concerti”, pur con tutta probabilità estranea ai fatti? Come risolvere i problemi derivanti – ad esempio – dal massiccio rimborso dei biglietti?</div>
<div>.<br />
<strong>- Il promotore:</strong> quali possono essere le ricadute a livello di brand? È ipotizzabile che l’azienda in questione faccia qualcosa di più di un semplice comunicato stampa congiunto?</div>
<div>.<br />
<strong>- I partecipanti:</strong> quali le conseguenze di un’esperienza negativa?</div>
<div>.<br />
<strong>- I non partecipanti:</strong> direttamente collegati con i precedenti; il modo migliore per far durare un’esperienza, si sa, è condividerla con amici e parenti anche non presenti all’evento. in questo caso, il passaparola negativo cosa comporterà?</div>
<div>.<br />
<strong>- I media:</strong> spesso “causa” di eccessivi allarmismi, nel caso di eventi negativi alcuni articoli potrebbero fomentare paure o influenzare giudizi affrettati.</div>
<div>.<br />
<strong>- I protagonisti (cantanti):</strong> come reagiscono i cantanti nei confronti della manifestazione? Ad esempio Vasco Rossi, evidentemente ben consigliato dal suo entourage, ha pensato di far sentire la sua voce anche se non sul palco, attraverso il suo sito e alla radio.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Alla luce di quanto espresso finora, quali sono i soggetti che possono aver avuto le maggiori ripercussioni?<br />
È possibile inoltre aspettarci qualche azione ad hoc nel prossimo futuro? Ad esempio un impegno preciso da parte dell’azienda di “rimediare” (chiaro, non ad una sua colpa), magari fornendo dei contenuti online solo per coloro che avevano comprato il biglietto, o altro?</span></p>
<p>Filippo Minelli</p></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/461/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/461/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/461/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=461&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una pubblicità &quot;automatica&quot;</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 06:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>

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		<description><![CDATA[Apprendiamo dal Giappone che il principale gestore di macchine che vendono bevande (distributori automatici) sperimenterà un sistema inedito che prevede di regalare caffè e cioccolate calde in cambio della visione di brevi spot durante la preparazione. L’iniziativa è stata ideata &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/06/14/una-pubblicita-automatica/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=452&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Apprendiamo dal Giappone che il principale gestore di macchine che vendono bevande (distributori automatici) sperimenterà un sistema inedito che prevede di regalare caffè e cioccolate calde in cambio della visione di brevi spot durante la preparazione. L’iniziativa è stata ideata dalla Apex Corporation, che possiede una rete di oltre 35000 distributori automatici in tutto il paese. Il funzionamento prevede la visualizzazione di uno spot di 30 secondi durante la preparazione della bibita. Il costo della bibita, sarà interamente coperto dall’inserzionista che potrà pubblicizzare i propri prodotti anche sul bicchiere di carta. Secondo le stime, il business dovrebbe raggiungere i 2,5 milioni di euro annui, per circa 5-6 milioni di bevande consumate.</p>
<p>I punti di forza di questa iniziativa sono:</p>
<p>la possibilità di ottenere visibilità da parte degli inserzionisti grazie alla capillarità e alla distribuzione strategica delle macchine<br />
la possibilità di agire sulla leva del prezzo da parte dei proprietari delle macchine senza essere in perdita, bensì guadagnando in competitività.<br />
E per il consumatore? Il risparmio del prezzo della bevanda…</p>
<p>Non sono del tutto sicuro che il modello di comunicazione sia efficiente: se, come si legge, si tratterà della visione di uno spot pubblicitario della durata di 30 secondi, ovvero come avviene solitamente in televisione, siamo di fronte all’utilizzo di uno strumento “vecchio” in una nuova forma. Nonostante il consumatore sia praticamente “obbligato” a vedere la pubblicità durante l’attesa, infatti, il messaggio veicolato a lungo andare potrebbe risultare anche pesante da assimilare. Non dimentichiamo, infatti, che la passività di questo mezzo di comunicazione è una delle cause della perdita di efficacia dello stesso.</p>
<p>Probabilmente, una automobile brandizzata da guidare gratis rende maggiormente stimolante il coinvolgimento del consumatore, oppure alcuni adesivi pubblicitari sui corrimano delle scale mobili (con numero di telefono da chiamare per avere maggiori informazioni) sono un mezzo meno passivo e maggiormente accettabile per il consumatore.</p>
<p>Mi piacerebbe capire cosa ne pensate, sia dal punto di vista del marketing, sia del consumatore…</p>
<p>Filippo Minelli per marketingarena</p></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/452/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/452/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/452/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=452&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Made in Italy tra tradizione e tecnologia: il caso LOISON</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/06/06/made-in-italy-tra-tradizione-e-tecnologia-il-caso-loison/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jun 2007 06:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Made in italy e PMI]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Loison]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[L’azienda Loison nasce nel 1938 a Costabissara (VI), da nonno Tranquillo, il capostipite della famiglia. Negli anni ’50, avviene il passaggio della gestione a Alessandro &#8211; figlio, con la diversificazione della produzione attraverso l’offerta di creme da spalmare e pasticceria &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/06/06/made-in-italy-tra-tradizione-e-tecnologia-il-caso-loison/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=443&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>L’azienda Loison nasce nel 1938 a Costabissara (VI), da nonno Tranquillo, il capostipite della famiglia. Negli anni ’50, avviene il passaggio della gestione a Alessandro &#8211; figlio, con la  diversificazione della produzione attraverso l’offerta di creme da spalmare e pasticceria fresca. Dal 1955 inizia la specializzazione nella produzione di Panettoni.<br />
Dal 1969, a seguito del crescente aumento delle richieste, si rende necessaria l’apertura del nuovo stabilimento a Costabissara e l’inizio di continui interventi per incrementare la capacità produttiva. Nel 1992 si verifica l’entrata in azienda il figlio Dario, che introduce le innovazioni della tecnologia e l’impulso della nuova generazione, rivolgendo l’attenzione anche al mercato internazionale.<br />
Dal 1996 presenza di successo in Internet, con il web strumento sinergico per lo sviluppo dei mercati esteri.</p>
<p>Oggi, la Dolciaria Loison, produce circa 600 t di dolci l’anno, per un fatturato che nel 1999 ha superato i 4 miliardi.</p>
<p>Punti di forza:</p>
<p>Lavorazione artigianale, altissima qualità, affidabilità dei prodotti, personalizzazione delle confezioni, efficienza nel servizio, rispetto dei tempi di consegna, ma anche cultura della buona tavola ed esportazione del made in Italy<br />
Utilizzo delle nuove tecnologie: su tutte, la possibilità di acquisto su ebay, e l’interessantissima pagina di valutazione dei prodotti, che fa capire come <a href="http://www.loison.it/valutazione.php">la cura dei particolari </a>sia un must per l’azienda.<br />
Esportazione dei propri prodotti: oggi più del 50% del fatturato proviene dall&#8217;estero, da oltre venti Paesi del mondo, tra cui Germania, Francia, Spagna, Inghilterra, Argentina, Brasile, Canada, Russia, Belgio, Grecia, Svizzera, Giappone, Usa, Sud Africa e Australia.</p>
<p>Oggi dunque, i prodotti Loison si inseriscono in una fascia di mercato medio-alta, caratterizzata da una forte fedeltà al marchio e una discreta attenzione per l’aspetto qualitativo, più che per il prezzo.</p>
<p>Tuttavia, analizzando il settore di appartenenza, emergono alcune considerazioni: la prima è legata alle funzioni d’uso. Assistiamo, infatti, a una progressiva destagionalizzazione dei prodotti dolciari da ricorrenza, che vengono richiesti anche in altri momenti dell’anno, e che – si veda ad esempio il caso Bauli – impongono un ripensamento dei prodotti in chiave “minore”.<br />
Inoltre, esistono almeno due segmenti legati al settore: uno legato alla competizione industriale, quindi con prezzo medio-basso e legato alla GDO; l’altro, premium, legato all’eccellenza qualitativa in primis.</p>
<p>L’azienda, posizionandosi su quest’ultima fascia, ha evidentemente tralasciato la grande distribuzione selezionando punti vendita di nicchia. Tuttavia, il canale internet, sembra aver in qualche modo ridotto il gap dovuto alla stagionalità e alla scarsa capillarità della distribuzione.<br />
È possibile affermare, dunque, che il connubio tradizione e tecnologia ha in qualche modo aiutato l’azienda a rimanere competitiva in un segmento difficile (in primo luogo a causa degli alti costi).</p>
<p>Filippo Minelli</p></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/443/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/443/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/443/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=443&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Da evento 1.0 a evento 2.0</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/05/30/da-evento-10-a-evento-20/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2007 06:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[event marketing]]></category>
		<category><![CDATA[evento 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Volendo citare un passo di un articolo di Marco Camisani nel Sole24ore, “I nuovi paradigmi del web 2.0 cambiano anche gli aspetti legati all’organizzazione aziendale”. L’adozione di nuovi strumenti legati alle tecnologie digitali e a internet permettono spesso un risparmio &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/05/30/da-evento-10-a-evento-20/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=433&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Volendo citare un passo di un articolo di <a href="http://blog.camisani.com">Marco Camisani</a> nel Sole24ore,  “<em>I nuovi paradigmi del web 2.0 cambiano anche gli aspetti legati all’organizzazione aziendale</em>”. L’adozione di nuovi strumenti legati alle tecnologie digitali e a internet permettono spesso un risparmio in termini di tempo e risorse.</div>
<div>In particolare nel caso degli eventi, la tecnologia si sta dimostrando un partner efficace ed efficiente per il successo presente e futuro di questo mezzo. Le possibilità offerte dalla rete e dalle altre tecnologie possono essere integrate in ogni singola fase dell’evento, permettendo così una maggiore flessibilità nella pianificazione e nella sua gestione.<br />
Si pensi ad esempio alla organizzazione dell’evento. Oggi le tecnologie digitali permettono di disporre di servizi specifici per semplificare le fasi e incrementare i risultati: dall’organizzazione della location, alla disposizione dei tavoli al servizio di invito automatico – con conseguente raccolta dei feedback – internet permette di gestire le piccole esigenze, le nicchie, spostando al centro dell’organizzazione il singolo utente, maturando così la percezione di efficienza nel servizio.</div>
<div>Nella fase di esecuzione dell’evento, invece, si è visto come la tecnologia permetta di estendere la durata dell’evento nel tempo e anche a chi non ha potuto assistere in diretta. La possibilità di interazione, facilita la comunicazione e – soprattutto nel caso di eventi b2b – permette di ottimizzare il flusso di informazioni e scambio eventuale di documenti.<br />
Inoltre, la possibilità di ottenere feedback in tempo reale, sia attraverso la rete che mediante i dispositivi mobili (telefoni cellulari), consente di raccogliere i dati in maniera sistematica ed efficace, consentendo alle aziende di ottimizzare le proprie azioni di CRM. Un’altra delle aree che notoriamente si rivela difficile da analizzare nel caso degli eventi è il livello di esperienza percepita dai consumatori. Le tecnologie mobili, in questo caso, possono non solo aumentare la brand experience attraverso l’interattività che esse permettono, ma anche fornire misure dell’efficacia dell’evento attraverso feedback continui con i partecipanti.<br />
Infine, anche per quanto riguarda la comunicazione a supporto dell’evento, le nuove tecnologie permettono grandi risultati: la rete permette di dare visibilità all’evento mediante una trasmissione “dal basso” delle informazioni. Oltre al sito web, infatti, gli strumenti che permettono di diffondere in maniera efficace e poco invasiva sono le newsletter, i blog e le numerose piattaforme di social networking presenti. La particolarità di questi strumenti, quindi, è quella di mantenere la possibilità di dialogo tra le diverse parti, alimentando il passaparola e la condivisione di informazioni riguardanti l’evento. Ad esempio, la comunicazione attraverso i “wiki” viene effettuata attraverso canali diversi, di conseguenza l’informazione non è centralizzata ma distribuita in maniera dinamica. Inoltre,la possibilità di intervento dei partecipanti rende lo strumento una vera e propria “social media release, e non un semplice comunicato stampa. L’aggregazione di contenuti, infatti, permette di integrare numerosi elementi, tra cui immagini, referenze, foto, commenti, distribuendole su piattaforme differenti. A questo proposito, invito i lettori a visitare l’ottima presentazione di un caso pratico di organizzazione di evento 2.0 di Leonardo Bellini:</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.slideshare.net/leonardobellini/online-reputation-management-49666/">http://www.slideshare.net/leonardobellini/online-reputation-management-49666/</a></p>
<p>Ciò che è significativo ribadire, in ultima analisi, riguarda essenzialmente le possibilità che questi strumenti offrono: la semplicità di fruizione, unita alla maggiore efficacia ed efficienza (in termini) di costi, permettono di estendere l’utilizzo anche alle nicchie di mercato. Queste ultime, sono da considerarsi non solo come pubblico (di nicchia), ma anche come un estensione della capacità di organizzare un evento, limitando al minimo la perdita della professionalità.<br />
Ciò significa, ad esempio, che anche le piccole e medie imprese, o in ogni caso realtà aziendali che non dispongono di ingenti risorse per investire in questo tipo di comunicazione, possono risultare avvantaggiate dalle applicazioni tecnologiche.</p></div>
<div>Tuttavia, ciò che rimane ancora un interrogativo, riguarda essenzialmente le capacità e le competenze necessarie per impiegare questo tipo di tecnologie in maniera produttiva e redditizia. In ogni caso, però, nel futuro degli eventi, ci sarà la tecnologia.</div>
<div><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg"> Filippo Minelli</a> per marketingarena</div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/433/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/433/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/433/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=433&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Consumer Timestyle</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/05/21/consumer-timestyle/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2007 05:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[consumer timestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Il concetto di timestyle si riferisce al modo in cui le persone percepiscono e usano il proprio tempo. I primi a introdurre tale definizione sono stati Feldman e Hornik (1981), che attribuivano questo termine alle attività quotidiane che costituiscono le &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/05/21/consumer-timestyle/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=417&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto di timestyle si riferisce al modo in cui le persone percepiscono e usano il proprio tempo. I primi a introdurre tale definizione sono stati Feldman e Hornik (1981), che attribuivano questo termine alle attività quotidiane che costituiscono le abitudini degli individui. Hirschman, invece, ipotizza che la percezione del tempo è una funzione dell’esperienza dei consumatori.<br />
Alla luce delle precedenti ricerche, è possibile ipotizzare quattro dimensioni per il concetto di timestyle:</p>
<p>-         <strong>la dimensione sociale</strong>: le persone spesso categorizzano il tempo con termini del tipo “il tempo per me” o “il tempo con …”, quindi è possibile distinguere il “self-time” e l’“others-time”.<br />
-        <strong> La dimensione temporale</strong>: questa dimensione si riferisce alle attività delle persone categorizzate come passate, presenti e future. È possibile, secondo questa dimensione, categorizzare le persone a seconda del proprio orientamento temporale.<br />
-         <strong>La dimensione “pianificativa”</strong>: questa dimensione si riferisce alla capacità di gestione del tempo da parte delle persone. I due poli opposti sono rappresentati dalla dimensione analitica (ovvero le persone che pianificano ogni minuto della giornata) e dimensione spontanea (le persone che dividono il tempo in macro-unità)<br />
-         <strong>L’orientamento “policronico”</strong>: questa dimensione si riferisce alla capacità di agire o meno secondo uno stile multitasking (ovvero di poter fare più cose nello stesso arco di tempo)</p>
<p>Secondo le ricerche condotte da Cotte, è possibile individuare cinque metafore dell’utilizzo del tempo da parte delle persone:</p>
<p><em>Il tempo è una pentola a pressione</em>: il tempo è visto come una costante pressione e anche fonte di costante cambiamento interiore. Questo fa si che spesso le persone si sentano insicure sui propri risultati.</p>
<p><em>Il tempo è un fiume</em>: le persone rifiutano qualsiasi tipo di pianificazione, passano il loro tempo in maniera spontanea, anche se spesso i risultati che si ottengono non sono in linea con le proprie aspettative.</p>
<p><em>Il tempo è uno specchio</em>: lo specchio riflette la propria immagine. Questa metafora individua le persone che pianificano analiticamente il proprio tempo cercando di migliorarsi in continuazione, spesso con uno stile “policronico” e un orientamento al passato che offre la possibilità di capire i successi della propria vita.</p>
<p><em>Il tempo è una mappa</em>: la mappa fornisce alle persone la direzione giusta, e aiuta a capire la propria situazione rispetto a dove si vuole arrivare. In questo senso le persone pianificano nei minimi dettagli il proprio tempo</p>
<p><em>Il tempo è una festa</em>: il tempo coinvolge le persone a godere di ogni momento e a cercare la propria affermazione. L’orientamento in questo caso è al presente, in una sorta di carpe diem.</p>
<p>Alla luce di quanto detto finora, quali sono le possibili implicazioni di marketing? L’importanza del tempo nel marketing è ampiamente dimostrato, e, in questo caso, può essere utile per analizzare il consumatore e segmentare il proprio target considerando i suoi comportamenti in relazione al proprio tempo. Non solo in termini di offerta – quindi di prodotto – ma anche in termini di strumenti di marketing, l’analisi del timestyle può risultare molto utile in fase di pianificazione delle campagne: mi riferisco, ad esempio, all’utilizzo degli eventi come strumento di marketing, ma anche del web marketing…</p>
<p><strong>Che ne pensate?</strong></p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per marketingarena</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/417/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/417/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/417/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=417&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Quid Pro Quo (?)</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/05/13/quid-pro-quo/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2007 07:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[targetizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa il 41% dei cinesi pianifica i propri rapporti sessuali. Il 44% dei brasiliani legge in bagno, mentre circa il 50% degli indiani naviga in internet prima di andare a lavorare la mattina, mentre l’80% degli Arabi prega o medita. &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/05/13/quid-pro-quo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=408&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Circa il 41% dei cinesi pianifica i propri rapporti sessuali. Il 44% dei brasiliani legge in bagno, mentre circa il 50% degli indiani naviga in internet prima di andare a lavorare la mattina, mentre l’80% degli Arabi prega o medita.</div>
<div>No, non sto dando i numeri, o meglio non io! Un recente studio dell’agenzia BBDO worldwide ha fornito uno studio estensivo dei rituali quotidiani delle persone; gli esseri umani hanno le proprie abitudini – al mattino caffè con due cucchiai di zucchero, la pennichella dopo pranzo, la lettura prima di andare a dormire, ecc – e i markettari, dall’altro lato, cercano sempre di entrare in queste abitudini incuneandosi con nuovi prodotti e servizi.</div>
<div>Un rituale è definibile come <em>“una serie definita di azioni che ci aiutano a trasformarci da uno stato emozionale ad un altro”</em>. Molte di queste azioni comprendono le nostre cose preferite, e questo come ben si capisce può avere un grande impatto sulle strategie di branding delle aziende.<br />
Secondo la BBDO, i rituali (che solitamente si riferiscono ad avvenimenti rituali che scandiscono la vita delle persone), possono essere attribuiti alla vita quotidiana secondo cinque categorie:</div>
<ul>
<li>
<div><strong>“la preparazione alla battaglia”</strong> (ovvero i rituali della mattina),</div>
</li>
<li>
<div><strong>“il banchetto”</strong> (il ricongiungimento con la propria tribù davanti al cibo),</div>
</li>
<li>
<div><strong>il rituale dell’abbigliamento</strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>“il ritorno alla base”</strong> (ovvero il ritorno dal posto di lavoro)</div>
</li>
<li>
<div><strong>il rituale prima di dormire</strong>.</div>
</li>
</ul>
<div>Ciascuna categoria è pensata per identificare uno stato emozionale che comporta una serie di atteggiamenti.<br />
A questo punto è possibile affermare che la sfida delle aziende alla caccia disperata della loyalty è sempre aperta: il fatto di poter proporre un’offerta su misura, almeno in via teorica, dovrebbe costituire un vantaggio per le aziende, in termini di efficacia ma anche di efficienza di costo…insomma si cerca di andare a colpo sicuro…<em>ma è davvero così che funziona?</em><br />
Voglio dire: <em>è possibile far diventare il consumatore un numero? Come trarre realmente vantaggio da una miriade di informazioni come queste?<br />
Il marketing sarà in grado di offrire un valore almeno pari a quello derivante da questa “invasione” nella vita quotidiana della gente?<br />
</em><br />
<a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per marketingarena</p>
<p>Fonte: business week</p></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/408/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/408/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/408/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/408/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=408&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Gli eventi nel lusso</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/05/05/gli-eventi-nel-lusso/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2007 07:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[event marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[luxury]]></category>

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		<description><![CDATA[La brand experience è nata nei mercati di lusso. Questa tipologia di marchi ha infatti privilegiato da sempre la componente relazionale del marketing per rivolgersi ai propri consumatori. Ora però non possiamo più pensare a un “tradizionale” consumatore di lusso. &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/05/05/gli-eventi-nel-lusso/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=396&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La brand experience è nata nei mercati di lusso. Questa tipologia di marchi ha infatti privilegiato da sempre la componente relazionale del marketing per rivolgersi ai propri consumatori. Ora però non possiamo più pensare a un “tradizionale” consumatore di lusso. Per fornire un’esperienza di successo attraverso gli eventi, bisogna dunque in primo luogo capire quale valore fornire ai consumatori, che cosa cercano e cosa vogliono trarre dall’esperienza.<br />
È possibile focalizzarsi su quattro punti fondamentali che costituiscono l’ossatura degli eventi di lusso:</p>
<p>- <strong>il valore per i consumatori</strong>: mentre i consumatori “normali” hanno una idea chiara a proposito di cosa spinge loro agli acquisti, i consumatori di beni di lusso non ce l’hanno. Essi possono infatti attribuire un valore elevato al comfort o allo stile, oppure al prezzo come sinonimo di qualità e servizio. Trovare i valori aggiunti che contano maggiormente può essere un punto chiave per una campagna di event marketing</p>
<p><strong>- l’esperienza:</strong> mentre una volta i brand di lusso erano i soli a farsi promotori di un’esperienza unica, ora moltissimi altri tipi di brand fanno leva sulla componente esperienziale. Di conseguenza, oltre ad offrire i vantaggi di un prodotto di lusso, bisogna focalizzarsi anche sull’esperienza di lusso.</p>
<p><strong>- l’aspetto relazionale:</strong> se è vero che i consumatori collegano le decisioni relative ad un brand con l’esperienza, allora, al di là di ogni possibile segmentazione è importante focalizzare l’attenzione sulla singola esperienza che è in grado di influenzare gli acquisti, e quindi inevitabilmente sulla relazione con il singolo consumatore.</p>
<p><strong>- i giusti numeri:</strong> il numero di persone che partecipano ad un evento è molto importante se legato nella maniera giusta agli obiettivi della campagna: infatti, nel caso degli eventi di lusso, solitamente l’audience è caratterizzato da piccoli gruppi, magari costituiti dai key customer.</p>
<p>A questo proposito vorrei citare il caso di un evento organizzato da BMW in collaborazione con l’agenzia Event co. per i propri key account customers in occasione del lancio della serie 1 in Germania.  Con un budget di 500000$, per quattro sabati consecutivi, 125 ospiti sono stati trasportati in 14 elicotteri in un aeroporto vicino Monaco per assistere all’enorme “numero 1” formato da 16 vetture bmw appositamente schierate per l’occasione. Al termine dell’esibizione gli ospiti sono stati invitati a porre le proprie domande a esperti BMW a loro disposizione.</p>
<p>Quello che comunque risulta importante ribadire è che, anche nel caso degli eventi, ci sono alcune componenti chiave che vanno mantenute per poter veicolare un messaggio coerente con i valori del brand e allo stesso tempo efficace nei confronti di un pubblico sicuramente più ristretto e in continua evoluzione. Nel caso del lusso, per di più, ogni dettaglio deve risultare all’altezza, per concorrere a formare un’esperienza di lusso.</p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli </a>per marketingarena</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/396/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/396/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/396/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/396/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/396/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/396/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/396/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/396/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/396/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=396&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Quando la perfezione sta nei pixel</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/04/27/quando-la-perfezione-sta-nei-pixel/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 18:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fotoritocco]]></category>
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		<description><![CDATA[Il consumatore di oggi sta diventando vanitoso. Almeno così sembra se andiamo ad analizzare cosa sta accadendo nel web negli ultimi tempi: infatti sembra essere di moda la “chirurgia estetica” delle foto. Così, rimuovere una ruga sotto gli occhi usando &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/04/27/quando-la-perfezione-sta-nei-pixel/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=386&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mindwhatyouwear.com/bags/FAKE005.jpg"><img style="float:left;width:320px;cursor:hand;margin:0 10px 10px 0;" alt="" src="http://www.mindwhatyouwear.com/bags/FAKE005.jpg" border="0" /></a>
<div>Il consumatore di oggi sta diventando vanitoso. Almeno così sembra se andiamo ad analizzare cosa sta accadendo nel web negli ultimi tempi: infatti sembra essere di moda la “chirurgia estetica” delle foto. Così, rimuovere una ruga sotto gli occhi usando un filtro che cambia il singolo pixel della foto sembra essere diventata una professione alquanto redditizia.<br />I fotografi professionisti infatti stanno sfruttando con furbizia e software sofisticati i nuovi desideri dei consumatori. Esistono infatti numerosi siti in cui è possibile trovare servizi di “ritocco professionale”. Dai 20 ai 200 dollari, ognuno può ottenere ventre piatto, pelle più liscia o denti più bianchi…almeno in un’immagine! In più, un’ampia gamma di programmi è scaricabile per i computer di casa per le esigenze di base.<br />Che il mercato sia dominato ormai dalla vanità non è ancora stato dimostrato, sta di fatto però che esistono molteplici siti che offrono servizi specializzati per risolvere questi problemi, come ad esempio il ritocco di vecchie foto, in cui è possibile eliminare i segni del tempo o semplicemente bilanciarne i colori. Emy Craciunescu, fondatrice di <a href="http://phojoe.com/" target="_">Phojoe.com</a>, afferma che il 50% del suo lavoro si svolge nell’alterazione delle foto delle persone per mostrare la propria imagine nel tempo. C’è da dire però che a volte questi lavori possono anche risultare utili, come ad esempio nel caso delle persone scomparse, o delle foto segnaletiche…<br />Un altro esempio di questo proliferare di siti di foto ritocco è <a href="http://www.touchofglamour.com/">Touch of Glamour</a>, specializzato in “glamorizzazione”, un processo che include effetti quali la pulizia della pelle o addirittura dei veri e propri ritocchi su labbra, occhi, denti e pelle. Secondo i titolari del sito, il consumatore può scegliere il fotoritocco da fare in base all’uso che dovrà fare delle foto: foto di famiglia, presentazioni sul web, illustrazioni su riviste, ecc.<br />Alcune aziende, invece, stanno cercando di automatizzare il processo. Tra queste c’è Anthropics Technology, che costruisce un software chiamato Portrait Professional (al prezzo di 39dollari e95) che permette all’utente di utilizzare circa 80 modi per aumentare la propria bellezza grazie ad algoritmi che cambiano automaticamente i propri connotati!<br />È incredibile come questa moda sia in continua espansione: ad esempio, recentemente il sito <a href="http://fixuppix.com/" target="_">FixUpPix.com</a> ha ricevuto la richiesta di alterare la foto scattata da una telecamera di sorveglianza che ritraeva una persona intenta a rubare una bicicletta!<br />Al di là delle questioni etiche, che comunque richiederebbero un dibattito in questo senso, mi domando come tutto ciò possa essere diventato un business da sfruttare. È forse il lato oscuro della tecnologia, quello di cambiare la percezione delle persone e anche di sé stessi? Quali rischi si possono correre, sia da un punto di vista del consumatore, sia da un punto di vista delle aziende che operano nella rete, a causa di questo tipo di tendenze che portano ad un’eccessiva “falsificazione” della realtà?</div>
<div>Filippo Minelli per marketingarena</div>
<div> </div>
<div>credits per l&#8217;immagine: : <a href="http://www.mindwhatyouwear.com/">www.mindwhatyouwear.com</a></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/386/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/386/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/386/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=386&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Percezione del brand: il caso Atletico De Madrid</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/04/19/percezione-del-brand-il-caso-atletico-de-madrid/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/04/19/percezione-del-brand-il-caso-atletico-de-madrid/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Apr 2007 05:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Atletico de Madrid]]></category>
		<category><![CDATA[brand awareness]]></category>
		<category><![CDATA[Brand equity]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri ho avuto modo di intavolare una discussione – mentre attendevo un vaporetto – con Giorgio e Ilaria della redazione, a proposito dell’importanza della percezione di una marca da parte del consumatore. Il fatto che un consumatore riconosca il marchio &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/04/19/percezione-del-brand-il-caso-atletico-de-madrid/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=372&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho avuto modo di intavolare una discussione – mentre attendevo un vaporetto – con Giorgio e Ilaria della redazione, a proposito dell’importanza della percezione di una marca da parte del consumatore. Il fatto che un consumatore riconosca il marchio e lo associ a sensazioni positive, senza che sia l’azienda a proporsi in maniera invasiva (push) ad esso, dà sicuramente un valore maggiore alla marca, perché è il consumatore che la legittima come “forte”; in questo modo, la marca guadagna dei “crediti” poiché la singola esperienza positiva del consumatore verrà poi condivisa e servirà da influenza per gli altri.<br />
Ciò che però occorre considerare, in un’ottica strategica, è l’effettiva capacità da parte delle imprese di valutare la percezione del proprio marchio, per poter capire quali strumenti privilegiare per veicolare un messaggio il più possibile coerente con la propria identità.</p>
<p>A questo proposito vorrei proporre il caso “Atletico de Madrid”. La famosa squadra di calcio spagnola, ha deciso di condurre una ricerca approfondita sullo stato del proprio marchio, al fine di capire quale fosse la reale percezione da parte dei consumatori.</p>
<p>“Ha attributi e valori che la rendono forte, diversa e potente.” – così esordisce il Presidente Gil in occasione della presentazione della ricerca ai media. L’obiettivo dello studio era di analizzare la marca in profondità, cercando di migliorare il management e rinforzare la relazione con gli sponsor presenti e futuri. Secondo le parole di Miguel Angel Gil (il Presidente del club), “la ricerca è un ottimo strumento per lavorare in un modo diverso con gli sponsor. Lo studio ha permesso di conoscere il nostro brand, i suoi attributi, la forza e la debolezza al fine di poter espanderci. […] ”<br />
Il Presidente ha poi ribadito che l’obiettivo del club è quello di competere con le più grandi squadre d’Europa e il lavoro fatto per rinforzare il marchio e consolidarlo è stato concentrato in quattro punti di importanza rilevante per il brand: lo sport, il sociale, l’economia del club e l’aspetto commerciale.<br />
Lo studio, condotto su 3500 partecipanti, si è basato sulla percezione dei valori del marchio. La ricerca ha dimostrato come il marchio Atletico Madrid sia riconosciuto come distintivo e famigliare. L’essenza del brand – ovvero il suo DNA – che il pubblico percepisce è quella di un marchio forte, diverso e quasi “sfidante”, indipendente e amichevole, divertente e socievole.<br />
L’empatia che il marchio crea con i propri tifosi, inoltre, lo rende più genuino e allo stesso tempo genera maggiore fedeltà nei confronti dei propri tifosi.</p>
<p>Secondo le parole del Presidente, “Lo studio rinforza il marchio con lo scopo di raggiungere maggiori profitti nel futuro, e mostra che l’Atletico Madrid ha la forza di un brand differente dovuta all’idiosincrasia della sua massa sociale”</p>
<p>Ecco i risultati della ricerca, che dimostrano l’essenza della marca :</p>
<p>-una marca con grinta, che lotta<br />
-una marca genuina, che cattura, che ha qualcosa di speciale<br />
-genera empatia, vicina, umana e socievole<br />
-una marca che riflette la responsabilità sociale</p>
<p>In conclusione, è possibile affermare che il legame tra una marca e i propri consumatori, proprio per la continua evoluzione, dovrebbe essere monitorato costantemente al fine di poter proporsi con una comunicazione mirata e coerente con i valori aziendali. Il fine ultimo, quindi, dovrebbe essere quello della spontanea legittimazione della forza della marca da parte dei consumatori, che agendo come vettore della comunicazione, porterebbero risultati migliori rispetto a una comunicazione di tipo tradizionale.</p>
<p><strong>Cosa ne pensate? È ipotizzabile una strategia di questo tipo per ogni settore e tipologia di marca?</strong></p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a></p>
<p>fonti: <a href="http://www.clubatleticodemadrid.com/">http://www.clubatleticodemadrid.com</a><br />
immagine: <a href="http://www.carltonscreen.com/img/casestudy/recall.jpg">http://www.carltonscreen.com/img/casestudy/recall.jpg</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/372/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/372/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/372/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=372&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Left handed marketing: nicchia?</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/04/10/left-handed-marketing-nicchia/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/04/10/left-handed-marketing-nicchia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 21:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non convenzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[left-handed marketing]]></category>
		<category><![CDATA[niche marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo alcuni studi, almeno 600 milioni di persone nel mondo sono mancine. E nel 2020 questo numero aumenterà fino al miliardo di persone. Ma cosa vuol dire essere mancini? Secondo gli studi neurologici (che non riporterò in questa sede), vuol &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/04/10/left-handed-marketing-nicchia/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=363&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo alcuni studi, almeno 600 milioni di persone nel mondo sono mancine. E nel 2020 questo numero aumenterà fino al miliardo di persone.</p>
<p>Ma cosa vuol dire essere mancini? Secondo gli studi neurologici (che non riporterò in questa sede), vuol dire avere non solo una diversa prospettiva, ma anche utilizzare il cervello in maniera “diversa”, privilegiando un emisfero (il destro) rispetto all’altro.</p>
<p>Dal punto di vista delle abitudini quotidiane, il diverso approccio dei mancini copre numerose attività o gesti, tra cui:<br />
-          scrivere<br />
-          usare le forbici<br />
-          pettinarsi<br />
-          usare lo spazzolino<br />
-          usare una posata<br />
-          lanciare una palla<br />
-          …</p>
<p>Questi e altri dati, riguardanti le abitudini e gli stili di vita dei mancini, sono stati raccolti da <a href="http://www.anythingleft-handed.co.uk">Anything Left-Handed </a>, un negozio nato a Londra che dal 1968 si occupa di prodotti per persone mancine.</p>
<p>Tra i prodotti venduti, si possono trovare forbici, posate, accessori per la casa, equipaggiamenti sportivi, vestiti, prodotti per bambini, strumenti musicali, idee regalo, e molti altri prodotti pensati per i mancini, come speciali tazze per mancini, righelli con i numeri al contrario, e perfino un boomerang per mancini! Inoltre, come si può vedere anche nel sito, l’espansione di questo business non si ferma ai soli prodotti generici: una recente collaborazione con la <a href="http://www.stabilo.com">Stabilo</a>, ha permesso di produrre e commercializzare un tipo di evidenziatori solamente per i mancini. Questa “moda” ha contagiato anche il target “destrimane”, che ha fatto aumentare la domanda a tal punto che i simpatici evidenziatori sono stati prodotti anche per i destri.<br />
Infine, nel sito è possibile entrare a far parte del club dei mancini: questo club, nato nel 1990, si propone essenzialmente di organizzare eventi o più semplicemente di costituire dei gruppi di discussione sulle difficoltà quotidiane dei mancini, come quelle legate ai bambini e al loro apprendimento (della scrittura) a scuola.</p>
<p>Il modello di business lanciato, e rilanciato anche sul web, sembra aver funzionato: nel 2002 il sito ha vinto il premio del UK E-commerce Awards (<a href="http://www.ecommerce-awards.co.uk/">http://www.ecommerce-awards.co.uk/</a>).<br />
Al di là del successo indiscusso di questo business di nicchia, non ci sono dubbi sul fatto che anche in questo caso, a partire dalla ricerca di un bisogno reale, si sia poi arrivati a proporre una moda, che forse ormai non è più cosi tanto di nicchia.<br />
<strong>Che ne pensate?</strong></p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per marketingarena</p>
<p><a href="http://www.anythingleft-handed.co.uk/">http://www.anythingleft-handed.co.uk/</a><br />
<a href="http://thelefthand.com/index.html">http://thelefthand.com/index.html</a><br />
<a href="http://www.leftorium.com/">http://www.leftorium.com/</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/363/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/363/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/363/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/363/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/363/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/363/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/363/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/363/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/363/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/363/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=363&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>&quot;Se non capisci te lo dico in arabo&quot;. E&#8217; polemica nel trevigiano</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/04/06/se-non-capisci-te-lo-dico-in-arabo-e-polemica-nel-trevigiano/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 18:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non convenzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[Guerrilla]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiline actt treviso]]></category>

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		<description><![CDATA[DAL GAZZETTINO: Botta e risposta in consiglio comunale sulla campagna dell&#8217;Actt contro i &#8220;portoghesi&#8221;, con i cartelloni pubblicitari in dialetto veneto che recitano: &#8220;no te paghi, no te parti&#8221;. «Leggendo questi manifesti mi sono interrogata sull&#8217;efficacia del messaggio e soprattutto &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/04/06/se-non-capisci-te-lo-dico-in-arabo-e-polemica-nel-trevigiano/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=359&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp3.blogger.com/_ZhbyXKgAdgY/RhaMwQ_yRzI/AAAAAAAAABs/qOEZ5l6Owr8/s1600-h/ntpntp.jpg"><img style="display:block;cursor:hand;text-align:center;margin:0 auto 10px;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_ZhbyXKgAdgY/RhaMwQ_yRzI/AAAAAAAAABs/qOEZ5l6Owr8/s400/ntpntp.jpg" border="0" /></a>
<div></div>
<p>
<p>DAL GAZZETTINO:</p>
<p align="justify"><em>Botta e risposta in consiglio comunale sulla campagna dell&#8217;Actt contro i &#8220;portoghesi&#8221;, con i cartelloni pubblicitari in dialetto veneto che recitano: &#8220;no te paghi, no te parti&#8221;. «Leggendo questi manifesti mi sono interrogata sull&#8217;efficacia del messaggio e soprattutto sullo stile &#8211; ha criticato Donata Demattè (Margherita) -. Ritengo che la nostra città abbia ancora una lingua e poi un dialetto. Non mi va il fatto che si usi il dialetto in questo modo, soprattutto quando nei manifesti si dice &#8220;se no te gà capio te o digo in arabo&#8221;, o &#8220;in cinese&#8221;. Penso che campagne per richiedere civilmente che i cittadini siano responsabili debbano usare anche nel linguaggio altrettanta civiltà». La replica è arrivata per bocca di Sandro Zampese, presidente di Actt: «Le due grandi categorie che non pagano i biglietti sono gli studenti e gli immigrati, soprattutto quelli che provengono dal mondo arabo e cinese. Abbiamo fatto una politica educativa nelle scuole e con i mediatori culturali. È seguita una campagna pubblicitaria in cui ci si rivolge alle categorie che evadono. Abbiamo avuto molti riscontri positivi, non ci vedo niente di male. Il problema che abbiamo oggi è che i nostri accertatori e i nostri autisti sono in balia di persone, sempre extracomunitari, che li malmenano quando non hanno il biglietto. Abbiamo avuto assicurazioni dal prefetto che presto ci sarà un&#8217;intensificazione dei controlli da parte delle forze dell&#8217;ordine».</p>
<p></em></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/359/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/359/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/359/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/359/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/359/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=359&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Ageless marketing: oltre la segmentazione tradizionale</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/04/03/ageless-marketing-oltre-la-segmentazione-tradizionale/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/04/03/ageless-marketing-oltre-la-segmentazione-tradizionale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2007 06:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Ageless marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[segmentazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Segmentare i consumatori per fascia d’età sembra avere senso soprattutto nel caso dei giovani, da sempre considerati come grande investimento per le campagne di marketing. Ciò che è cambiato, però, negli ultimi anni non è solamente legato ai gusti dei &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/04/03/ageless-marketing-oltre-la-segmentazione-tradizionale/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=354&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Segmentare i consumatori per fascia d’età sembra avere senso soprattutto nel caso dei giovani, da sempre considerati come grande investimento per le campagne di marketing. Ciò che è cambiato, però, negli ultimi anni non è solamente legato ai gusti dei consumatori o alle loro abitudini, stili di vita: parliamo in questo caso di demografia.</div>
<div>La pratica dell’ageless marketing, nata dall’esperienza Americana, prevede di andare oltre questo problema invocando valori che siano universali, come il design, la relazione con il consumatore e l’aspetto psicologico che caratterizza gli stadi della vita.</div>
<div><em>L’ageless marketing estende il reach di una marca oltre il “generational divide” fornendo valori universalmente riconosciuti piuttosto che specifici valori legati all’età del target.</em></div>
<div>L’esempio più eclatante di questa pratica è sicuramente il caso New Balance: negli anni ’80, Jim Davis, CEO dell’azienda, osservò che il mercato dei giovani si stava restringendo, a causa del bassissimo livello di nascite in quegli anni in America. Inoltre, Davis notò che la popolazione più anziana era in continua espansione: questo implicava che la maggior parte del mercato fosse rappresentata da persone di più di 40 anni. Per questo motivo l’azienda iniziò a focalizzarsi su un mercato diverso, meno legato ai giovani (come invece lo erano Nike, Adidas e Reebok), ma maggiormente attento a valorizzare il legame con i propri clienti. Oggi New Balance è al 4 posto proprio dietro ai colossi, grazie a questa strategia di marketing. E negli ultimi anni, proprio per il fatto che le sue campagne non erano focalizzate su uno specifico target, ma piuttosto sulla componente emozionale e relazionale, le vendite sono aumentate anche tra i giovani.</div>
<div><a href="http://www.agelessmarketing.com/">www.agelessmarketing.com</a> sintetizza così i motivi dell’emergere di questo “nuovo modo di pensare il marketing”:<br />
- È emersa una nuova maggioranza di consumatori: stiamo parlando degli over 40, che stanno radicalmente cambiando le regole nel mercato, stravolgendo i precedenti equilibri<br />
- Questa maggioranza di consumatori è destinata ad aumentare, sia per quanto riguarda il numero, sia per la spesa pro-capite</div>
<div>In Germania, è notizia recente, è stato aperto un megastore per over 60, in cui tutto è a misura di pensionato. È stato calcolato, infatti, che sono proprio essi i top spender della popolazione tedesca, e rappresentano anche la maggioranza della popolazione.</div>
<div>In Italia, secondo gli ultimi dati Istat, “a metà del 2006 gli individui con 65 anni e più rappresentano il 20% della popolazione, mentre i minorenni sono soltanto il 17%.” Inoltre, “l’età media della popolazione sfiora i 43 anni”. La speranza di vita per gli uomini supera i 78 anni e per le donne raggiunge gli 84.</p>
<p><strong>È realmente possible, senza eliminare le segmentazioni di mercato, diffondere dei valori universali che eliminino le distinzioni demografiche e siano in grado di raggiungere diversi tipi di target?</strong> Nel caso di New balance tutto ciò ha funzionato, il significato universale “connect yourself. Achieve New Balance” ha superato le distinzioni demografiche rivolgendosi alle singole persone.</div>
<div></div>
<div><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli </a>per marketingarena</p>
<p><a href="http://www.ambientieoggetti.com/acucina/acu_176/tendenze_176.asp">http://www.ambientieoggetti.com/acucina/acu_176/tendenze_176.asp</a><br />
<a href="http://www.agelessmarketing.com/">http://www.agelessmarketing.com/</a><br />
<a href="http://agelessmarketing.typepad.com/">http://agelessmarketing.typepad.com/</a><br />
<a href="http://www.newbalance.com/">www.newbalance.com</a></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/354/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/354/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/354/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=354&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Confessioni di uno studente incerto</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/03/18/confessioni-di-uno-studente-incerto/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/03/18/confessioni-di-uno-studente-incerto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2007 08:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e careers]]></category>
		<category><![CDATA[bolla web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[human network]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’era dell’accesso, della lunga coda, le possibilità sembrano infinite, sicuramente la curva di Pareto si è ampliata, ma, nonostante le rassicurazioni derivate da alcuni casi soprattutto oltreoceano, non riesco ad attribuire questa “rivoluzione” alle piccole imprese, nel senso che tutto &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/03/18/confessioni-di-uno-studente-incerto/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=328&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Nell’era dell’accesso, della lunga coda, le possibilità sembrano infinite, sicuramente la curva di Pareto si è ampliata, ma, nonostante le rassicurazioni derivate da alcuni casi soprattutto oltreoceano, non riesco ad attribuire questa “rivoluzione” alle piccole imprese, nel senso che tutto ciò che si legge, tutte le pubblicazioni sono quasi sempre ad opera delle grandi aziende o di quei guru che traducono i loro pensieri in pagine (web e non).</div>
<div></div>
<div>Forse le piccole imprese stentano a capire fino in fondo ciò che le può rendere veramente competitive.Più volte mi sono chiesto se il mio vicino di casa sapesse qualcosa di web 2.0., oppure se il fornaio del mio paese potesse aprire un blog per comunicare la sua corporate image a tutti i 20.000 potenziali clienti. In fin dei conti, dietro alle tecnologie c’è sempre il know how delle persone, anche nei mestieri tecnologici per definizione – come sottolinea Gianfranco Lanci di Acer &#8211; “[…] anche il nostro mestiere è cambiato. Siamo diventati venditori di moda. […] Acquistare un pc non è tanto diverso da acquistare una lavatrice. Qualcuno ha mai sentito chiedere al commesso se il motore di una lavatrice era tedesco o americano?”Il problema, a questo punto, è che le tecnologie permettono di comunicare in maniera forse più efficace ciò che uno fa, produce e vorrebbe magari vendere, e, dato che non si può non comunicare, sarebbe meglio farlo bene per poter stare al passo coi tempi…</div>
<div>Io, futuro laureando in marketing e comunicazione, capisco che la mia generazione c’è dentro fino al collo, e, per fortuna, so di poter comprendere quando leggo gli articoli dei guru del marketing moderno, nonostante la nostra formazione accademica abbia privilegiato le 4p e l’espressione teorica della pianificazione. Tuttavia le mie speranze sono in parte le mie preoccupazioni: come dice Stefano Venturi di Cisco, “chi parla di coda lunga e di web 2.0 sono di solito i guru. Ma chi usa questi strumenti è una generazione di giovanissimi. In mezzo sembra non esserci nulla”. È proprio da questo ultimo punto che traggo l’ispirazione per una riflessione sul mio futuro: quanto ci vorrà per poter mettere in pratica le nostre conoscenze e le nostre esperienze di utilizzatori al servizio delle realtà professionali (aziende e altro)? Quanto tempo prima di finire imbrigliati in un libro di testo, quando sarà troppo tardi per essere innovativi?</div>
<div>Se il marketing è diventato teoria grazie alla pratica delle grandi aziende, il marketing sul web e le sue espressioni 2.0 dovrebbero partire dalle piccole aziende, o comunque dai network umani, sociali di cui oggi si parla…ma quali sono le aziende disposte a rischiare? Ne parlano molto spesso solo le grandi, forse c’è qualcosa che non torna…</div>
<div><strong>Che ne pensate?</strong></div>
<p>Filippo Minelli</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/328/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/328/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/328/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/328/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/328/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/328/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/328/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/328/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/328/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/328/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=328&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Gli eventi e il lancio di nuovi prodotti: il caso mazda</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/03/10/gli-eventi-e-il-lancio-di-nuovi-prodotti-il-caso-mazda/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2007 07:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[event marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[lancio di nuovi prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[mazda]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando parliamo di eventi, ci riferiamo spesso alla capacità di questo mezzo di creare interazione tra i partecipanti da un lato, e dall’altro alla funzione poliedrica ed efficiente per le aziende che devono esprimersi in maniera coinvolgente ed efficace. Il &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/03/10/gli-eventi-e-il-lancio-di-nuovi-prodotti-il-caso-mazda/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=315&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando parliamo di eventi, ci riferiamo spesso alla capacità di questo mezzo di creare interazione tra i partecipanti da un lato, e dall’altro alla funzione poliedrica ed efficiente per le aziende che devono esprimersi in maniera coinvolgente ed efficace. Il problema spesso è quello di riuscire a creare attività (siano esse strettamente finalizzate alla vendita o piuttosto alla comunicazione dei valori della marca) che siano in linea con le aspettative dei consumatori. In questo caso gli eventi sembrano essere uno strumento valido per stabilire una connessione con i consumatori, sia nel breve termine (cioè con la partecipazione all’evento) sia nel lungo periodo – con il ricordo dello stesso. Quello che certamente risulta più difficile da capire, è l’effettivo legame tra l’evento e l’espressione della marca, difficilmente misurabile dal punto di vista quantitativo, ma importantissimo al fine della riuscita dell’evento. Quello che posso dire, in ogni caso, è che l’evento è uno strumento che richiede flessibilità e integrazione e, inoltre, come recentemente segnalato da Seth Godin, l’attenzione deve essere soprattutto legata all’esperienza memorabile derivante dall’evento e dalla capacità di quest’ultimo di rafforzare i legami tra consumatore e brand – bisogna infatti che il consumatore si fermi un attimo a vedere quella “mucca viola” diversa da tutte le altre, la ricordi e la racconti agli amici.</p>
<p>A questo proposito propongo il caso di Mazda, e in particolare la strategia di event marketing per il lancio di nuovi modelli di vettura. La ragione principale per la quale ho scelto di citare questo caso è proprio la particolarità degli eventi che hanno caratterizzato la strategia della casa: nel 2003, infatti, Mazda lanciò un nuovo modello di vettura attraverso il canale internet. L’evento, chiamato “viva internet” è stata un’iniziativa rivoluzionaria poiché quasi controcorrente per l’epoca. In pratica sono stati coinvolti i principali portali italiani per mandare “live” in videostreaming la conferenza stampa di presentazione della RX-8 che si svolgeva a Rimini. La strategia prevedeva quindi una prima fase dedicata alla promozione autonoma dell’evento da parte dei portali. In seguito la fase dell’evento vera e propria, coadiuvata da una chat diretta con il presidente di Mazda motors. L’ultima fase riguardava la possibilità di rendere il video disponibile on demand per alcune settimane successive all’evento.</p>
<p>Secondo le parole di Carlo Simongini, “[…] per la prima volta tutti potevano assistere ad una conferenza stampa auto e interagire in diretta con il Presidente di una casa automobilistica. Non siamo mai stati così vicini al cliente potenziale”.</p>
<p>L’evento sembra essersi rivelato vincente, dato che più di 60mila utenti unici hanno assistito all’evento live!</p>
<p>Ma l’aspetto che mi preme ricordare ora è quello legato alla pianificazione dell’evento (alla pari di qualsiasi altro strumento di marketin mix): dalle analisi del segmento e del target, è stato infatti scelto un medium ritenuto dall’azienda “il più efficace in termini di reach target media e in grado di raggiungere un altissimo livello di product awareness”. Inoltre, la pianificazione in questo caso si deve estendere alla capacità di garantirelo svolgimento effettivo dell’evento, e in questo caso si è dovuto curare moltissimo l’aspetto tecnologico.</p>
<p>È notizia recentissima, invece, che l’ultima concept-car di Mazda è stata presentata su Second Life, in un’isola a disposizione per dei test drive e perfino per un concorso a premi sul design. “<em><a href="http://www.carclub.ru/news_pics/Mazda_Hakaze_extra_9890.jpg">Nagare</a> è l’espressione del movimento, dell’energia e della bellezza, trasformate in forme con cui le persone possono entrare in contatto, e Second Life rappresenta uno dei più luoghi più interattivi creati su internet”, ha detto Laurens van den Acker, direttore del design mondiale di Mazda. “Naturalmente, ci piace l’idea di dare alle persone la possibilità di connettersi e guidare la nostra ultima concept-car – ovviamente in modo virtuale, piuttosto che reale”.<br />
</em><br />
<strong>Alla luce delle considerazioni fatte in precedenza, sarà un successo? Il futuro degli eventi sarà effettivamente quello virtuale o la componente face-to-face non potrà mai essere del tutto sostituita?</strong></p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli </a>per marketingarena</p>
<p>FONTI: Lorenzo Montagna – “Lavapiubianco.biz” – Hops 2004</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it">www.repubblica.it</a></p>
<p>autoblog.it</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/315/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/315/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/315/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/315/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/315/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/315/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/315/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/315/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/315/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/315/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=315&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Si può competere con google?</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/03/02/si-puo-competere-con-google/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2007 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web marketing e 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[competitività]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[quigo]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi chiamo Quigo, sono nata a New York nel 2000, offro soluzioni di marketing innovative per gli advertiser online. Oggi non molti mi conoscono, soprattutto in Europa, ma negli Stati Uniti sto conquistando la stima di una parte del mercato, &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/03/02/si-puo-competere-con-google/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=306&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Mi chiamo <a href="http://www.quigo.com">Quigo</a>, sono nata a New York nel 2000, offro soluzioni di marketing innovative per gli advertiser online. Oggi non molti mi conoscono, soprattutto in Europa, ma negli Stati Uniti sto conquistando la stima di una parte del mercato, tanto che perfino il New York Times mi ha dedicato un articolo.</div>
<div>Si parlava di mercato…infatti le cifre dicono che tra il 2005 e il 2010 il mercato dell’advertising online crescerà del 34% (stime di US Bancorp Piper Jaffray), e l’advertising online “locale” addirittura del 64%.</div>
<div>Anche se attualmente sono molto piccolo, ho infatti meno del 10% della quota di mercato nei “contextual ads”, il mio successo è in rapida crescita e sento di poter rappresentare un punto di svolta per il futuro dei link sponsorizzati.</div>
<div>Google e Yahoo, infatti, si sono accorti di me, e forse stanno pensando di affinare le loro strategie.<br />
Sono specializzato nei “contextual ads”, quei link, accompagnati da poche righe di testo, che gli inserzionisti comprano dai motori di ricerca, associandoli a un certo numero di parole chiave che descrivono il loro settore/prodotto/servizio. I link pubblicitari, inoltre, compaiono in migliaia di siti: questi tipi di link permettono la suddivisione dei ricavi tra la società che fornisce il servizio e il sito ospitante. Ma il mio sistema funziona diversamente rispetto a quello di Google e Yahoo, infatti le mie caratteristiche sono:</p>
<p>·   <strong> Trasparenza e controllo</strong>: gli advertiser che pagano Google e Yahoo per i contextual ads non sanno dove i loro annunci verranno pubblicati (si tratta del cosiddetto “blind network”). Quigo invece è in grado di fornire una lista di siti specifici in cui le inserzioni compariranno, in modo da offrire la possibilità di acquistare sono una specifica parte del sito o una singola pagina. La trasparenza incoraggia gli investitori a spendere più di quanto farebbero con Google e Yahoo.</div>
<div>·    I responsabili dei siti possono avere più successo con un <strong>programma di advertising mirato</strong> e specifico</div>
<div>·    Quigo permette di <strong>potenziare la vendita di text ads da parte delle agenzie</strong> media e di mantere la relazione con i propri advertiser</p>
<p>Considerato che il mercato dei “contextual ads” genera all’incirca <span style="color:#ff0000;">2 miliardi di dollari l’anno</span> (=13% della spesa dell’advertising online), conquistare la leadership in questa “nicchia” di mercato <em>potrebbe risultare molto redditizio</em>.</p>
<p>Dopo aver raccontato gli scenari di mercato, propongo <em>alcuni spunti di riflessione</em>:<br />
<strong>Su quali punti è possible competere con Google?</strong> Quali sono le strategie che possono rivelarsi maggiormente vincenti? L’attacco ai fianchi, ad esempio, come nel caso dell’offerta di Quigo, può a lungo andare sgretolare una parte della quota di mercato del gigante? O succederà come con il caso di Google Video?</div>
<div></div>
<div><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per marketingarena</div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/306/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/306/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/306/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/306/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/306/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/306/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/306/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/306/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/306/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/306/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=306&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Marketing + esperienza + evento: Barnes &amp; Noble + Polaroid + Harry Potter</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/02/21/marketing-esperienza-evento-barnes-noble-polaroid-harry-potter/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Feb 2007 21:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Barnes&Noble]]></category>
		<category><![CDATA[event marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[harry potter]]></category>
		<category><![CDATA[polaroid]]></category>

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		<description><![CDATA[“The launch of &#8220;Harry Potter &#8211; Half Blood Prince&#8221; is the most successful book launch of all time.” Harry potter, ormai soprannominato “The marketing wizard”, in termini di libri venduti, è terzo nella storia della letteratura di tutti i tempi, &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/02/21/marketing-esperienza-evento-barnes-noble-polaroid-harry-potter/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=297&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.harry-potter-games.com/Images/DirtyHarry1.jpg"><img style="float:left;width:400px;cursor:hand;margin:0 10px 10px 0;" alt="" src="http://www.harry-potter-games.com/Images/DirtyHarry1.jpg" border="0" /></a>
<div><em>“The launch of &#8220;Harry Potter &#8211; Half Blood Prince&#8221; is the most successful book launch of all time.”<br /></em></div>
<div> </div>
<div> </div>
<div> </div>
<div> </div>
<div>Harry potter, ormai soprannominato “The marketing wizard”, in termini di libri venduti, è terzo nella storia della letteratura di tutti i tempi, dietro solamente alla Bibbia e ai “thoughts of Chairman Mao.”<br />In questa sede, non voglio approfondire le tematiche di marketing editoriale legate a H.P. , per le quali rimando ad alcuni articoli tra cui:</div>
<div><a href="http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=4774952">http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=4774952</a> e <a href="http://www.businessweek.com/innovate/content/jul2005/di20050721_060250.htm">http://www.businessweek.com/innovate/content/jul2005/di20050721_060250.htm</a></p>
<p>Vorrei invece focalizzare l’attenzione sull’evento del lancio del libro e dell’esperienza che hanno potuto provare i partecipanti.<br />Cosa attrae le persone che partecipano ad un evento? Sicuramente l’aspetto divertimento e la promessa di interattività sono alcuni dei driver fondamentali, così come la promessa di “qualcosa di gratuito”! dal momento che molti markettari cercano di estendere l’esperienza dell’evento oltre l’evento in se, i fotografi si sono dimostrati un potente mezzo per perpetuare la brand recognition. Secondo alcune ricerche, il pubblico dimostrava la disponibilità a fare delle foto gratis per portare a casa un ricordo dell’evento nel 77% dei casi.Di quelli che accettavano, la maggior parte diceva di preferire il ritiro immediato della foto, gli altri ritenevano accettabile riceverle via mail. Questi risultati dimostrano che la distribuzione di foto durante l’evento può essere usata come un momento di valore per l’esperienza dell’evento, come un alternativa ad altri gadget con minore valore intrinseco. Le foto, soprattutto quelle consegnate online, sono un importante opportunità per ottenere feedback dal pubblico e per verificare la possibilità da parte degli utenti di condividere le foto in siti, blog o semplicemente in famiglia. Le ricerche infatti indicano che coloro che partecipano agli eventi sono attivi nella condivisione delle loro esperienze, e le foto – siano esse ritirate in loco o online – sono il migliore veicolo per rivivere l’esperienza.</p>
<p>La fotografia istantanea di Polaroid ha aiutato il più grande book-seller mondiale a celebrare il più grande successo di lancio di nuovo prodotto editoriale. Centinaia di negozi Barnes &amp; Noble infatti hanno sponsorizzato il “Midnight magic party” per la presentazione ufficiale di “Harry Potter and the half-blood prince”. I party hanno offerto una grande varietà di gadget di Harry potter e scenari per tutti coloro che volevano posare per una istantanea. “Abbiamo scattato più di 250000 foto in tutto il paese” – dice Carolyn Brown (Direttore Comunicazione Corporate di Barnes&amp;Noble). Il successo del party è stato enorme e i fan di harry potter hanno potuto conservare il ricordo dell’evento grazie alle foto Polaroid scattate.</p>
<p>Gli eventi, in questo senso, sembrano il mezzo di comunicazione più idoneo a trasferire emozioni e a regalare esperienze a coloro che vi partecipano. Il marketing degli eventi, in cui un’azienda impiega una strategia face-to-face per dare vita ad un brand e portarlo verso i consumatori sembra essere una strategia efficace ed efficiente per creare un’esperienza interattiva con il brand. Si può dire che il marketing degli eventi sia una strategia “self-selecting”, poiché i consumatori scelgono di partecipare ad un evento solo se sono realmente interessati a questo, al prodotto o al servizio offerto. È la fine dei media tradizionali? Che ne pensate?</p>
<p>Warren Whitlock, esperto di marketing editoriale e fondatore del blog <a href="http://pottermarketing.blogspot.com/">http://pottermarketing.blogspot.com/</a>, ha individuato alcune chiavi di lettura per la lezione di marketing data dal lancio del libro:</div>
<p>
<div>· Le persone leggono. Bambini, genitori e tutti coloro che erano nei negozi avevano un libro in mano. Per gran parte della serata c’erano più persone che leggevano rispetto a quelle che parlavano</div>
<p>
<div>· Molte delle persone che erano dei negozi non avevano mai letto il libro o acquistato le altre copie. Ci sono andati perché hanno chiesto e sono entrati nell’atmosfera</div>
<p>
<div>· Anche i libri di fantascienza vendono. </div>
<p>
<div>· Bisogna cercare FANS, non una lista di consumatori. Trovate la folla appassionata e vendete a loro.</div>
<p>
<div>· Non abbiate la presunzione di conoscere il mercato. Questo non è un libro per ragazzi, e la promozione è stata adattata di volta in volta con ogni volume.</div>
<p>
<div>· Rompete le regole, ottenete risultati straordinari</div>
<p>
<div>· Cambiate le regole: fate si che il costo di “appartenenza” sia un costo reale. La pubblicità che diceva “il nuovo libro di harry potter è uscito” non avrebbe altrimenti sollevato una tale eccitazione, e un tale ammontare di vendite</div>
<p>
<div>· Usate più di un mezzo di comunicazione</div>
<p>
<div>· Entrate nella testa del lettore per entrare nell’evolversi della storia. Il primi libri erano misteri, adesso la storia è l’anticipazione e la promozione.</div>
<p>
<div>· Fate si che il processo d’acquisto sia divertente. C’è molta più esperienza oltre il mero acquisto del libro…</div>
<p>
<div>· Vendere libri non è vendere parole in una pagina</div>
<p>
<div></div>
<p>
<div>Filippo Minelli per marketingarena</div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/297/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/297/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/297/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/297/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/297/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/297/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/297/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/297/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/297/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=297&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Ma è davvero così impensabile investire sui giovani?</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/02/16/ma-e-davvero-cosi-impensabile-investire-sui-giovani/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 23:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e careers]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[investimento]]></category>
		<category><![CDATA[laurea]]></category>

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		<description><![CDATA[Da studenti universitari, prossimi alla laurea e di conseguenza pronti per l’inserimento nel mondo del lavoro, sentire l’opinione degli imprenditori “sui giovani” è stato a dir poco sconfortante. D’altronde, se già un manager esterno con esperienza, trova molte barriere, nel &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/02/16/ma-e-davvero-cosi-impensabile-investire-sui-giovani/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=290&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da studenti universitari, prossimi alla laurea e di conseguenza pronti per l’inserimento nel mondo del lavoro, sentire l’opinione degli imprenditori “sui giovani” è stato a dir poco sconfortante. D’altronde, se già un manager esterno con esperienza, trova molte barriere, nel farsi accettare all’interno dell’azienda è chiaro che le difficoltà aumentino per un giovane in cerca della prima esperienza lavorativa. Nelle pmi l’inserimento di giovani laureandi (o laureati che siano) viene visto, mediamente, dagli imprenditori delle pmi come un costo aggiuntivo per l’azienda, non come una reale opportunità di crescita per la stessa.<br />
Difficile dar torto agli imprenditori su un punto: uno “stagista” rimane mediamente per 3 mesi in azienda, (uno stage di economia dura solitamente dalle 125 alle 500 ore) un tempo utile soltanto per capire come funzionano i rapporti di forza all’interno dell’impresa, qualche meccanismo e poco altro. Obiettivamente una pmi composta da 9 persone non può permettersi il lusso di impiegare una persona per “svezzare” un giovane laureando. <strong>Ma è davvero così impensabile investire sui giovani?</strong><br />
Assistendo al convegno “Piccole imprese, grandi innovatori, ovvero il nord est del futuro” tra tutto quello che veniva presentato come innovazione, per noi studenti che ascoltavamo in platea, non c’era niente di realmente nuovo. Ci siamo ritrovati a stupirci del fatto che certi metodi di lavoro, in primis “l’analisi di mercato” fossero presentate come un qualcosa di nuovo capace di generare innovazione.<br />
Se l&#8217;università da un lato pecca in presunzione nel fornire al mercato del lavoro studenti con valide basi teoriche ma scarse conoscenze delle realtà lavorative con le quali dovranno convivere, le aziende sembrano ancora credere poco nella possibilità di assumere dei giovani e inserirli gradualmente al loro interno per poter costituire un percorso di crescita comune.<br />
Senza dubbio università e impresa hanno una cultura diversa, attualmente parlano linguaggi differenti, non si interfacciano tra loro in modo fluido. Qual è allora la via d&#8217;uscita? <strong>Come fare incontrare domanda e offerta riducendo il gap mentale e di preparazione (a detta degli imprenditori)?</strong> Certamente il nostro approccio, pur essendo abbastanza incentrato sulla teoria, ci fa almeno comprendere le dinamiche di mercato delle imprese e ci pone in qualche modo in grado di dialogare efficacemente sugli aspetti strategici. L&#8217;imprenditore sa fare altrettanto verso di noi, sapendo sfruttare le nostre conoscenze in un&#8217;ottica di investimento, piuttosto che valutandoci come un costo per la formazione?</p>
<div></div>
<div><a href="http://img216.imageshack.us/img216/9836/diapositiva4jt3.jpg">Gianluca Marconato</a> e <a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/290/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/290/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/290/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=290&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Advertising Made in Japan</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/02/06/advertising-made-in-japan/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/02/06/advertising-made-in-japan/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2007 07:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[japan marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali sono le nuove frontiere dell’advertising? Assistiamo oggi a nuove forme di comunicazione pubblicitaria, sempre più spesso non-convenzionali, legate alla creatività e all’estetica. La pubblicità deve stupire – si dice – e sempre più spesso oggi si lega al territorio, &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/02/06/advertising-made-in-japan/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=279&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">
<p><strong>Quali sono le nuove frontiere dell’advertising?</strong> Assistiamo oggi a nuove forme di comunicazione pubblicitaria, sempre più spesso non-convenzionali, legate alla creatività e all’estetica. La pubblicità deve stupire – si dice – e sempre più spesso oggi si lega al territorio, alle città e al loro arredo urbano. Inoltre, sembra che l’efficacia del messaggio sia ormai legata all’uso delle tecnologie, e non più ai tradizionali mezzi di massa.</p>
<p>Il caso che vorrei portare come esempio viene dal Giappone: una delle ultime “scoperte” si chiama “Escalator handrail advertising”, e consiste nell’applicare degli adesivi pubblicitari nei corrimano delle scale-mobili nelle stazioni. Già così potrebbe sembrare una trovata interessante: è stato calcolato, infatti, che il tempo di esposizione è di circa 30 secondi (cioè la durata del tragitto in scala-mobile), di conseguenza, come riporta anche la <a href="http://www.aapglobal.com">Aap!</a> , i vantaggi per un advertiser sono:</p>
<p>·    Opportunità di catturare l’attenzione del pubblico attraverso una nuova forma di comunicazione<br />·    Alta frequenza ed esposizione al messaggio<br />·    Metodo innovativo per superare le “barriere psicologiche” alla comunicazione di massa</p>
<p>I vantaggi estetici per le stazioni ci sono, così come l’utilizzo di strutture precedentemente “improduttive” che vengono sfruttate a scopi commerciali. E, considerato che dal 70% al 90% delle persone utilizza le scale mobili, il successo sembra garantito!</p>
<p><strong>Ma la tecnologia cosa c’entra in tutto questo?<br /></strong>Semplice. Basta usare il cellulare per fotografare il codice dell’oggetto. Un software pre-caricato legge il codice e automaticamente ritorna all’utente maggiori informazioni sul prodotto, il sito internet del negozio o la piantina per raggiungere il punto vendita. Una volta entrato nel sito, il consumatore verrà invitato a registrarsi per avere ulteriori messaggi promozionali, informazioni o altre comunicazioni interattive.</p>
<p>A mio avviso, questo tipo di advertising, sfrutta a pieno le potenzialità della tecnologia, e sembra inoltre essere molto meno invasivo dei tradizionali messaggi. Sembra inoltre che si possano perfettamente coniugare l’estetica e la tecnologia. Sarà il futuro? Che ne pensate? </p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli </a>per marketingarena</p>
<p>Fonti:</p>
<p><a href="http://www.pingmag.jp/">www.pingmag.jp</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/279/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/279/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/279/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/279/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/279/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/279/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/279/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/279/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/279/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=279&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Intervista a Danilo Arlenghi</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/28/intervista-a-danilo-arlenghi/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/28/intervista-a-danilo-arlenghi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Jan 2007 21:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[danilo arlenghi]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Filippo ha intervistato per noi Danilo Arlenghi, presidente del Club del marketing e della comunicazione ed esperto di marketing e di eventi che gestisce personalmente con la propria azienda Party Round. 1) Quanto inciderà nel futuro il ruolo del marketing &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/28/intervista-a-danilo-arlenghi/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=270&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Filippo ha intervistato per noi <strong>Danilo Arlenghi</strong>, presidente del Club del marketing e della comunicazione ed esperto di marketing e di eventi che gestisce personalmente con la propria azienda Party Round.</p>
<p><strong>1) Quanto inciderà nel futuro il ruolo del marketing on line? La rete cambierà il marketing o sarà solo un nuovo canale?</strong></p>
<p>Inernet è un mezzo fondamentale per il marketing. Purtroppo in Italia i cambiamenti sono più lenti che in altri paesi d’Europa, ma anche qui fra poco sono sicuro che farà la differenza.<br />
Internet è un mezzo preciso, puntuale, one to one. Se vogliamo va anche oltre, addirittura one to each, perché one to one è una comparazione quantitativa, invece one to each è una comparazione qualitativa, che prevede un rapporto personalizzato. La personalizzazione è la quinta p del nuovo marketing mix nel terzo millennio. Certo attualmente c’è una certa ritrosia all’utilizzo di questo mezzo, perché molti ancora non masticano bene la materia, ma ci sarà una fortissima accelerazione. Credo che nel giro di pochissimi anni, ci sarà un utilizzo molto diffuso nelle aziende,  prevedo almeno l’85%.</p>
<p><strong>2) Progetti come quello di marketingarena, e più in generale i blog, possono a suo avviso avere uno sbocco professionale importante?</strong></p>
<p>sono convintissimo di si perché è un fenomeno di user generated media e contemporaneamente di user generated content, che non può prescindere dall’attenzione dei marketer in quanto fa sapere immediatamente a loro l’opinione, il parere, i sentimenti dei consumatori. Attualmente all’interno delle aziende si parla di dialogare con i consumatori, oltre che relazionare, per far in modo che siano gli stessi consumatori a suggerire nuovi paradigmi di prodotti, la loro forma, i contenuti, le  funzioni , i prezzi ecc; quindi il blog è uno strumentto privilegiato, particolare per le aziende. In più sono convinto che le aziende utilizzeranno sempre più dei loro blog perché questo è uno strumento vicino all’ ”utilizzo popolare”, il consumatore è meno refrattario al suo utilizzo perché visto come  più umanizzante. Oggi il consumatore di un prodotto/servizio vuole essere considerato un individuo, non un quantum commerciale come è stato considerato finora. Il blog arriva all’intelletto e al sentimento perchè è immediato, spontaneo, “verace”. E quindi le aziende impareranno a dialogare meglio con i propri pubblici attraverso i blog.<br />
Per i giovani neolaureati i blog sono una bellissima vetrina per ottenere visibilità e, perché no, autorevolezza se propongono contenuti di qualità e pregnanti; la qualificazione del blogger è immediata. Non c’è miglior modo di presentarsi agli altri che con un testo, uno scritto che sia condiviso. Ne può giovare alla sua immagine e al suo successo professionale.</p>
<p><strong>3) Qual&#8217;è il rapporto coi nuovi media dei vecchi uomini di marketing? Non c&#8217;è il rischio di un approccio conservativo?</strong></p>
<p>Credo che sia un rapporto quasi mai nato devo dire, il marketing si differenzia sostanzialmente per fasce d’età: chi ha 55-60 anni, la stra-grande maggioranza di chi ha il potere decisionale  (il vero dir. Mktg, commerciale), costui è lontano dalle nuove tecnologie, sia come forma mentis, sia perché ancora intriso dei vecchi concetti che ahimé R.I.P. perché il mondo si evolve, la società, i modelli di consumo, i punti vendita e il processo d’acquisto, e le aziende devono adeguare gli strumenti comunicativi, che devono essere alternativi, innovativi e comunque inusuali. È difficile per un manager di una certa età cambiare la sua forma mentis e capire questi nuovi asset attuali che sono più tipici dei nuovi manager, product manager, brand manager o account manager (agenzie)</p>
<p><strong>4) Marketing e PMI: quali sono le difficoltà, i problemi e i possibili scenari futuri?</strong></p>
<p>Si apre un grandissimo capitolo: in italia l’80% delle pmi, che costituiscono il tessuto connettivo economico del nostro paese, non hanno né la struttura marketing né commerciale all’interno o in outsourcing. Chi non comunica non esiste. Le aziende che non fanno marketing vengono inesorabilmente assorbite dal mercato. Questo dato ci porta ad essere il fanalino di coda tra le nazioni europee, addirittura dopo la Spagna e la Grecia. L’Inghilterra, che invece è la più marketing oriented, ha il dato contrario, l’80% delle pmi ha una struttura marketing e commerciale all’interno o all’esterno.<br />
Siamo ancora ben lontani da quello che kotler ipotizzava qualche anno fa, cioè la speranza di attuare nuove forme di marketing per nuovi consumatori e prodotti. Le aziende diventano così da market driver a market driving, cioè non più guidate dal consumatore, ma esse stesse che guidano il consumatore ad aprire nuovi mercati.<br />
Purtroppo per le pmi non è cosi facile entrare nella mentalità che dovrebbe permeare l’azienda, e non mi riferisco solo alla direzione marketing: tutti devono possedere la cultura della qualità del servizio. Fortunatamente i giovani incalzano, i padri padroni stanno diminuendo a favore  dei figli con una cultura moderna, magari di formazione anglo-americana e soprattutto con formazione universitaria, (quelle di marketing e comunicazione sono le più frequentate attualmente). La speranza è quella di far nascere la nuova cultura di marketing, ma sicuramente nascerà qualche iniziativa di marketing e comunicazione per far uscire dall’anonimato le pmi, e una nuova impronta alle aziende che si configurino meglio in questo scenario multivariegato ma sicuramente competitivo in italia e in europa.</p>
<p><strong>5) Ci parli della sua attività: Party Round e il club del marketing e della comunicazione</strong></p>
<p>Il club è nato da un’idea mia e di altri 300 manager 9anni fa. Abbiamo pensato che le cene e gli incontri che si facevano per scambiare opinioni e raccontare le ultime novità e tendenze, magari sviluppare nuove opportunità di lavoro (tutte azioni di self-marketing) non fossero molto proficue. Superata questa fase abbiamo pensato, dunque, di creare un club senza scopo lucro, apolitico asindacale, apartitico. La mission è quella di “connecting-manager”: sviluppare i rapporti interpersonali per dar vita a proficue collaborazioni professionali, azioni di comarketing, e a sviluppare soprattutto il new business. In questo modo il club è diventato un grandissimo network relazionale, il più grande in italia nel settore della mar-com, con più di 9000 manager iscritti, che si posiziona su tutto il territorio con 14 circoscrizioni regionali, per sviluppare tutte le iniziative sul proprio territorio a contatto con i soci locali. Io presiedo a livello nazionale, coordino le sezione, e sono impegnato a sviluppare anche gli altri obiettivi del club, cioè quello di “culturizzare” quei 5 milioni di manager (circa l’80%), quelli che non fanno marketing, all’ultizzo delle funzioni vitali del marketing e comunicazione. Realizziamo incontri con imprenditori, associazioni e manager che vengono ad apprendere l’abc di queste discipline. L’importante per far nascere l’idea e il desiderio/ necessità di utilizzo di questi mezzi. Crediamo molto nel contatto personale, ed è per questo che organizziamo spesso eventi in cui ci si incontra fisicamente.</p>
<p><a href="http://www.partyround.it/chisiamo.html">Presentazione Party Round</a></p>
<p><a href="http://www.clubdelmarketingedellacomunicazione.com/">Clubdelmarketingedellacomunicazione</a></p>
<p><a href="http://www.marketingjournal.it/">MarketingJournal</a></p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per marke<br />
tingarena</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/270/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/270/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/270/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=270&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Quando l&#8217;evento diventa virtuale: il caso ibm</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/21/quando-levento-diventa-virtuale-il-caso-ibm/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/21/quando-levento-diventa-virtuale-il-caso-ibm/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2007 08:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi corporate]]></category>
		<category><![CDATA[eventi virtuali]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[IBM]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente si dibatte molto sul futuro della comunicazione, tra scenari apocalittici che profilano la quasi assuefazione ai tradizionali media e la continua ricerca della creatività più estrema, le aziende e i professionisti cercano di carpire al meglio quei segnali deboli &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/21/quando-levento-diventa-virtuale-il-caso-ibm/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=261&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Ultimamente si dibatte molto sul futuro della comunicazione, tra scenari apocalittici che profilano la quasi assuefazione ai tradizionali media e la continua ricerca della creatività più estrema, le aziende e i professionisti cercano di carpire al meglio quei segnali deboli che potrebbero fare la differenza per le future strategie. Di sicuro ci sarà internet, sempre e comunque, e la strada verso la completa integrazione dei diversi mezzi passa anche attraverso la metabolizzazione del web come il “pane quotidiano”, quindi come mezzo utile e profittevole e non come un immenso oceano in cui perdersi.<br />
Anche quando si parla di eventi, bisogna soffermarsi un attimo per capire la direzione che si vuole percorrere; di sicuro il trend è di assoluta crescita di questo strumento, sempre più pensato come versatile e poliedrico, adatto a traghettare la comunicazione verso il definitivo superamento della distinzione tra above e below the line. Ma anche in questo caso il futuro appare sempre più legato all’innovazione e alle nuove tecnologie.<br />
A questo proposito vorrei citare il caso IBM: l’azienda sembra aver deciso di navigare a vele spiegate verso l’utilizzo delle nuove tecnologie e dell’innovazione, e tali scelte si sono ovviamente percepite anche sull’utilizzo dei media per comunicarle.<br />
Sam Palmisano, CEO di IBM, durante la presentazione del progetto “<a href="http://www.globalinnovationjam.com/get_started2006/">innovation jam</a>” (un enorme incubatore di innovazione sotto forma di brainstorming online), era visibile in Cina (sede fisica dell’evento) e contemporaneamente su un’isola di Second Life (sede virtuale). L’isola virtuale è stata pensata e progettata proprio per ospitare i corporate meetings con i propri dipendenti, e sembra destinata a rimanere la sede privilegiata per conferenze e incontri di lavoro. Il branstorming online ha coinvolto, nel giro di 72 ore, più di 150000 avatar!<br />
Anche in occasione del più recente “consumer electronic show” di Las Vegas, IBM ha voluto presentare alcune novità attraverso il canale virtuale: il risultato è stato di 22mila avatar-visitatori, spinti anche dal passaparola generato per l’occasione! Nel <a href="http://greateribm.typepad.com/web_log/2006/12/photos_from_the.html">blog</a> IBM dedicato allo sviluppo del proprio network, è possibile anche dare un’occhiata alle foto del “Christmas Party” organizzato ovviamente in secondlife…<br />
D’altra parte l’azienda sembra avere le idee molto chiare: “E-business was a strategy for us, why not v-business?”<br />
È evidente, a questo punto, che iniziative del genere sono destinate a segnare il futuro della comunicazione. Ma la cosa più importante è, a mio avviso, il tentativo (riuscito) di mettere a fuoco alcuni aspetti di fondamentale importanza:</p>
<p>- l’interazione. Infatti lo scambio di idee e la loro condivisione sono sempre più importanti nella nostra economia</p>
<p>- l’integrazione dei mezzi di comunicazione. Internet come abbiamo visto permette grandi cose. La capacità delle aziende di integrarlo con i tradizionali mezzi permette di raggiungere meglio il target.</p>
<p>- le nuove tecnologie e l’innovazione. Nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile senza il costante impegno nello sviluppare nuove idee e sfruttare le nuove tecnologie.</p>
<p>- il bisogno di appartenenza. Che si parli di dipendenti IBM o di comunità di appassionati consumatori non fa molta differenza. Di certo il senso di appartenenza generato da un evento di quella portata ha sicuramente aiutato in fatto di comunicazione interna, ma in ogni caso il futuro degli eventi sembra sempre più orientato al coinvolgimento delle comunità, i veri centri di valore per il marketing.</p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli </a>per marketingarena</p>
<p>FONTI: <a href="http://www.usatoday.com/tech/products/2007-01-09-ibm-second-life_x.htm">http://www.usatoday.com/tech/products/2007-01-09-ibm-second-life_x.htm</a><br />
<a href="http://www.whatsnextblog.com/archives/2006/11/ibm_will_spend_100_million_on_virtual_reality.asp">http://www.whatsnextblog.com/archives/2006/11/ibm_will_spend_100_million_on_virtual_reality.asp</a></p>
<p><a href="http://www.punto-informatico.it/">www.punto-informatico.it</a></p>
<p><a href="http://greateribm.typepad.com/web_log/2006/09/ibms_3d_jam.html">http://greateribm.typepad.com/web_log/2006/09/ibms_3d_jam.html</a></p>
<p><a href="http://freshtakes.typepad.com/sl_communicators/2006/09/ibms_second_lif.html">http://freshtakes.typepad.com/sl_communicators/2006/09/ibms_second_lif.html</a></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/261/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/261/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/261/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/261/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/261/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=261&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Human Brands</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/13/human-brands/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2007 08:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[human brands]]></category>
		<category><![CDATA[self-marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[“Your client, whether they are an athlete or an actor or an actress, has intangible assets: a name, a reputation, a credibility and an image. All of those attributes may be combined into something that could be made into a &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/13/human-brands/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=251&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> “Your client, whether they are an athlete or an actor or an<br />
actress, has intangible assets: a name, a reputation, a credibility<br />
and an image. All of those attributes may be combined<br />
into something that could be made into a brand.”<br />
—Brian Dubin (citato in Towle 2003)</em></p>
<p><em></em></p>
<p>Nel marketing, il termine brand è tipicamente attribuito a imprese, prodotti o servizi, e in generale, i marketer concepiscono la marca in termini di qualità, immagine, ecc. Le celebrità possono allo stesso modo essere considerate brand perché possono essere “usate” professionalmente e perché ad esse è possibile associare alcune caratteristiche di una marca. Prove di quanto detto sopra sono riscontrabili ad esempio nel <a href="http://ilmarkettaro.blogspot.com/2006/11/il-retto-perbenista-o-il-buono.html#links">contesto politico </a>, nel quale il messaggio del candidato, le apparizioni pubbliche ecc sono controllate nei minimi particolari al fine di aumentare la “quota di mercato” alle elezioni. Citando un altro esempio, nella National Basketball association (NBA), recentemente è stato stabilito uno stile di abbigliamento <a href="http://sports.espn.go.com/nba/news/story?id=2195141">“off-the-court”</a> per i giocatori nello sforzo di aumentare l’appeal della lega agendo sull’immagine dei singoli “human brand”. In ogni caso molti giocatori avevano già pensato come sfruttare la propria immagine personale a scopo di lucro.</p>
<p>Molti studi si sono focalizzati sul concetto di idolatria, e di adorazione delle celebrità. In questo caso, invece, prendendo spunto da un articolo apparso su “the journal of marketing” del Luglio 2006, vorrei focalizzarmi su quello che si può definire “attachment”, cioè l’intensità del legame emotivo che una persona può avere con un “human brand”.<br />
In particolare, la ricerca condotta ci porta a riflettere sulle cause dell’aumento di questo sentimento verso le celebrità: sono state individuati tre bisogni alla base di tutto ciò:</p>
<p>-<strong>autonomia</strong>: si riferisce al bisogno di una persona di raggiungere la consapevolezza che le proprie attività non sono influenzate dagli altri, ma sono interamente concepite e portate a termine da essi stessi.</p>
<p>-<strong>relazione</strong>: si riferisce al bisogno di una persona di sentirsi vicino agli altri. Il desiderio di appartenere ad una sfera sociale per evitare di sentirsi isolati.</p>
<p>-<strong>competenza</strong>: qui si fa riferimento alla tendenza innata delle persone di cercare la propria realizzazione, la sfida nelle attività quotidiane</p>
<p>Lo studio parte dal presupposto che la soddisfazione di questi bisogni si traduca in una maggiore propensione dell’attaccamento emotivo alle relazioni, e di conseguenza alle human brand.<br />
Quindi, se i consumatori possono essere spinti a sentirsi maggiormente autonomi e “socialmente utili”, le aziende possono sfruttare i benefici del rafforzamento delle relazioni tra i consumatori e i loro brand. Inoltre l’attaccamento sembra essere associato con elevati livelli di customer satisfaction, fiducia e brand loyalty; di conseguenza i manager dovrebbero mirare a stabilire regolari interazioni tra la “human brand” e il consumatore nel tentativo di renderla il più autentica possibile.</p>
<p>A questo punto, però, c’è spazio per una riflessione: al di là dell’analisi sui bisogni dei consumatori, bisognerebbe focalizzarsi sulla <a href="http://ilmarkettaro.blogspot.com/2006/11/giocatorecampionestar.html#links">capacità delle aziende di “brandizzare” le celebrità .</a> La coerenza d’immagine in questo caso è fondamentale, i valori trasmessi da il brand e dalla celebrità infatti non possono risultare in contrasto tra loro. Purtroppo non sempre è così. Inoltre, il bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti spesso fa si che si veda la stessa celebrità associata a brand diversi, con conseguente perdita – a mio avviso – di efficacia del messaggio e di credibilità del campione.</p>
<p>Stiamo forse esagerando con l’enfasi sul concetto di attaccamento emotivo?  Quanto influiscono le celebrità sull’enfasi dei bisogni di autonomia e realizzazione dei consumatori? In altri termini, <strong>è possibile personalizzare al 100% un brand o c’è sempre il rischio di associarla alle “human brand” esistenti?</strong></p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per marketingarena</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/251/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/251/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/251/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/251/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/251/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/251/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/251/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/251/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/251/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/251/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=251&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Private Labels: un caso di eccellenza (parte 2)</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/06/private-labels-un-caso-di-eccellenza-parte-2/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/06/private-labels-un-caso-di-eccellenza-parte-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2007 08:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[coop]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[private label]]></category>

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		<description><![CDATA[Propongo ora l’analisi di un caso di eccellenza italiano, citato anche da questa autorevole fonte. Coop Italia, infatti, ha focalizzato la propria offerta sulla marca commerciale, come strategia di sviluppo della propria identità, ma anche per condurre operazioni “socialmente utili” &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/06/private-labels-un-caso-di-eccellenza-parte-2/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=243&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Propongo ora l’analisi di un caso di eccellenza italiano, citato anche <a href="http://www.privatelabelmag.com/pdf/pl_novdec2006/PLPlaysKeyRoleinCoopItalia.cfm">da questa autorevole fonte</a>.</div>
<div></div>
<div>Coop Italia, infatti, ha focalizzato la propria offerta sulla marca commerciale, come strategia di sviluppo della propria identità, ma anche per condurre operazioni “socialmente utili” con impatto etico, ecologico e economico sul gruppo. Secondo AC Nielsen, i prodotti a marchio Coop valgono circa il 30% del totale delle marche commerciali in Italia, e possiedono il 19% della quota dei consumer goods in scatola. Questa strategia di marca commerciale si è tradotta nel tempo in un preciso posizionamento, con un unico stile grafico e una ben visibile politica in termini di controllo di qualità, valore e comunicazione.</div>
<div></div>
<div>Secondo Coop Italia (<a href="http://www.coop.it/">www.coop.it</a>), i prodotti a marchio Coop devono rispettare alcuni criteri valutativi:<br />
·    Buono<br />
·    Sicuro<br />
·    Etico<br />
·    Ecologico<br />
·    Economico</div>
<div>Inoltre, Coop ha definito 8 tipi di prodotti:<br />
1.      bio-logici<br />
2.      eco-logici<br />
3.      solidali<br />
4.      fior fiore<br />
5.      crescendo<br />
6.      soluzioni<br />
7.      essere<br />
8.      senza glutine<br />
Questa offerta ben definita si è tradotta anche nella strategia di comunicazione, lanciata nel 2006, in cui si sono enfatizzate prevalentemente la CSR (corporate social responsibility) e la positiva relazione qualità/prezzo dei prodotti.<br />
Del resto i numeri parlano chiaro: nel 2004 un giro d’affari di 11,3 miliardi e una quota totale di mercato pari al 17,7% con una rete di 1276 punti vendita presenti in 17 regioni italiane.<br />
<a href="http://www.privatelabelmag.com/">http://www.privatelabelmag.com/</a></div>
<div><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per marketingarena</div>
<p>,</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/243/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/243/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/243/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=243&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Private labels: a che punto siamo? (parte 1)</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/05/private-labels-a-che-punto-siamo-parte-1/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/05/private-labels-a-che-punto-siamo-parte-1/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2007 07:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[Private Labels]]></category>

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		<description><![CDATA[La marca del distributore sta crescendo e conquista sempre più la fedeltà del consumatore europeo. Come si evince dalla ricerca annuale di Planet Retail, la marca commerciale si sta affermando soprattutto in paesi come Svizzera e Regno Unito, Germania e &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2007/01/05/private-labels-a-che-punto-siamo-parte-1/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=242&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La marca del distributore sta crescendo e conquista sempre più la fedeltà del consumatore europeo.<br />
Come si evince dalla ricerca annuale di Planet Retail, la marca commerciale si sta affermando soprattutto in paesi come Svizzera e Regno Unito, Germania e Francia. In futuro si prevede un ulteriore consolidamento delle private labels, soprattutto tra i giovani consumatori (fino a 25 anni). Le ragioni principali, secondo <a href="http://www.plmainternational.com/it/private_label_it.htm">http://www.plmainternational.com/it/private_label_it.htm</a> sono:<br />
La qualità dei prodotti ora assume virtualmente la stessa importanza del prezzo come fattore decisivo nella scelta dei prodotti con il marchio del distributore.<br />
Quattro acquirenti su dieci in Europa vorrebbero che il supermercato di fiducia offrisse una scelta più ampia di prodotti con il marchio del distributore.<br />
Circa un quarto di tutti i panieri di mercato è composto da prodotti con il marchio del distributore.<br />
Rispetto ad un anno fa, un numero maggiore di consumatori ha affermato di essere ora “meno propenso” ad acquistare marche industriali rispetto al numero di consumatori che ha affermato di essere “più propenso” ad acquistarle.</p>
<p>Sempre secondo la ricerca di Planet Retail, le strategie adottate dai retailer sono:</p>
<p>·    Estensione di linea<br />
·    Rivitalizzazione delle linee esistenti<br />
·    Lancio di nuove linee di prodotti (premium, prodotti speciali)<br />
·    Riduzione dello spazio espositivo per i prodotti industriali</p>
<p>Per quanto riguarda i discount invece:</p>
<p>·    Push dello share delle private labels attraverso l’introduzione di maggiori referenze industriali</p>
<p>Ma perché le marche commerciali stanno crescendo?</p>
<p>“as always, it’s all about power and profit”…dicono quelli di Planet Retail. Ma scendiamo nel dettaglio: si parla di uno sbilanciamento delle relazioni di potere come spinta principale per lo sviluppo crescente della marca commerciale, dovuto essenzialmente a:</p>
<p>maggiore informazione e abitudine del consumatore alla marca commerciale<br />
mercato retail sempre più concentrato e con fortissima competizione</p>
<p>Il tutto si traduce nel noto fenomeno del retail branding, con conseguenze più o meno favorevoli per i produttori industriali…</p>
<p>Quale futuro per la marca commerciale?</p>
<p>1.      crescita accelerata in nuove categorie: in un discount austriaco è presente una linea di cosmetici con marca commerciale.<br />
2.      “confusione negli scaffali”: la marca commerciale sarà sempre più a contatto con le altre marche tanto che sarà in alcuni casi difficile riconoscerla.<br />
3.      cooperazione tra retailer e produttori e pubblicità comparativa sul prezzo</p>
<p>Ma chi è il consumatore di marca commerciale?</p>
<p>Gianpiero Lugli (uno dei massimi esperti in Italia sulla distribuzione, nonché professore all’università di Parma), pone dei quesiti molto interessanti a riguardo:</p>
<p>·    il consumatore di marca commerciale è un consumatore povero che sacrifica la qualità per la convenienza?<br />
o       Non necessariamente: può acquistare in diversi pdv contemporaneamente<br />
·    Il consumatore di marca commerciale acquista anche in promozione la marca industriale?<br />
·    Quali sono le possibili segmentazioni dei consumatori di marca commerciale?<br />
·    Come si sviluppa la nuova fedeltà?<br />
·    Come è possibile innovare il prodotto di marca commerciale, oltre alla enfatizzazione della convenienza di prezzo?<br />
o       Prodotti ad alto contenuto di servizio?<br />
o       Prodotti funzionali, senza grassi ecc?</p>
<p>Ad esempio, negli USA, Delhaize sta sperimentando etichette a scaffale con delle stelle riguardanti il valore nutrizionale. Cora, in Francia, sta testando delle etichette di prodotto con indicatori microbiologici sensibili alla scadenza nei prodotti freschi.</p>
<p>A conferma di quanto detto finora, anche in un paese neo europeo come la Romania, la marca commerciale si è dimostrata uno dei driver della crescita dell’industria alimentare.<br />
Secondo la Private Label Manufacturers Association (PLMA), “Consumers in Romania don&#8217;t have extra money to waste on high priced products. Private label goods offer the consumers the possibility to buy products with good quality at the best price and that will give a positive effect on the market growing”.<br />
In particolare, la crescita è stata del 56% rispetto al 2005, e i maggiori risultati sono stati ottenuti con formaggi e altri cibi freschi, ma anche con bevande alcoliche come la birra e la vodka.<br />
Questa crescita riflette sicuramente l’apertura dei mercati dell’Est-Europa, dove le recenti riforme hanno sicuramente aiutato i consumatori ad avere maggiore e migliore scelta tra i beni di consumo.</p>
<p><a href="http://www.plmainternational.com/it/private_label_it.htm">Filippo Minelli</a> per marketingarena</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/242/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/242/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/242/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=242&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>AH… è Natale…e il markettaro gode!!!</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/12/22/ah%e2%80%a6-e-natale%e2%80%a6e-il-markettaro-gode/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Dec 2006 23:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

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		<description><![CDATA[È natale, finalmente, e il markettaro può esprimere nuovamente la sua creatività sbandierando a destra e a manca promozioni, pubblicità speciali, e altre splendide iniziative dedicate… Direttamente dagli Stati Uniti, si apprende che Wal-Mart ha deciso di “riprendere il Natale” &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/12/22/ah%e2%80%a6-e-natale%e2%80%a6e-il-markettaro-gode/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=232&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È natale, finalmente, e il markettaro può esprimere nuovamente la sua creatività sbandierando a destra e a manca promozioni, pubblicità speciali, e altre splendide iniziative dedicate…</p>
<p>Direttamente dagli Stati Uniti, si apprende che Wal-Mart ha deciso di “riprendere il Natale” nel suo marketing. Adesso infatti, come si legge in <a href="http://www.msnbc.msn.com/id/15639425/">questo articolo</a>, ,  ci saranno articoli speciali – “seasonal merchandise” – marchiati “Christmas” anziché “holiday”, per onorare a pieno la festa tanto attesa…anche per la pressione dei gruppi religiosi che la volevano maggiormente enfatizzata!</p>
<p>E proprio la chiesa americana ha proposto un sondaggio a proposito del marketing di Natale:<br />
<a href="http://www.churchmarketingsucks.com/archives/2006/12/christmas_marke_1.html">Qui</a> si parla di product placement di Natale: in particolare, grazie al decreto Urbani del 2004, che permette il riferimento esplicito di qualsiasi forma di promozione all’interno dei film (senza più essere considerata “pubblicità occulta”), potremo assistere  al cinema a una vera e propria promozione…Si parte con “Commediasexi”, il cui regista Alessandro D’Alatri dichiara: “Finalmente una legge che mi consente di utilizzare i marchi!”. Il produttore Tozzi ha anche ammesso che questo tipo di promozioni servono a finanziare il film, e difende il product placement cinematografico dicendo che:</p>
<p><em>“&#8221;Si tratta di un inserimento non forzato, che non stona con le immagini del film. Al contrario, il product placement ha consentito di aumentare ancor di più il livello del film dal punto di vista visivo”</em><br />
<em></em><br />
si apprende che in totale saranno 9 i prodotti in vista!. Una dozzina, invece, quelli presenti nell’ultimo film di Boldi, “Olè”! Il reparto marketing di Medusa Film ha collaborato anche nella fase di lancio del film – dicono – e in particolare grande attenzione è stata riservata all’ultima consolle della Sony…</p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per MarketingArena</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/232/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/232/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/232/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/232/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/232/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/232/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/232/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/232/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/232/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/232/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/232/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/232/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/232/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/232/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/232/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/232/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=232&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>TV &#8211; Lcd Quale scegli?</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/12/17/tv-lcd-quale-scegli/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2006/12/17/tv-lcd-quale-scegli/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2006 08:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[lcd]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità comparativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Avrete sicuramente notato che, ultimamente, in tv compaiono molto spesso spot pubblicitari di televisori lcd. In particolare, sono rimasto colpito da uno di questi – in termini di marketing – e vorrei parlarne con voi.Ho pensato quindi di fare una &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/12/17/tv-lcd-quale-scegli/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=227&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrete sicuramente notato che, ultimamente, in tv compaiono molto spesso spot pubblicitari di televisori lcd. In particolare, sono rimasto colpito da uno di questi – in termini di marketing – e vorrei parlarne con voi.<br />Ho pensato quindi di fare una mini-analisi di tre spot pubblicitari per capire quello che potrebbe risultare in termini di posizionamento.</p>
<p>Per definizione il posizionamento è “il processo che porta ad identificare lo spazio che un dato prodotto/marca occupa nella mente del consumatore, nei confronti degli spazi occupati dagli altri prodotti/marche percepiti da un definito gruppo di consumatori”(Collesei, 2000).</p>
<p>La strategia di posizionamento si perfeziona senza dubbio attraverso la strategia di comunicazione, il cui scopo è quello di comunicare ai potenziali consumatori gli elementi di differenziazione nei confronti della concorrenza, l’immagine del prodotto e la sua personalità.<br />Propongo dunque il confronto tra gli spot di:</p>
<p>SONY BRAVIA (il cui spot peraltro era stato già commentato con largo anticipo dalla messa in onda effettiva in <a href="http://ilmarkettaro.blogspot.com/2006/10/virale-arte-o-spot-tv.html">QUESTO POST</a> )<br />SHARP<br />SAMSUNG</p>
<p><span style="color:#ff0000;">SONY BRAVIA</span></p>
<p>Dal sito <a href="http://www.bravia-advert.com/">http://www.bravia-advert.com/</a> è possibile vedere lo spot e il “dietro le quinte”. Senza dubbio – e lo si capisce anche dal claim “Color like no other” – si è voluto puntare sull’enfatizzazione di alcune caratteristiche tecniche come la risoluzione e il colore. In particolare, come emerge anche dal sito, gli attributi fondamentali sono:</p>
<p>· Dettagli e profondità dell’immagine<br />· Colore e nitidezza<br />· L’HD (alta definizione), definita da Sony “L’esperienza Bravia”</p>
<p><span style="color:#ff0000;">SHARP AQUOS</span></p>
<p>Dal sito dedicato <a href="http://www.moretosee.com/">http://www.moretosee.com/</a> è possibile anche in questo caso capire la strategia di posizionamento. “Niente andrà perduto” , recita lo spot in cui gli spettatori di tutto il mondo riescono a vedere la pallina da golf che i giocatori non riescono a trovare!<br />Anche questo secondo esempio è piuttosto in linea con Sony, enfatizzando quindi:</p>
<p>· Immagine migliore<br />· Esperienza migliore (minore riflesso, fluidità dei movimenti, ecc)</p>
<p><span style="color:#ff0000;">SAMSUNG LCD R7</span></p>
<p>Come riportato anche sul sito <a href="http://www.pubblicitaitalia.it">www.pubblicitaitalia.it</a> , il titolo della campagna si chiama “changing rooms”. Nello spot si vede una coppia che sta installando il nuovo televisore lcd Samsung in soggiorno. Il design del televisore fa sembrare la stanza “non all’altezza” e di conseguenza spinge la coppia a rinnovare l’arredamento. Infine, il cambiamento di immagine spinge l’uomo a pensare di cambiare anche moglie!<br />Sembra dunque una strategia di posizionamento totalmente diversa dalle due precedenti. E questa, francamente, mi lascia un po’ perplesso:<br />il televisore nello spot rimane spento tutto il tempo, non c’è accenno alle qualità dell’immagine e alle caratteristiche tecniche. Tuttavia, <a href="http://www.samsung.com/it/products/tv/r7lcdtv/index.asp">http://www.samsung.com/it/products/tv/r7lcdtv/index.asp</a></p>
<p>Non riesco ad immaginarmi un potenziale cliente che compra un televisore lcd – quindi non penso costi pochissimo – basandosi in primis sul fatto che è un pezzo di design (se poi il design Koreano sia di ottimo livello è tutto da dimostrare!). Forse fare una campagna pubblicitaria differenziandosi completamente dagli altri può essere utile per non distinguersi, ma a mio avviso non si dovrebbero dare per scontate (perché in ogni caso credo che anche le tv lcd Samsung abbiano caratteristiche tecniche buone) le caratteristiche “primarie” del prodotto, in quanto si rischia forse di perdere in credibilità.<br /><strong>Voi che ne dite?<br /></strong><br />Se poi andiamo a vedere alcuni dati di vendita, in base agli ultimi dati resi noti da DisplaySearch, nel terzo trimestre dell&#8217;anno le vendite mondiali di tv lcd hanno registrato una cresciuta del 99% rispetto al pari periodo dell&#8217;anno precedente, con 10,8 milioni di pezzi usciti dalle fabbriche. Particolarmente significativo, secondo la società di ricerca, è il dato relativo al mercato europeo, nel quale per la prima volta le vendite di tv Lcd hanno superato quelle dei tradizionali apparati Crt. Tutto questo, sembra quasi superfluo dirlo, grazie al significativo taglio dei prezzi registrato su tutti i mercati, che però si traduce in un comportamento d&#8217;acquisto interessante. I consumatori, sostiene DisplaySearch, in media non spendono meno. Acquistano, allo stesso, prezzo, televisori con schermi: e questo riesce a mantenere interessante il ritmo di crescita del comparto.<br /><a href="http://www.01net.it/01NET/HP/0,1254,0_ART_74629,00.html">http://www.01net.it/01NET/HP/0,1254,0_ART_74629,00.html</a></p>
<p>In particolare, se per molto tempo Sony è stata considerata la più grande produttrice di apparecchi televisivi al mondo; ad ogni modo, la casa giapponese dovrà, stando ad una ricerca di mercato effettuata da DisplaySearch sul territorio americano, cedere la corona ad un produttore coreano.È infatti proprio la sudcoreana Samsung che sta al momento vendendo il numero maggiore di televisori e ne sta ricavando inoltre il maggior profitto, rispetto a tutti i restanti produttori mondiali.Nel terzo quarto del 2006, la quota di mercato di Samsung ha raggiunto l&#8217;11.2 %; LG si è attestato sul 9.9 %; Thomson 9.8 %; Philips 6.3% e Sony detiene il quinto posto con un market share del 5.7 %: la posizione di Samsung si è andata formando soprattutto grazie agli sviluppi del mercato di LCD e plasma HD.</p>
<p>(<a href="http://www.afdigitale.it/Vnews.aspx?id=12668&amp;cat=Gaming">http://www.afdigitale.it/Vnews.aspx?id=12668&amp;cat=Gaming</a>)</p>
<p><a href="http://www.displaysearch.com/free/paneltrack/">http://www.displaysearch.com/free/paneltrack/</a></p>
<p>info generali su: <a href="http://www.tecnocino.it/s/tv/tv-lcd/">http://www.tecnocino.it/s/tv/tv-lcd/</a></p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per marketingarena</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/227/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/227/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/227/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/227/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/227/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=227&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>USA Vs UK: chi vince?</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/12/06/usa-vs-uk-chi-vince/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Dec 2006 23:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web marketing e 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[internet marketing]]></category>
		<category><![CDATA[si e no del web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo scritto più volte, in questo sito, dell’importanza del canale internet per le aziende Italiane. Soprattutto per le PMI, per colmare quel gap di partenza che le vede spesso svantaggiate rispetto alle grandi aziende. Abbiamo parlato moltissimo anche delle diverse &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/12/06/usa-vs-uk-chi-vince/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=215&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://graphics10.nytimes.com/images/2006/12/04/business/20061204_ADCO_190x289.gif"><img style="display:block;width:400px;cursor:hand;text-align:center;margin:0 auto 10px;" alt="" src="http://graphics10.nytimes.com/images/2006/12/04/business/20061204_ADCO_190x289.gif" border="0" /></a> Abbiamo scritto più volte, in questo sito, dell’importanza del canale internet per le aziende Italiane. Soprattutto per le PMI, per colmare quel gap di partenza che le vede spesso svantaggiate rispetto alle grandi aziende. Abbiamo parlato moltissimo anche delle diverse realtà locali Italiane, e al modo per farle emergere al grande pubblico pur mantenendo la propria identità.</p>
<p>Vorrei proporre, ora, una panoramica su due Paesi sicuramente all’avanguardia nel marketing e nella comunicazione, ma con situazioni molto diverse al loro interno:</p>
<p>L’ advertising online sta guadagnando posizioni in Gran Bretagna, crescendo annualmente del 40%, e si prevede sia pari, quest’anno, a circa il 14% delle spese totali in comunicazione. Questo è il livello più alto al mondo, più del doppio della percentuale negli Stati Uniti.</p>
<p>Quali sono le differenze tra il mercato dell’advertising in USA e in UK? In Gran Bretagna, la maggior parte dell’advertising è nazionale, mentre in America gran parte della spesa è riservata ai mercati regionali e locali.  Terry S. Semel – CEO di Yahoo – ha detto recentemente che “The U.S. is so behind”, riferendosi al mercato dell’advertising.</p>
<p>Più della controparte Americana, in Gran Bretagna i “markettari” sembrano aver capito gli effettivi vantaggi del web-advertising:</p>
<p>-        Facile monitoraggio dei risultati<br />-        Efficacia<br />-         Relativa economicità</p>
<p>In Gran Bretagna, dunque, la spesa in comunicazione tradizionale sta diminuendo. In ogni caso, i media Inglesi sono quasi tutti nazionali, contrariamente a quelli Statunitensi, in cui i mercati locali e regionali sono i “big players”. Questi mercati locali hanno purtroppo rallentato il trasferimento della comunicazione nella rete. Dal 2002 al 2005 c’è stata la svolta nella spesa in comunicazione in UK: nel 2005 infatti, la spesa in advertising online è stata circa l’8% contro il 4,6% negli USA.</p>
<p>Incredibilmente, anche gli accessi alla banda larga sono maggiori in Gran Bretagna: 47,4%contro 43,9%.</p>
<p>Alcuni analisti pensano che i pubblicitari Inglesi siano in grado di proporre nuove idee di marketing più velocemente degli Americani. Probabilmente questi ultimi sono maggiormente legati ai media tradizionali, in particolare la televisione. I top 50 advertiser in USA, infatti, spendono appena il 3,8% del totale in comunicazione online (escluso il SEM di Google).</p>
<p>Alcuni studi in merito dicono che questo fenomeno sia legato principalmente al fatto che i pubblicitari Americani pensano di non avere il controllo sulla diffusione della pubblicità online. In America , infatti, molto spesso le pubblicità online sono vendute attraverso network online che piazzano le pubblicità nei siti membri. In UK, invece, i pubblicitari possono lavorare direttamente con i responsabili dei vari siti, che in questo caso garantiscono la collocazione delle comunicazioni.</p>
<p>In particolare, gli Inglesi sono stati subito “contagiati” dall’espandersi del Search engine marketing, tanto che è comparsa la definizione “searchaholics”. Gli analisti prevedono che non ci vorrà molto perchè l’online advertising raggiunga i livelli del medium televisivo.</p>
<p>Volendo fornire ulteriori spunti per futuri approfondimenti, sarebbe interessante capire come si stanno evolvendo le strategie di comunicazione dei Paesi “emergenti” (ormai ex) come la Cina e l’India, che a livello di produzione ci danno del filo da torcere…</p>
<p>Articolo completo in:</p>
<p><a href="http://www.nytimes.com/2006/12/04/technology/04adcol.html?ref=media">http://www.nytimes.com/2006/12/04/technology/04adcol.html?ref=media</a></p>
<p>FONTE: THE NEW YORK TIMES 4/12/06</p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per marketingarena</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/215/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/215/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/215/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=215&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Non mangiare fritto! Bevi Pepsi..</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/28/non-mangiare-fritto-bevi-pepsi/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/28/non-mangiare-fritto-bevi-pepsi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2006 22:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pepsi sta spendendo milioni di dollari in un programma di test a Chicago per incoraggiare la popolazione Afro-Americana e Latina ad adottare abitudini alimentari più sane, senza avere ripercussioni sulle vendite. Ad esempio, come riporta un articolo del WSJ (Wall &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/28/non-mangiare-fritto-bevi-pepsi/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=206&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pepsi sta spendendo milioni di dollari in un programma di test a Chicago per incoraggiare la popolazione Afro-Americana e Latina ad adottare abitudini alimentari più sane, senza avere ripercussioni sulle vendite. Ad esempio, come riporta un articolo del WSJ (Wall Street Journal – accessibile in parte senza la registrazione a pagamento), Pepsi sta incoraggiando i negozianti a commercializzare prodotti cotti al forno piuttosto che snack pieni di calorie come Nachos e altri stuzzichini del genere. Secondo le parole del presidente di pepsiCo, &#8220;We want to use Chicago as a lab to understand where should we play, as it relates to health and wellness. What can we do? What do we have a responsibility to do?&#8221;<br />
Premesso che Pepsi, con un reddito netto di circa 4,1 miliardi di dollari e uno dei maggiori venditori di bevande tipo “cola” e snack (molto) calorici e che circa il 32% degli adulti americani è obeso (secondo il federal center for disease control and prevention) – di cui 45% neri e 37% ispanici – e più del 40% dei bambini è sovrappeso, le questioni da affrontare sono le seguenti:</p>
<p><strong>Per prima cosa</strong>, l’azienda dovrà riuscire a convincere i rivenditori a cambiare i propri rifornimenti di snack: i consumatori, infatti, sono molto più attirati dai prodotti tipo chips ecc, che costano meno – i cosiddetti “quarters” (perché costano 0,25 $). Fino ad oggi, l’azienda, indirizzando le proprie campagne sul target “upper-income” e alle madri, ha avuto qualche risultato. Ma gli esperti dicono che questo tipo di comunicazione non funziona per le minoranze, perché non si identificano con i modelli della loro società. [<a href="http://ilmarkettaro.blogspot.com/2006/11/multiethnic-e-multicultural-marketing.html#links">per questo vi rimando al mio post che parlava di marketing alle minoranze</a> ]</p>
<p><strong>Secondo</strong>: siamo sicuri che per l’azienda non sia controproducente fare delle campagne di sensibilizzazione alla dieta alimentare? Non posso pensare che non ci sia una strategia di marketing dietro tutto ciò. Dico altresì che nonostante Pepsi venda anche prodotti a basso contenuto calorico, il core business è rappresentato da bevande e snack che non lo sono, il che non è coerente con l’iniziativa, a livello di immagine. La questione è molto dibattuta negli USA: ad esempio Matt Longjohn, executive director al Consortium to Lower Obesity in Chicago Children afferma che Pepsi si sta muovendo nella giusta direzione:&#8221;Is Pepsi contradicting itself on some level? Absolutely,&#8221; dice. &#8220;But that doesn&#8217;t mean what they are doing is completely malicious.&#8221; La fondazione Pepsi ha donato circa 1,7 milioni di dollari al consorzio per un programma di prevenzione all’obesità.</p>
<p><strong>Terzo</strong>: le questioni di cui sopra portano inevitabilmente a parlare delle azioni di Corporate Social responsibility. A questo proposito bisognerebbe dedicare molto più di poche righe, ma in ogni caso sarebbe giusto interrogarci su quanto effettivamente le aziende abbiano a cuore ciò per cui investono dei soldi e quanto sia altresì strumento di brand recall.</p>
<p><em>In conclusione, senza giudicare in alcun modo l’azienda e le sue politiche, credo sia opportuno riflettere su queste questioni, e invito pertanto i lettori ad esprimere le proprie opinioni..</em></p>
<p>Fonti:<br />
<a href="http://www.targetmarketnews.com/storyid10060602.htm">http://www.targetmarketnews.com/storyid10060602.htm</a></p>
<p><a href="http://publications.mediapost.com/index.cfm?fuseaction=Articles.showEdition&amp;art_send_date=2006-10-5&amp;art_type=43">http://publications.mediapost.com/index.cfm?fuseaction=Articles.showEdition&amp;art_send_date=2006-10-5&amp;art_type=43</a></p>
<p><a href="http://www.smartspot.com/">http://www.smartspot.com/</a><br />
<a href="http://www.pepsico.com/">http://www.pepsico.com/</a></p>
<p>Filippo Minelli per marketingarena</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/206/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/206/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/206/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=206&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Si scrive pasta.. si legge Barilla!</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/22/si-scrive-pasta-si-legge-barilla/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/22/si-scrive-pasta-si-legge-barilla/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2006 23:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[barilla]]></category>
		<category><![CDATA[Brand equity]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell’ultimo mio post avevo parlato di unique selling proposition. Voglio proporre un altro caso di eccellenza, perché credo che l’argomento meriti ulteriori riflessioni. Quando un’azienda è presente da molti anni nel mercato, deve fronteggiare, con il passare del tempo, delle &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/22/si-scrive-pasta-si-legge-barilla/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=198&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilmarkettaro.blogspot.com/2006/11/unique-selling-proposition.html#links">Nell’ultimo mio post</a> avevo parlato di unique selling proposition. Voglio proporre un altro caso di eccellenza, perché credo che l’argomento meriti ulteriori riflessioni.</p>
<p>Quando un’azienda è presente da molti anni nel mercato, deve fronteggiare, con il passare del tempo, delle sfide che mettono a dura prova anche la più accurata pianificazione. Ci sono, di contro, dei punti fermi imprescindibili che vanno rispettati per mantenere quella coerenza di cui si sente tanto parlare, ma che a mio avviso nel lungo periodo sono le fondamenta di quei vantaggi competitivi che portano al successo.<br />
In particolare, la coerenza deve essere trasmessa dai livelli corporate a quelli più operativi, tramandando quegli asset – spesso intangibili – all’interno della rete di relazioni interne ed esterne che l’azienda ha configurato nel tempo.</p>
<p>Tutto ciò si traduce, nella migliore delle ipotesi, in una strategia in continua evoluzione – per quanto riguarda i nuovi prodotti e le nuove tecnologie – ma che rispecchia a pieno i valori aziendali, in tutte le sue forme di espressione.</p>
<p>Non voglio fare un elogio alle “vecchie aziende”, e nemmeno screditare quelle “figlie dei nuovi mezzi di comunicazione e delle nuove tecnologie”; diversamente penso che la brand identity e la forza che essa trasmette siano frutto di un processo che richiede tempo, coerenza e qualità nell’espressione dei propri valori.</p>
<p>A questo proposito vi propongo il caso Barilla: <a href="http://www.barillagroup.it/ilgruppobarilla/lacomunicazione/index.htm"><br />
</a><br />
nel sito <a href="http://www.barillagroup.it/ilgruppobarilla/lacomunicazione/index.htm">http://www.barillagroup.it/ilgruppobarilla/lacomunicazione/index.htm</a> si può rivisitare la storia della comunicazione aziendale. Ecco come definiscono in azienda la propria comunicazione: “Da Mina a Fellini, fino a Baricco e Wenders, la storia della comunicazione di Barilla è costellata di straordinarie intuizioni, di investimenti culturali, di pubblicità che diventa opera d&#8217;arte.Fin dal 1910 l&#8217;azienda si era dotata di un marchio e di un messaggio pubblicitario che si richiamavano alla tradizione artigianale della pasta all&#8217;uovo. Negli anni &#8217;50 Barilla segue già quella che oggi si chiamerebbe una strategia integrata d&#8217;immagine. Il pubblicitario Ernesto Carboni rinnova l&#8217;intera immagine aziendale, studiando il nuovo marchio, le confezioni, le campagne stampa, gli stand fieristici e lo styling dei mezzi di trasporto. L&#8217;approccio alla comunicazione di Barilla reca la forte impronta di Pietro Barilla, che aveva intuito le potenzialità degli strumenti della nascente comunicazione di massa, unendovi la sua passione per l&#8217;arte. Pietro Barilla ha spesso scelto personalmente i testimonial, seguito le campagne pubblicitarie, addirittura suggerendo nuove strade agli artisti che lavoravano con lui.”</p>
<p>Il sito poi propone l’intera storia della comunicazione, dalle proprie origini fino ai giorni nostri, declinata anche per tipologia di marchio e merita di sicuro una visita…</p>
<p>La difficoltà, a mio parere, è quella di pianificare una comunicazione che si affacci al mercato di massa (come riportato sopra), ponendosi quindi in un ottica globale, senza risultare “ostile” alla varietà della domanda. Ma la domanda quasi “Marzulliana” che mi viene in mente è: Si nasce globali o si diventa?</p>
<p>Nel caso di Barilla, come riportato anche nel sito aziendale, la “sfida sui mercati esteri” inizia nella prima metà degli anni ‘90.<br />
”Per il mercato francese Barilla convince per la prima volta nella sua carriera Gérard Depardieu a prestarsi al mondo della pubblicità. Insieme a Mariagrazia Cucinotta nel 1992 è nello spot &#8220;Terrazza romana&#8221;, girato da Ridley Scott, e nel 1993 in &#8220;Piazza Navona&#8221;, diretto da David Lynch.In Germania è la tennista Steffi Graf la testimonial: due serie di raffinati comunicati televisivi, annunci stampa, cartoline e ricettari portano alla popolarità la pasta italiana. Placido Domingo si sostituisce allo chef di un vagone ristorante, nello spot dell&#8217;anno per il 1993 sul mercato spagnolo. Stefan Edberg mostra il suo lato umoristico e disteso, negli annunci stampa realizzati per la Svezia.”</p>
<p>Alla luce di quanto detto finora, concludo dicendo che un brand forte è mezzo e fine di un vantaggio competitivo tangibile per l’impresa, permette di allargare gli orizzonti e di assecondare quella vocazione internazionale che aziende come Barilla dimostrano di possedere nei valori e nelle relazioni. Tanto che, quello che oggi in Italia si chiama pasta, all’estero si chiama Barilla…</p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per marketingarena</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/198/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/198/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/198/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=198&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Unique selling proposition</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/14/unique-selling-proposition/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/14/unique-selling-proposition/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2006 22:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[unique selling proposition]]></category>

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		<description><![CDATA[“The Unique Selling Proposition is a marketing concept that was first proposed as a theory to explain a pattern among successful advertising campaigns of the early 1940s. It states that such campaigns made unique propositions to the customer and that &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/14/unique-selling-proposition/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=191&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“The <a href="http://wlow.net/wlink.php?qq=unique+selling+proposition&amp;index=3" target="_blank">Unique Selling Proposition</a> is a <a title="Marketing" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Marketing">marketing</a> concept that was first proposed as a theory to  explain a pattern among successful advertising campaigns of the early 1940s. It states that such campaigns made unique propositions to the customer and that this convinced them to switch brand. Today, a number of businesses and corporations currently use USPs as a basis for their marketing campaigns.” [<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Unique_selling_point]&#8220;>Wikipedia</a>]</p>
<p>Questo concetto esprime la necessità di focalizzarsi su caratteristiche chiare e distintive al fine di proporre una strategia di comunicazione univoca, coerente nel tempo ed efficace ai diversi pubblici dell’azienda.<br />
Quindi: che cosa ci si propone di ottenere + come ci si aspetta di ottenere i risultati + a chi ci si sta rivolgendo.<br />
Anche a livello di copy strategy la promise, appunto, se unica, risulta un mezzo efficace, altrimenti si rischia di fare dei redazionali sul prodotto (Collesei, Ravà 2004). Stessa cosa per quanto riguarda la reason why, ovvero la precisazione del perché della promessa: se la promessa è unica anche la reason why lo sarà, con la conseguenza che con una promessa unica e reale, la reason why servirà a chiarire il suo valore.</p>
<p>Ma cosa succede quando un brand è presente sul mercato da molto tempo? Come si evolve la strategia di comunicazione alla luce dei mutamenti ambientali, di mercato e ai nuovi prodotti?<br />
A questo proposito vorrei portare un caso aziendale di successo: Riso Gallo. Come riportato anche in un articolo apparso sul sito <a href="http://www.comunitazione.it/">www.comunitazione.it</a> , cito direttamente le parole dell’azienda in questione:<br />
“La comunicazione ha sempre svolto un ruolo importantissimo per l’azienda perché consente di far sapere al mondo chi siamo, cosa facciamo, perché lo facciamo, con quali uomini, con quali mezzi, con quali materie prime. L’obiettivo che ci si pone è di far sapere che produciamo degli ottimi risi, invitando i consumatori a provarli. Chiaramente il modo di farlo è cambiato nel tempo, di pari passo con l’evoluzione degli usi, dei costumi, della società e dei mezzi di comunicazione. E’ per questo che curandoci dell’assoluta genuinità delle materie prime, ci impegniamo ad offrire prodotti che soddisfino sempre tutte le nuove esigenze di consumo. Sin dagli anni ’60 oltre che sulla stampa, siamo sempre stati presenti anche in televisione, il nostro “Riso Gallo Chicchiricchi” non è solo uno slogan, ma rappresenta una perfetta sintesi di qualità e ampiezza di gamma dei prodotti che offriamo al consumatore, proponendogli il riso giusto per ogni sua particolare esigenza.” [<a href="http://www.risogallo.it/risogallo/ita/comunicazione.html">Fonte</a>]</p>
<p>Andando a rivedere i vecchi filmati pubblicitari nel sito, si capisce come il soggetto della comunicazione non sia cambiato tanto nel corso degli anni, pur essendo stato affinato nel tempo, con l’ausilio della tecnologia (si parte dagli spot degli anni ’60-’80 fino ai giorni nostri). Il rispetto della coerenza del messaggio con i valori aziendali, nonostante l’evoluzione aziendale nel suo mercato e con il passare del tempo le ha dunque permesso di mantenere e rinforzare la propria identità e la propria immagine.<br />
Inoltre, per l’anniversario dei 150 dell’azienda, è stata realizzata una campagna di comunicazione televisiva in cui il gallo era l’attore principale, assieme al celeberrimo claim “<a href="http://www.risogallo.it/img/risogallo/ITA/news/d_pdf/09comunicato%20stampa%20campagna%20Riso%20Gallo%20TV.pdf)">CHICCHIRICCHI</a>”<br />
Tutto ciò ovviamente si traduce in numeri: Oggi l&#8217;azienda risicola pavese e&#8217; al primo posto in Italia per quota di mercato (24%), con un fatturato di 100 milioni e oltre 1,1 milioni di quintali di riso venduti, di cui oltre il 30% sui mercati esteri. Le esportazioni sono dirette nei principali mercati europei, soprattutto Inghilterra, Germania e Francia, ma anche nel resto del mondo e in particolare in Cina, come molti hanno ricordato in questi giorni. (<br />
Fonte: <a href="http://www.informacibo.it/festa_risogallo.htm">http://www.informacibo.it/festa_risogallo.htm</a>)</p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli </a>per <a href="mailto:marketingarena@gmail.com">marketingarena</a></p>
<p>credits per l&#8217;immagine: <a href="http://www.abbozzo.nl/media/images/unique_selling_proposition.jpg">http://www.abbozzo.nl/media/images/unique_selling_proposition.jpg</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/191/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/191/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/191/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=191&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Multiethnic e multicultural marketing</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/08/multiethnic-e-multicultural-marketing/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/08/multiethnic-e-multicultural-marketing/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2006 23:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[multiculturalità]]></category>
		<category><![CDATA[multiethnic marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[* Come cambiano le abitudini di consumo tra le diverse comunità o gruppi culturali nei diversi paesi? * C’è differenza nelle dinamiche di esposizione ai diversi media? * Come reagiscono le diverse culture alle diverse forme di comunicazione? L’aumento nella &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/08/multiethnic-e-multicultural-marketing/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=182&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*         Come cambiano le abitudini di consumo tra le diverse comunità o gruppi culturali nei diversi paesi?<br />
*         C’è differenza nelle dinamiche di esposizione ai diversi media?<br />
*         Come reagiscono le diverse culture alle diverse forme di comunicazione?</p>
<p>L’aumento nella diversità culturale ed etnica – come altre forme di cambiamento nelle società – rappresenta una minaccia e un’opportunità per il marketing. Nuovi segmenti di consumo possono rappresentare nuove fonti di crescita con una maggiore focalizzazione allo sviluppo di nuovi prodotti. D’altra parte, però, diversità vuol dire frammentazione dell’audience, con la conseguente perdita di appeal da parte dei prodotti e la comunicazione di massa.</p>
<p>Globalizzazione o Localizzazione? Questa è la domanda dalla quale sono partiti alcuni ricercatori dell’università della Florida nella loro analisi condotta nella primavera del 2006: l’analisi ha toccato diversi punti:</p>
<p>*         Esposizione ai media<br />
*         Utilizzo dei nuovi media<br />
*         Comportamento verso brand e advertising<br />
*         Brand identification<br />
*         Utilizzo della tecnologia<br />
*         Attività ondine<br />
*         Ruolo degli influenzatori</p>
<p>Lasciando ai lettori il <a href="http://hmc.comm.fsu.edu/FSUAOLDMSMultiMktg.pdf">commento dei risultati specifici</a>, riporto il fatto che le specifiche differenze culturali sono risultate tali da imporre uno studio specifico dei singoli gruppi, non potendo riscontrare un’uniformità di abitudini e bisogni tra le minoranze.</p>
<p><strong>Come si traduce tutto questo in un’ottica di marketing?<br />
</strong><br />
L’altro giorno stavo guardando in tv una partita di NBA degli Houston Rockets, squadra in cui milita il fortissimo cinese Yao Ming. Ebbene, tra i cartelloni pubblicitari a bordo campo spiccavano quelli con scritte in lingua asiatica, dedicati alla comunità presente nella città Texana…<br />
Ho letto, inoltre, come McDonalds’ avesse realizzato degli spot bilingue per gli Stati Uniti</p>
<p>A mio parere i tempi sono maturi per portare questa riflessione anche nel nostro paese: secondo dati istat, “Al 1° gennaio 2006 gli stranieri residenti in Italia sono 2.670.514 (1.350.588 maschi e 1.319.926 femmine); rispetto all’anno precedente gli iscritti all’anagrafe aumentano di 268.357 unità (+11,2%).”<br />
[<a href="www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20061017_00/testointegrale.pdf">fonte</a>]</p>
<p>Pensate ci possano essere degli spunti interessanti per il marketing? Certo, il discorso poi andrebbe allargato agli aspetti socio-culturali (non possiamo paragonare il nostro paese all’America), o politici, ma rimanendo nell’ottica di mercato penso che questo sia un aspetto da non sottovalutare per le aziende, grandi o piccole che siano, visti i dati emersi dalle analisi.</p>
<p>p.s. tornerò presto con un altro post sulle minoranze…</p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per <a href="mailto:marketingarena@gmail.com">marketingarena</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/182/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/182/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/182/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=182&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Ambush marketing: come farsi vedere a spese degli altri</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/01/ambush-marketing-come-farsi-vedere-a-spese-degli-altri/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/01/ambush-marketing-come-farsi-vedere-a-spese-degli-altri/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2006 22:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non convenzionale]]></category>
		<category><![CDATA[ambush marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Una pratica per mezzo della quale un’impresa, spesso un concorrente dello sponsor, si propone al pubblico di un particolare avvenimento con una serie di metodi di per sé legittimi, con lo scopo di indirizzare verso di sé l’attenzione del pubblico &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/11/01/ambush-marketing-come-farsi-vedere-a-spese-degli-altri/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=175&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una pratica per mezzo della quale un’impresa, spesso un concorrente dello sponsor, si propone al pubblico di un particolare avvenimento con una serie di metodi di per sé legittimi, con lo scopo di indirizzare verso di sé l’attenzione del pubblico stesso a discapito dell’effettivo sponsor.</em><br />
<em></em><br />
<em></em><br />
<strong>Principali azioni di ambush marketing:<br />
</strong>· La sponsorizzazione di trasmissioni mediatiche relative all’evento<br />
· La sponsorizzazione di una parte dell’evento<br />
· L’acquisto di spazi pubblicitari precedenti o successivi alla trasmissione dell’evento<br />
· La realizzazione di campagne pubblicitarie durante l’evento<br />
· Lo svolgimento di attività promozionali vicino alla sede dell’evento</p>
<p>Ma vediamo qualche esempio…<br />
Ogni anno, Red Bull organizza un evento chiamato <a href="http://www.flugtag.redbull.pt/">Red Bull Flugtag</a> che consiste nella costruzione di macchine volanti, supportate nella loro performance dal pubblico presente con urla e frasi di incoraggiamento. All’ultimo evento realizzato in Portogallo si sono contati ben 50000 visitatori. Un’occasione ghiotta, molto ghiotta per farsi vedere&#8230;così una nota emittente televisiva ha ben pensato di sfruttarla: <a href="http://www.fox.com/home.htm">Fox Channel</a> si è infiltrata nell’evento ed ha fornito al pubblico presente un megafono con cui supportare la loro auto preferita. Una strategia efficace e davvero low cost, ideata dall’agenzia di guerrilla <a href="http://www.torke.pt/">Torke Stunt</a>.<br />
Questa volta dunque Red Bull non era la sola a farsi pubblicità. Dite che se la sarà presa? In fondo, grazie a Fox Channel, il wom generato ha coinvolto anche lei…</p>
<p>Da <a href="http://www.adblogarabia.com/?p=137">questo blog </a>ho appreso la notizia che la Fifa, in occasione dei recenti Campionati del Mondo, ha dovuto agire contro più di 1000 fan Olandesi che sono arrivati allo stadio indossando vestiti “brandizzati” che promuovevano un’azienda di birra olandese. Non potendo entrare allo stadio (lo sponsor era Budweiser!), hanno dovuto togliersi i vestiti, rimanendo a guardare la partita in mutande!!!! (per approfondimenti visitare anche <a href="http://www.soccernet.espn.go.com/">http://www.soccernet.espn.go.com/</a>)<br />
Non è comunque la prima volta che i furbetti olandesi tentano la strada dell’ambush marketing…durante i campionati europei del 2004, centinaia di fan furono costretti a rimuovere dei giganteschi cappelli con la scritta Heineken!<br />
Infine, in <a href="http://g2nz.wordpress.com/2006/09/05/ambush-marketing-and-the-2011-rugby-world-cup/">questo blog </a>, ho potuto leggere le preoccupazioni dei Neozelandesi per le possibili azioni di ambush marketing durante la coppa del mondo di rugby del 2011, e della necessità di promulgare nuove leggi per proteggere i grandi eventi.<br />
Posto anche un’ulteriore definizione del fenomeno: “the strategic placement of marketing material and promotions at events that will attract consumer and media attention”. Purtroppo, continua l’articolo, ci sono ormai numerosi metodi per praticare questo tipo di marketing che sfuggono al controllo, sia legale, sia degli organizzatori di eventi, di conseguenza, l’allerta rimane elevata.</p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per <a href="mailto:marketingarena@gmail.com">marketingarena</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/175/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/175/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/175/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/175/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/175/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/175/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/175/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/175/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/175/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/175/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/175/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/175/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/175/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/175/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/175/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/175/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=175&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Nuova Rubrica: Storia e curiosità della comunicazione pubblicitaria</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/29/nuova-rubrica-storia-e-curiosita-della-comunicazione-pubblicitaria/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Oct 2006 09:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[Perugina]]></category>
		<category><![CDATA[storia della comunicazione pubblicitaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho deciso di proporre questa nuova rubrica perché anche io, in prima persona, voglio imparare. Penso che andare a rivedere, di tanto in tanto, cosa si faceva tempo fa, chi e come lo faceva possa essere utile per comprendere la &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/29/nuova-rubrica-storia-e-curiosita-della-comunicazione-pubblicitaria/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=170&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ho deciso di proporre questa nuova rubrica perché anche io, in prima persona, voglio imparare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Penso che andare a rivedere, di tanto in tanto, cosa si faceva tempo fa, chi e come lo faceva possa essere utile per comprendere la realtà del tempo, dei mercati e, non meno importante, la storia e l’evoluzione delle marche. Si, perché quelle marche con le quali adesso abbiamo un rapporto, bello o brutto che sia, o che semplicemente conosciamo, hanno una storia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Vorrei capire se quello che si faceva una volta, in termini di comunicazione pubblicitaria, è così tanto distante dall’attuale, oppure se i corsi e ricorsi della storia, un po’ come nella moda, ci ripropongono gli stessi modelli con cadenza ciclica…</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Credo che questa nuova rubrica potrà essere un aiuto per me e per tutti quelli che avranno voglia di leggere i post di questo sito, nel senso che potrà stimolare ogni tipo di commento, a partire da quelli riguardanti la creatività, argomento “caldo” soprattutto all’epoca in cui viviamo, in cui (come è stato peraltro precedentemente dibattuto in alcuni commenti nel sito) ci troviamo di fronte alla pesante eredità di opere passate (di tutti i generi artistici, compresa la pubblicità) contrapposte a tentativi, più o meno riusciti, di introdurre nuove forme di arte e creatività, frutto di innovazioni tecnologiche e di pensiero.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Confido nel successo di questa rubrica! Perché io, in prima persona, ho voglia di imparare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">La prima di una (spero lunga) serie di approfondimenti che vorrei proporre ai nostri lettori è rappresentata da Perugina. In particolare, vorrei innanzitutto fornire dei dettagli sulle prime comunicazioni, e in seguito proporre un esempio di comunicazione dei giorni nostri (2004).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://www.ilvecchiocollezioni.com/pubblicita/pics/PERUGINA%201%20BIS.JPG">FOTO1:</a><span style="font-size:+0;"><a href="http://www.ilvecchiocollezioni.com/pubblicita/pics/PERUGINA%201%20BIS.JPG"> </a>(foto sopra)</span><a href="http://www.ilvecchiocollezioni.com/pubblicita/pics/PERUGINA%201%20BIS.JPG"></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Federico Seneca. Un nome ignoto ai più, eppure appartenente a colui che può ben dirsi tra i principali iniziatori della moderna comunicazione pubblicitaria in Italia. Pittore, grafico e illustratore, ci ha lasciato grandiosi manifesti che ancora oggi stupiscono per l&#8217;efficacia e la modernità.<br />
Marchigiano (nasce a Fano nel 1891), Seneca si forma all&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma e nel primo dopoguerra si trasferisce a Milano. Qui comincia l&#8217;attività di cartellonista sotto la guida del grande <strong><span style="font-weight:normal;">Marcello Dudovich</span></strong>, incontrastato maestro dell&#8217;affiche nel periodo &#8220;liberty&#8221;;è però la sua successiva assunzione alla <strong>Perugina</strong>, società di cui ben presto diviene direttore artistico, che segna la sua affermazione e, in breve, il suo successo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">In circa tre lustri di attività (dal 1919 al 1935), presso la sola Perugina prima e poi anche con <strong><span style="font-weight:normal;">Buitoni</span></strong> (dopo che le due grandi industrie alimentari si fondono, nel 1925), sviluppa una trentina di manifesti, che contribuiscono non poco al rilancio commerciale delle due aziende. Lo stile che egli affina in questi anni riprende in parte quello del cartellonista <strong><span style="font-weight:normal;">Cappiello</span></strong>, al tempo attivissimo oltralpe, in parte si rifà alla grafica futurista (Seneca viene a contatto con <strong><span style="font-weight:normal;">Gerardo Dottori</span></strong>, uno dei maggiori esponenti del secondo futurismo), ma non mancano neppure ascendenze puriste, con un&#8217;originale rilettura su carta della scultura italiana post-risorgimentale.<br />
Lo schema utilizzato da Federico Seneca nei manifesti per Buitoni e Perugina è univoco. Facendo un passo oltre i decorativismi liberty, il grafico sviluppa sfondi a tinte piatte (giallo o nero in genere), in cui inserisce una o due figure, che, solitarie, si impongono sull&#8217;intera campitura del cartellone. Si tratta generalmente di figure umane, sintetizzate al massimo e prive di ogni dettaglio, a eccezione di sparuti elementi che richiamano il prodotto pubblicizzato (una piccola scatola di cioccolatini o un piatto di brodo, ad esempio); tali figure sono anch&#8217;esse monocromatiche e rese in un colore fortemente contrastante con quello dello sfondo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Gli agili figurini dei manifesti per il <em>cioccolato Perugina</em>, che siano una coppia di innamorati a passeggio teneramente abbracciati o uno scattante cameriere, appaiono quasi come oggetti aerodinamici, su cui si stagliano ombre e luci nette; di una plasticità massiccia e, al contempo, leggera, morbida.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">A testimonianza del fatto che Federico Seneca è stato ed è ancora uno dei più grandi grafici pubblicitari italiani, il cui segno perdura anche nell&#8217;odierna società mediatica, ci rimane la celeberrima scatola blu-azzurra dei <em>Baci Perugina</em>, da lui creata nei primi anni Venti, con le silhouette di una coppia abbracciata che gli fu ispirata dal celebre dipinto di Francesco Hayez <em>Il bacio</em>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://www.pubblicitaitalia.it/foto/ImgGrande/0_PeruginaStampa%201_9483.JPG">FOTO 2</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">2004: <span class="bigcorpo1"><span style="font-size:9px;">La comunicazione è declinata in due soggetti. Il primo soggetto è dedicato alla Scuola del Cioccolato <span style="font-size:+0;">Perugina</span> aperta ai consumatori. La Scuola nasce con l’obiettivo di permettere a tutti coloro che lo desiderano di condividere la passione per il cioccolato insieme agli esperti cioccolatieri Perugina attraverso una serie di incontri. La headline recita “Apre a tutti la Scuola del Cioccolato Perugina”, mentre il visual mostra il logo della Scuola immerso in una colata di cioccolato. </span></span><br />
<span class="bigcorpo1"><span style="font-size:9px;">Il secondo soggetto rappresenta tre specialità della nuova linea Collezione, a firma Scuola del Cioccolato: cioccolato impreziosito con zenzero, cannella, peperoncino, noce moscata. La headline è “Quando passione e innovazione si uniscono, nasce sempre qualcosa di speciale”.</span></span><br />
<span class="bigcorpo1"><span style="font-size:9px;">Per <span style="font-size:+0;">Lowe Pirella</span> firmano la campagna la copy <span style="font-size:+0;">Elena Tralli</span> e gli art <span style="font-size:+0;">Anna Lomboni</span> e <span style="font-size:+0;">Aldo Lunelli</span> con la direzione creativa di <span style="font-size:+0;">Piero Lo Faro</span>. Le foto sono di <span style="font-size:+0;">Stefan Kirchner</span> e <span style="font-size:+0;">Luca Perazzoli</span>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.pubblicitaitalia.it/foto/ImgGrande/0_PeruginaStampa%201_9483.JPG"></a></p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per marketingarena</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/170/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/170/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/170/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=170&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Il bancomat di Gesù</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/25/il-bancomat-di-gesu/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/25/il-bancomat-di-gesu/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2006 06:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[bancomat]]></category>
		<category><![CDATA[church marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>

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		<description><![CDATA[un certo Pastore Marty Baker ha inventato il &#8220;giving kiosk&#8221;,uno sportello automatico che consente ai membri di chiesa di trasferire direttamente sul conto della chiesa le loro offerte settimanali. Il &#8220;Chiosco delle offerte&#8221; è collocato all&#8217;entrata del luogo di culto &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/25/il-bancomat-di-gesu/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=161&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://foto.icn-news.com/1159707497.jpg"><img style="display:block;width:320px;cursor:hand;text-align:center;margin:0 auto 10px;" alt="" src="http://foto.icn-news.com/1159707497.jpg" border="0" /></a>un certo Pastore Marty Baker ha inventato il &#8220;giving kiosk&#8221;,uno sportello automatico che consente ai membri di chiesa di trasferire direttamente sul conto della chiesa le loro offerte settimanali. Il &#8220;Chiosco delle offerte&#8221; è collocato all&#8217;entrata del luogo di culto e rilascia una ricevuta.<br />Il dinamico reverendo aveva già introdotto presso la sua comunità la distribuzione di sermoni via podcast e la banda della parrocchia non esita ad eseguire cover degli Aerosmith (Dream on , per la precisione) per catturare l&#8217;attenzione del suo gregge. Per quest&#8217;anno Il prete-imprenditore prevede di incassare tra i 200.000 ed i 240.000 dollari. Intanto ha messo su una società per distribuire il suo &#8220;bancomat per Gesù&#8221; ad altre chiese, ovviamente dietro il pagamento di una pia royalty, da lasciare al Gesù della sua parrocchia piuttosto che a quello delle altre. </p>
<p><a href="http://www.latimes.com/news/nationworld/nation/la-na-holyatm28sep28,0,6671307,full.story">Filippo Minelli</a> per <a href="mailto:marketingarena@gmail.com">marketingarena<br /></a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/161/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/161/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/161/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/161/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/161/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=161&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Musica e Brands</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/17/musica-e-brands/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/17/musica-e-brands/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2006 18:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[musica e brand]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei parlare dei risultati di un’interessantissima ricerca del 19/07/06 condotta da entertainment media (http://www.entertainmentmediaresearch.com/), in collaborazione con music week, che racconta il rapporto tra musica e brand, e gli effetti di questo connubio. La ricerca parte con un’analisi sulle sensazioni &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/17/musica-e-brands/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=134&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei parlare dei risultati di un’interessantissima ricerca del 19/07/06 condotta da entertainment media (<a href="http://www.entertainmentmediaresearch.com/">http://www.entertainmentmediaresearch.com/</a>), in collaborazione con music week, che racconta il rapporto tra musica e brand, e gli effetti di questo connubio. La ricerca parte con un’analisi sulle sensazioni rispetto al coivolgimento dei brand nella musica: i risultati dicono che il 51% giudica positiva la relazione, il 37% è neutrale e il restante 12% giudica in maniera negativa la relazione; si nota, in seguito, che la maggior parte dei consensi (59%) è tra gli intervistati di età compresa tra 15 e 19 anni. Ancora, la ricerca propone ora la stessa domanda in riferimento, però, ai vari tipi di coinvolgimento della marca. I risultati sono di seguito riportati:<br />
quando la marca sponsorizza…</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">tra parentesi (Positivi;</span><span style="color:#ff0000;">Negativi)</span><br />
Eventi di musica live (64%; 8%)<br />
Festivals (62%; 11%)<br />
Programmi musicali in TV (60%; 5%)<br />
Tours (59%; 12%)<br />
Nuove uscite cd, ecc (52%; 19%)<br />
Charts (50%; 16%)</strong></p>
<p><em><a href="http://img151.imageshack.us/img151/5053/tabellepd3.png">Vedi questi dati in TABELLA 1</a><br />
</em><br />
La ricerca continua poi proponendo un’analisi molto approfondita su alcuni casi aziendali, dopo aver valutato il livello di awareness dei vari brand associati ad alcuni artisti musicali:</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>tra</strong> </span><strong><span style="color:#ff0000;">parentesi (Aware; Not Aware)</span><br />
U2 &amp; Apple (55%;45%)<br />
T-Mobile &amp; Robbie Williams (55%;45%)<br />
Gap &amp; Madonna (43%;57%)<br />
McDonalds&amp;Justin Timberlake (36%;64%)<br />
Reebok&amp;Mike Skinner (18%;82%)<br />
Motorola &amp; Gorillaz (13%;87%)</strong></p>
<p><a href="http://img151.imageshack.us/img151/5053/tabellepd3.png">Vedi questi dati in TABELLA 2<br />
</a><br />
I casi su cui si sono soffermati sono quello di McDonalds &amp; Justin Timberlake e quello di Apple &amp; U2. Inizialmente è stata fornita una valutazione di “appropriatezza” della relazione, che è risultata molto bassa nel primo caso (7%) e, invece, più alta nel caso degli U2 (26%). È stato inoltre calcolato il ROI in varie forme: CONSUMATORE: “emotional connection” (-19% per M’s e +22% per Apple), comportamento favorevole del consumatore verso la marca (-9% M’s e +16% per Apple). MARCA: publicity (+33% e +48%), aiuto alla comunicazione globale (+25% e +44%) ed infine maggiore impatto nella comunicazione (+30% e +49%). ARTISTA: sentimento complessivo (-35% per Timberlake e +9% U2), credibilità dell’artista (-23% e +36%), immagine dell’artista (-24% e +37%), valore artistico (-12% e +22%), “audience reach” (-19% e +35%).</p>
<p><a href="http://img221.imageshack.us/img221/7532/musicaebrandsmg9.png">Interessante risulta a questo punto dare un&#8217;occhio alla correlazione tra immagine di marca e immagine dell’artista. </a></p>
<p>Le dimensioni su cui sembrerebbe utile lavorare maggiormente sono :</p>
<p><strong>· Awareness<br />
· Appropriatezza del brand rispetto all’artista<br />
· Fit della marca<br />
· Connessioni emozionali<br />
· Contenuti globali</strong></p>
<p>Eh non mi resta che dire: la prossima volta stai più attento, Justin!</p>
<p><a href="http://img86.imageshack.us/img86/7952/diapositiva1tq4.jpg">Filippo Minelli</a> per <a href="mailto:">marketingarena</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/134/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/134/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/134/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=134&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Pubblicità Comparativa</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/14/pubblicita-comparativa/</link>
		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/14/pubblicita-comparativa/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Oct 2006 11:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità comparativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo spunto per questo post mi è venuto dopo aver letto un articolo, di cui vi riporto le prime righe: “La pubblicità comparativa può riguardare non solo singoli prodotti ma anche interi assortimenti. La Corte di giustizia delle Comunità europee, &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/14/pubblicita-comparativa/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=130&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spunto per questo post mi è venuto dopo aver letto un articolo, di cui vi riporto le prime righe:<br />
“La pubblicità comparativa può riguardare non solo singoli prodotti ma anche interi assortimenti. La Corte di giustizia delle Comunità europee, con la sentenza emessa nella causa C-356/04, depositata ieri, allarga ancora il raggio d&#8217;azione di spot e messaggi basati sul confronto dei beni di consumo.” Da il Sole 24ore del 20/09/06.<br />
La legge tende sempre più a permettere la pubblicità comparativa. Ma non se ne vede molta, neppure nei paesi in cui è permessa da molto tempo.<br />
L’argomento è molto dibattuto e forse merita un breve approfondimento.<br />
In linea di principio, una corretta comparazione è legittima, se il nostro prodotto ha un vantaggio rilevante e oggettivamente documentabile.<br />
In pratica la comparazione può essere molto pericolosa: una “lite da lavandaie” fra due marche, con elencazione di vantaggi tecnici più o meno irrilevanti per il consumatore, può facilmente degradare l’immagine di un’intera categoria.<br />
Conviene pensare tre volte prima di citare la marca di un concorrente; potremmo fargli un grosso favore (per il solo fatto di prenderlo a paragone).<br />
Talvolta la comparazione è uno strumento utile per la marca più debole, che confrontandosi con quella più affermata cerca di mettersi sullo stesso piano. Uno degli esempi più evidenti è il caso della Pepsi-Cola, che nel ruolo storico di “sfidante” per molti anni ha attaccato direttamente la Coca-Cola; mentre la marca tradizionalmente più affermata non ha mai fatto il contrario (o meglio, nei rari casi in cui l’ha fatto ne ha subito un danno).<br />
Un richiamo alla legge in vigore può essere d’aiuto: La pubblicità comparativa è stata introdotta in Italia dal DLgs25 febbraio 2000 n.67 (pubblicato nella GU n72 del 27/03/00), il quale dà attuazione alla direttiva 97/55/CE che modifica la Direttiva 84/450/CE in materia di pubblicità ingannevole.<br />
<a name="11"></a>Per pubblicità comparativa si intende qualsiasi pubblicità che identifica in modo esplicito o implicito un concorrente o beni o servizi offerti da un concorrente. Per quanto riguarda il confronto, la pubblicità comparativa è lecita se sono soddisfatte le seguenti condizioni:<br />
a) non è <a href="http://www.televisione.cc/pubblicita/lapubblicita.htm#10#10">ingannevole</a>;<br />
b) confronta beni o servizi che soddisfano gli stessi bisogni o si propongono gli stessi obiettivi;<br />
c) confronta oggettivamente una o più caratteristiche essenziali, pertinenti, verificabili e rappresentative, compreso eventualmente il prezzo, di tali beni e servizi;<br />
d) non ingenera confusione sul mercato fra l&#8217;operatore pubblicitario ed un concorrente o tra i marchi, le denominazioni commerciali, altri segni distintivi, i beni o i servizi dell&#8217;operatore pubblicitario e quelli di un concorrente;<br />
e) non causa discredito o denigrazione di marchi, denominazioni commerciali, altri segni distintivi, beni, servizi, attività o circostanze di un concorrente;<br />
f) per i prodotti recanti denominazione di origine, si riferisce in ogni caso a prodotti aventi la stessa denominazione;<br />
g) non trae indebitamente vantaggio dalla notorietà connessa al marchio, alla denominazione commerciale o a altro segno distintivo di un concorrente o alle denominazioni di origine di prodotti concorrenti;<br />
h) non presenta un bene o un servizio come imitazione o contraffazione di beni o servizi protetti da un marchio o da una denominazione commerciale depositati.<br />
Il requisito della verificabilità si intende soddisfatto quando i dati addotti ad illustrazione della caratteristica del bene o servizio pubblicizzato sono suscettibili di dimostrazione.</p>
<p>Tipologie di pubblicità comparativa:</p>
<p>• Diretta: nella quale il prodotto concorrente viene individuato in modo palese, o comunque riconoscibile attraverso espliciti riferimenti citandone, ad esempio, il nome o il marchio, e comparazione<br />
• Indiretta nella quale è desumibile, anche indirettamente, un riferimento non ad un singolo prodotto bensì ad una classe di prodotti concorrenti non specificatamente individuati (“il tuo solito dentifricio”)</p>
<p>Come funziona in pratica:</p>
<p>1. il prodotto è posto a confronto con due, o più, prodotti ( o servizi) concorrenti espressamente nominati (pubblicità comparativa esplicita) o facilmente riconoscibili (pubblicità comparativa implicita);<br />
2. la comparazione è basata su uno o più attributi del bene o servizio;<br />
3. viene dichiarato che sono state raccolte dimostrazioni effettive, basate su ricerche svolte internamente o su test effettuati da organismi indipendenti alla base delle dichiarazioni (generalmente, ma non necessariamente, di superiorità) del prodotto.</p>
<p>Obiettivi e vantaggi:</p>
<p>Differenziazione: evidenziare gli attributi distintivi del proprio prodotto, differenziandolo da quelli concorrenti o dimostrandone la superiorità. Diminuire la confusione tra le marche esistenti sul mercato ed esaltare i benefici peculiari della propria.<br />
Risposta all’ondata di campagne pubblicitarie a forte contenuto emozionale, ma a scarso contenuto informativo, riguardo ai benefici del prodotto.<br />
Nella comunicazione tradizionale, il consumatore rimane colpito dalla pubblicità in sé, ma non ne riceve informazioni sufficienti a giudicare se il prodotto gli è in qualche modo utile, necessario e soprattutto accessibile. La validità di quest’ultima è fortemente dipendente dalla veridicità, oggettività e completezza delle informazioni.<br />
Associazione: sfruttare la notorietà delle marche altrui, al fine di generare un atteggiamento positivo e una certa fiducia verso la propria marca; usata dunque per prodotti con piccola quota di mercato, o in fase di lancio, paragonati con marche già note,in cui non vengono generalmente confrontati gli attributi distintivi, bensì quelli posseduti da entrambe le marche, esaltando non tanto, o non solo, la superiorità quanto anche i tratti comuni</p>
<p>I paesi che l’accettano &#8211; Danimarca, Francia, Irlanda, Spagna, Svezia, Gran Bretagna e Olanda, USA- lo fanno perché ritengono:<br />
• positiva per i consumatori, un momento di trasparenza e di apertura delle imprese verso il mercato, grazie alla diffusione di un maggior numero di informazioni e attraverso la divulgazione di messaggi contenenti dati oggettivi e controllabili;<br />
• stimolante per la concorrenza, con benefici diretti per i consumatori.</p>
<p>Fonte (<a href="http://www.aiccon.it/">http://www.aiccon.it/</a> – presentazione del 10/03/05)</p>
<p>La mia riflessione, alla luce di quanto riportato sopra, è questa: ha senso parlare di pubblicità comparativa (stile tele2 ad esempio), proprio adesso che si parla di consumatore intelligente, che non fa un acquisto se non in possesso di informazioni importanti e complete che lo portano, talvolta, a sentirsi offeso di fronte a venditori che lo reputano ignorante? Oggi internet fornisce i mezzi per la comparazione dei prezzi e quant’altro…come cambia o come può cambiare la strategia pubblicitaria (comparativa) delle varie aziende? Pensate che quella frase di Amendola che suonava tipo “con 3 parlate gratis, non come…” sia stata veramente efficace e, soprattutto, esaustiva e ricca di informazioni per lo sveglio consumatore? Ma per favore! Come minimo uno va a vedere le caratteristiche complete del servizio offerto, no?</p>
<p><a href="http://adsoftheworld.com/node/91/play">In allegato un bel esempio di pubblicità comparativa…</a></p>
<p><a href="http://realbruz.interfree.it/promo%20fiat.jpg">fiat e ferrari</a></p>
<p><a href="http://tiziamlf.blog.deejay.it/photos/uncategorized/benzina_coca.jpg">Marketingarena</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/130/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/130/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/130/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=130&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Brand Dislike</title>
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		<comments>http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/11/brand-dislike/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2006 19:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[brand awareness]]></category>
		<category><![CDATA[brand dislike]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>

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		<description><![CDATA[I consumatori amano alcune marche, per altre provano sostanziale differenza e per altre ancora esprimono valutazioni, opinioni e, talvolta, veri e propri sentimenti negativi. La letteratura in merito non è molto ampia, ma si possono ugualmente distinguere tre filoni: il &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/11/brand-dislike/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=128&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.affectivetherapy.co.uk/DSCN0024.JPG"><img style="display:block;width:320px;cursor:hand;text-align:center;margin:0 auto 10px;" alt="" src="http://www.affectivetherapy.co.uk/DSCN0024.JPG" border="0" /></a><br />I consumatori amano alcune marche, per altre provano sostanziale differenza e per altre ancora esprimono valutazioni, opinioni e, talvolta, veri e propri sentimenti negativi. La letteratura in merito non è molto ampia, ma si possono ugualmente distinguere tre filoni: il primo approccio è quello relativo all’analisi del rapporto che intercorre tra il consumatore e la marca e che, in certe condizioni si deteriora e/o si interrompe. Un secondo filone riguarda il ruolo degli atteggiamenti negativi e delle espressioni negative in chiave di comunicazione sociale: criticare o rifiutare un prodotto è a volte un modo per relazionarsi con gli altri. Infine un terzo filone considera la valutazione negativa o il rifiuto come conseguenze dell’atteggiamento critico espresso dai consumatori nei confronti di aspetti generali o specifici del consumismo moderno.</p>
<p>[Ulteriori approfondimenti in “Micro&amp;Macro marketing” – 3/2005.]</p>
<p>Dopo questa premessa, sicuramente non esaustiva, ecco degli esempi in merito:</p>
<p>Il <span style="color:#006600;"><strong>primo</strong></span>, riguarda la famosissima catena Starbucks. Starbucks vende esperienze, non un buon caffè. Nei vari punti vendita (si possono chiamare così), si può trovare musica, film e praticamente tutto ciò che si vuole. Ma chi vuole un buon caffè rimarrà fortemente deluso…come questa persona che ha manifestato tutto il proprio disappunto in <strong><a href="http://www.ihatestarbucks.com/">questo sito</a></strong><br /><strong></strong><br />Il <strong><span style="color:#006600;">secondo</span> </strong>esempio è tratto dai recenti Campionati del Mondo di calcio giocati in Germania. Sapete qual è stata la birra ufficiale della manifestazione: Bud! Quale pensate sia stata la reazione di un popolo che ogni anno si riunisce nella festa più sbronzante del mondo…con la propria birra??<br />La birra “straniera” è stata servita in 12 stadi, ma, secondo il parere di alcuni fans, era come bere vernice! “è un insulto alla nostra lingua”!! – dicono i tedeschi, e perfino Franz Maget, politico, dice che quella è la peggiore birra del mondo! “abbiamo il dovere di non avvelenare i visitatori”, dice!<br />Certo, avendo pagato 40milioni di dollari per i diritti esclusivi di bevanda alla Coppa del Mondo <a href="http://stevegilliard.blogspot.com/2006/05/bud-official-beer-of-world-cupno.html"><strong>non devono averla presa molto bene</strong></a>!</p>
<p>Eh si…proprio una bella mossa!</p>
<p>p.s. Provate ad andare su Google e digitare :”I hate (nome della marca)”…</p>
<p>A proposito, già che ci sono…ecco la classifica delle migliori marche (valore in milioni di dollari) del 2006 secondo <a href="http://www.interbrand.com/">www.interbrand.com</a> in collaborazione con <a href="http://www.businessweek.com">www.businessweek.com</a>:</p>
<p>1.      Coca cola (67.000)<br />2.      Microsoft (56.927)<br />3.      IBM (56.201)<br />4.      General Electric  (48.907)<br />5.      Intel  (32.319)<br />6.      Nokia  (30.131)<br />7.      Toyota  (27.941)<br />8.      Disney  (27.848)<br />9.      McDonalds  (27.501)<br />10.   Mercedes-Benz  (21.795)</p>
<p>Filippo Minelli per <a href="mailto:marketingarena@gmail.com">marketingarena</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/128/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/128/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/128/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/128/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/128/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/128/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/128/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/128/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/128/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=128&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Prosecco in lattina?</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/03/119/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Oct 2006 13:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[marketing del vino]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il vino rosso e bianco nel cartone, arriva dalla Germania il prosecco in lattina! Cosi riporta un articolo del corriere di pochi giorni fa. Se non fosse per l’insolito packaging, che, secondo gli esperti, rovina le qualità del prezioso &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/10/03/119/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=119&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo il vino rosso e bianco nel cartone, arriva dalla Germania il prosecco in lattina! Cosi riporta un articolo del corriere di pochi giorni fa. Se non fosse per l’insolito packaging, che, secondo gli esperti, rovina le qualità del prezioso nettare nostrano, è la scelta della testimonial a far accendere gli animi: ebbene si, la famosissima Paris Hilton, ereditiera “tuttofare” che, senza battere ciglio, si è data da fare ed è giunta nella Marca per pubblicizzare l’evento! Si, avete capito bene, proprio la stessa che era stata, giorni prima, arrestata dalla polizia per guida in stato di ebrezza!!!<br />
Incredibile! E infatti, oltre alla paura di un decadimento d’immagine da parte della Coldiretti, si è registrata anche la reazione delle associazioni delle famiglie, indignate dalla scelta della testimonial.<br />
Quanto all’iniziativa di marketing, la Coldiretti afferma che è a rischio l’immagine di un vino «che nel tempo e con un&#8217;attenzione crescente alla qualità permesso di conquistare nuovi consumatori e di competere sul piano della qualità ad armi pari con lo champagne francese». Il prosecco in lattina è già commercializzato in Germania e in altre zone dell&#8217;Europa centrale. L&#8217;operazione di marketing &#8211; evidenzia la Coldiretti &#8211; sfrutta un vino famoso nel mondo per le sue eccezionali caratteristiche organolettiche, consolidate in secoli di lavoro dei vignaioli, a favore di una bevanda che rischia di snaturare la qualità e la tipicità proprie del prosecco. Come potrà &#8211; si domanda la Coldiretti &#8211; il consumatore attraverso la lattina apprezzare il colore giallo paglierino, il profumo gradevole e caratteristico di fruttato e le famose bollicine? Occorre salvaguardare il patrimonio nazionale da iniziative sconsiderate, e, personalmente, mi stupisco che iniziative del genere possano essere considerate di marketing, e non delle grandi scelleratezze!</em></p>
<p>Filippo Minelli per <a href="mailto:marketingarena@gmail.com">marketingarena.it</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/119/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/119/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/119/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/119/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/119/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=119&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>What Women Want</title>
		<link>http://filippominelli.wordpress.com/2006/09/27/what-women-want/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Sep 2006 04:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippom</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Minelli]]></category>
		<category><![CDATA[woman marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Certamente tutti sappiamo come uomini e donne reagiscano diversamente di fronte al messaggio pubblicitario. Quello che le donne vogliono e quello a cui sono attratte può essere diverso rispetto a ciò che attrae l’uomo. Non sempre è vero, ovviamente dipende &#8230; <a href="http://filippominelli.wordpress.com/2006/09/27/what-women-want/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=108&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certamente tutti sappiamo come uomini e donne reagiscano diversamente di fronte al messaggio pubblicitario. Quello che le donne vogliono e quello a cui sono attratte può essere diverso rispetto a ciò che attrae l’uomo. Non sempre è vero, ovviamente dipende da ciò a cui si riferisce il messaggio. Il sesso, ad esempio, è una materia interessante.<br />
Credete che i giornali con pubblicità di moda che sbattono in primo piano foto di donne seducenti funzionino con le donne? Qual è il loro target?<br />
Un team di ricerca dell’università della Florida ha studiato questo tema. Conducendo uno studio su 100 donne di età compresa tra i 18 e i 24 anni chiamate a giudicare foto di donne attraenti…la ricerca ha trovato che più seduttive erano le modelle, meno interesse avevano sulle donne!<br />
Questa scoperta sembra contraddire le numerose immagini sensuali di pubblicità che si trovano sui “patinati per signora”. C’è forse un “piccolo gap mentale” tra i maschi realizzatori e i consumatori (donne)?<br />
Nonostante la massima “il sesso vende” abbia sempre funzionato, da un punto di vista femminile l’erotismo nel marketing è eccessivo, sporco, non informativo…</p>
<p><strong>Allora perché le pubblicità nei giornali di moda femminili usano in dosi massicce la sensualità?</strong></p>
<p>Secondo <a href="http://www.mediaanalyzer.com/site/uploads/media/PMSexSells0510.pdf">questo altro articolo</a>, le pubblicità sessuali aumentano l’intenzione d’acquisto degli uomini…ma hanno l’effetto contrario per le donne!Il sesso nelle pubblicità su carta stampata aumenta l’efficacia per gli uomini, incluso l’impulso all’acquisto, mentre per le donne lo riduce. Per entrambi, <em>le pubblicità con contenuti sessuali distolgono l’attenzione a quello che la marca vuole essere e rappresentare. Secondo un test pubblicato da<a href="http://www.adweek.com"> ADWeek</a></em><a href="http://www.adweek.com"> </a>le pubblicità sessuali hanno un forte effetto sul comportamento visivo di uomini e donne. Gli uomini prestano molta attenzione sulle immagini sessuali (seno, gambe e pelle nuda). Mentre questo aumenta l’interesse per la pubblicità e trasferisce quest’ultimo sull’interesse all’acquisto, distoglie l’attenzione dell’uomo da altri elementi quali il logo del brand…e questo è una delle ragioni per le quali il <em>brand recall</em> è minore negli uomini che nelle donne.<br />
Le donne, dall’altro lato, evitano di guardare le immagini sessuali e, sempre secondo questo studio, pensano che ci sia troppo sesso nelle pubblicità e più del 40% del campione pensa che queste pubblicità promuovano un certo deterioramento dei valori morali della società, e rappresentino una minaccia per l’educazione dei bambini.</p>
<p>Per concludere, vi riporto una frase del podcast che ho sentito l’altro giorno (“Wizard of ads”): &#8220;<span style="color:#ff0000;">Yes, selling to men can be very easy. But how does one sell to women? Men use language to establish status. Their measurements are up and down. What do you think of me now that I&#8217;ve said this? Am I up or down? Up or down? But women use language to establish bonds of connection, near and far. &#8216;How close are we now that I&#8217;ve said this?</span>&#8216;&#8221; – Dr. Nick Grant, adjunct faculty, Wizard Academy</p>
<p><a href="mailto:marketingarena@gmail.com">Filippo Minelli</a> per Maketingarena</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippominelli.wordpress.com/108/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippominelli.wordpress.com/108/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippominelli.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippominelli.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippominelli.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippominelli.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filippominelli.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filippominelli.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filippominelli.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filippominelli.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippominelli.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippominelli.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippominelli.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippominelli.wordpress.com/108/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippominelli.wordpress.com/108/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippominelli.wordpress.com/108/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filippominelli.wordpress.com&amp;blog=2279857&amp;post=108&amp;subd=filippominelli&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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